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Ciao a tutti! Qui c’è il rischio concreto che le nuove 850 si rivelino rapide sul giro quanto le attuali 1000. E di scoprire che il nuovo regolamento tecnico è uno sbaglio.
Quando, nel 2007, la MotoGP ridusse la cilindrata da 990 a 800 centimetri cubi per contenere le prestazioni, i tempi sul giro dei prototipi calarono leggermente un po’ su tutte le piste. Ma dopo meno di un anno si era già capito che la modifica regolamentare non era servita a nulla, perché le prestazioni delle 800 restavano esagerate e i costi erano pure aumentati. E’ sempre difficile confrontare i cronometri da un anno con l’altro, perché le condizioni cambiano spesso, ma c’è un dato dell’epoca che ci può aiutare: quello della velocità massima al Mugello della Ducati più rapida, già allora riferimento di categoria. Dai 331,7 orari del 2006 si scese ai 319,2 del 2007. Ma già nel 2008 si superavano i 326 e nel 2009 si toccarono i 336 km orari.
Non a caso vi cito il circuito toscano. Perché nella recente conferenza stampa congiunta di Dall’Igna e Rivola, in Indonesia, Gigi ha fatto riferimento proprio alle velocità pazzesche che si raggiungono oggi al Mugello con le 1000: quasi 370 km orari. E’ pericoloso, ha detto, le piste non sono più adeguate, è giusto passare alle 850. Ma Gigi ci era sembrato leggermente imbarazzato, perché sa benissimo che resta del tutto irrisolto un altro tema non meno importante: quello delle velocità in curva e degli spazi di fuga che diventano insufficienti.
Speriamo di sbagliarci, ma le nuove 850 sembrano già competitive con le 1000 fin dai primi test: è probabile che recuperino in curva quel poco che perdono sul dritto. Perché sono più leggere, perché le nuove gomme Pirelli sembrano funzionare molto bene (e magari in qualifica anche meglio delle Michelin) e in più l’aerodinamica è stata ridotta soltanto sulla carta. Le superfici saranno inferiori, ok, ma l’evoluzione è continua… Insomma, la ricerca di una maggiore sicurezza sembra fallita prima ancora di cominciare.
C’è da domandarsi perché non si siano scelte altre strade, per ridurre nettamente le prestazioni sul giro. Tipo l’abolizione delle ali o la riduzione del carburante a bordo. Il nostro Bernardelle ha chiaramente detto che il regolamento nasce vecchio, che si è persa l’occasione di innovare con la tecnologia disponibile. Qui c’è il rischio che sia pure inutile.