Regole di pubblicazione degli annunci

Regole per l'inserimento degli annunci

 

1) Ogni annuncio deve essere relativo a un singolo prodotto ben identificato, rispettando la categoria di appartenenza. 

2) Il testo degli annunci deve essere dettagliato e relativo all’oggetto dell’annuncio. Non è permesso l'inserimento di frasi generiche, non riferite al prodotto in vendita o che promuovano servizi non direttamente riferibili all'annuncio o pubblicizzino l'attività commerciale.

3) Tutti i prodotti offerti devono essere disponibili.

4) Le fotografie devono essere reali del bene venduto. Moto.it si riserva il diritto di non pubblicare le immagini ritenute non conformi al contenuto dell'annuncio o alle regole editoriali.

5) La prima foto inserita sarà l'immagine principale. Non saranno accettate immagini non rappresentative dell'oggetto dell'annuncio.

6) Moto.it si riserva il diritto di non accettare annunci con un prezzo non realistico. I prezzi indicati negli annunci in vendita devono essere comprensivi di eventuale IVA.

7) Moto.it si riserva la facoltà di verificare il numero telefonico dell'utente al momento o successivamente all'inserimento di un annuncio ed eventualmente a intervenire sul numero o sull'annuncio stesso.

8) Il video inserito deve essere il video reale del bene venduto. Moto.it si riserva il diritto di non pubblicare i video ritenuti non conformi al contenuto dell'annuncio o alle regole editoriali.

 

Non è permesso:

1) Inserire lo stesso annuncio in più regioni o province, o utilizzando diversi account o qualsiasi altro stratagemma atto a pubblicare più annunci rispetto a quanto consentito o a duplicare gli annunci stessi.

2) Inserire link all'interno degli annunci.

3) Inserire annunci che non mettano in vendita un prodotto specifico ma che abbiano come unico scopo quello di dare visibilità a un marchio, a un'azienda, a un altro sito web.

4) Inserire annunci in asta.

5) Inserire annunci utilizzando software gestionali.

6) Inserire annunci per conto terzi.

7) Inserire annunci indicando come modalità di pagamento la ricarica di carte prepagate, per esempio Postepay, o servizi quali Western Union, MoneyGram, BidPay e qualsiasi altro

8) Pubblicare o in altro modo trasmettere o diffondere contenuti che siano illeciti, molesti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, osceni, lesivi della privacy altrui, razzisti, contro minori o comunque reprensibili.

9) Falsificare la propria identità presentandosi sotto mentite spoglie.

10) Caricare, pubblicare, inviare via e-mail o in altro modo trasmettere o diffondere un contenuto che non abbia il diritto di trasmettere o diffondere o pubblicare un annuncio che comporti la violazione di brevetti, marchi, segreti, diritti di autore o altri diritti di proprietà industriale e/o intellettuale di terzi soggetti.

11) Inviare via e-mail o in altro modo trasmettere o diffondere pubblicità, materiale promozionale, e-mail promozionali o qualsiasi altra forma di sollecitazione non autorizzate o non richieste.

12) Moto.it si riserva il diritto di vietare alle aziende l'inserimento di annunci come privati.

13) Inserire foto con presenza di loghi o pubblicità.

 

Consigli contro le truffe

SE LE CONOSCI LE EVITI!

Valgono le seguenti regole generali:

  • non inserire mai numeri di carte di credito o password se richieste via email
  • diffidare degli annunci o delle mail scritti in lingua inglese o in un italiano evidentemente sgrammaticato
  • diffidare delle inserzioni con un prezzo "civetta", decisamente piu' basso della media

Riportiamo alcuni casi di frode in cui sono caduti alcuni lettori di Automoto.it.
Il documento non è assolutamente esaustivo e si concentra sulle frodi tipiche del mondo Internet. 
Le frodi più frequenti hanno a che fare con l'estero e sono le più difficili da perseguire. Attenzione!

 

Frodi in fase di vendita

Il caso del "prezzo maggiorato" e dell'assegno contraffatto:

Hai messo in vendita la tua bella moto a 5.000 Euro. Vieni contattato da una fantomatica agenzia straniera che per conto di un proprio cliente dice di volere acquistare la moto. Considerato che è necessario provvedere alla spedizione, ti propone di inviarti un assegno circolare dal valore di Euro 8.000 in modo che tu possa provvedere all'incasso dei 5.000 Euro, e, per coprire i costi di spedizione possa restituire la parte eccedente (3.000 Euro) tramite Union Bank allo spedizioniere straniero.
Ricevi l'assegno circolare, ti rechi in banca e ti vengono accreditati 8.000 Euro "salvo buon fine" sul conto corrente. Esci dalla banca e ti rechi ad uno sportello della Union Bank dove provvedi a trasferire la somma di Euro 3.000 al nominativo straniero che ti era stato indicato (spedizioniere) per coprire i costi di spedizione.
Passano i giorni e nessuno viene a ritirare la moto. Dopo 20 giorni circa vieni chiamato dalla Polizia perchè l'assegno circolare versato in banca era contraffatto (ad es. faceva parte di uno stock di assegni in bianco rubati). I soldi versati 20 giorni prima ti vengono sottratti dalla banca. La Polizia ti avvisa che rischi una denuncia per contraffazione. E ovviamente hai perso i 3.000 Euro spediti via Union Bank al fantomatico spedizioniere.

 

Il caso della prova della moto lasciando a garanzia l'auto (o la moto o le chiavi di casa):

Hai messo una moto in vendita. Vieni contattato da un possibile acquirente che dice di essere interessato ma chiede di provarla per testare l'effettivo funzionamento.
Vi accordate e vi vedete per la prova. Il fantomatico acquirente per mostrare la sua buona fede ti lascia la macchina (o l'auto, o le chiavi di casa, o il portafoglio con i documenti) a garanzia.
Mette in moto, fa un giro e scompare. A quel punto rimani con l'auto che - dopo le verifiche - risultata rubata (idem per la moto o il portafoglio o i documenti falsi o qualsiasi cosa lasciata a garanzia).

 

Il caso della tassa governativa per sbloccare il pagamento:

Hai messo una moto in vendita, vieni contattato da un utente che ti dice che ti manda il pagamento con bonifico, insieme a tutti i documenti del caso.
A un certo punto ricevi copia del bonifico ma l'utente ti avvisa che - essendo proveniente dall'estero o trovandosi momentaneamente all'estero - il bonifico è bloccato e per sbloccarlo e fartelo accreditare devi pagare una tassa governativa di X euro.
Il tutto è corredato da documenti bancari che dimostrano l'autenticità. 
Paghi la fantomatica tassa e l'utente scompare.

 

Il caso delle richieste di password e dei codici delle carte di credito:

Hai inserito una moto in vendita. Nei giorni successivi ricevi una strana comunicazione con la richiesta della password con cui ti sei registrato sul sito e con la richiesta del n. di carta di credito. La richiesta è piuttosto insolita e sorprendente, ma l'e-mail sembra proprio spedita da Automoto.it (logo di automoto.it, grafica di Automoto.it, mittente [email protected]). Quindi ti fidi.
Inutile dire come va a finire: ti ritrovi dei costi inauditi sulla carta di credito, gli annunci che avevi pubblicato sul sito vengono modificati da una società fantasma che vende moto fantasma, etc.
Ricorda che Automoto.it non chiederà mai e per nessun motivo di inviare via mail la tua password in chiaro, nè tantomeno i dati della tua carta di credito.

 

E-mail dall’estero:

Non rispondete mai ad e-mail provenienti dall’estero scritte in modo sgrammaticato o contenenti forme di pagamento stravaganti. La vostra risposta permette al truffatore di conoscere le vostre generalità (se inserite) e di vedere il vostro indirizzo di posta elettronica. Tutti dati che potrebbe poi utilizzare per tentare altre truffe spendendo il vostro nome.

 

Frodi in fase di acquisto

Il caso del pagamento anticipato di una caparra:

Cerchi da mesi una moto che costi poco, ma che sia molto bella e molto potente. Finalmente l'hai trovata. Di listino costa 8.500 Euro. La vendono a 5.000!
Ma chi la vende? Beh, è un concessionario con tanto di sito Internet (NB: concessionario che però non è partner di Moto.it. Da sempre lavoriamo con operatori esclusivamente italiani).
Rispondi quindi all'annuncio via e-mail e ricevi la proposta di pagare a titolo di acconto Euro 1.500. Non fidandoti ancora chiedi delle garanzie.
Ricevi quindi l'immagine di un documento di identità di un tizio(a) da cui risulta che vive a Parigi. Avendo in mano un suo documento, senza pensarci più di tanto provvedi a trasferire l'importo richiesto di 1.500 Euro quale acconto.
Non riceverai mai la moto e nessun'altra risposta. Il documento che ti ha mandato via e-mail è assolutamente falso, il concessionario con tanto di sito Internet e foto della facciata non esiste.

 

Il caso dell'appropriazione impropria di identità (uso improprio della carta d'identità):

Se un venditore ti chiedesse via e-mail la tua carta d'identità o la carta di circolazione della tua moto, non dargliela! Rischieresti di cascare in un brutto guaio: il venditore potrebbe inserzionare annunci a tuo nome, chiedere pagamenti di anticipi via Western Union, fare attività per nulla legali con la tua identità, con il rischio che poi la gente truffata si rivalga su di te.
Quindi fai molta attenzione a non dare in giro i tuoi documenti e dubita molto di chi ti garantisce una vendita a distanza mandandoti l'immagine di una carta d'identità o di un documento di circolazione: potrebbe essere di una persona che - inconsapevole - non c'entra nulla con la truffa.