Nico Cereghini: “Senza gli abbassatori anteriori in partenza? Tutto bene”

Nico Cereghini: “Senza gli abbassatori anteriori in partenza? Tutto bene”
Ad Assen è stato escluso l’abbassatore anteriore al via: come anche noi avevamo sottolineato, il rischio del front lock alla prima curva era alto e andava ridotto. Abbiamo visto due partenze perfettamente lineari e senza rischi. Poi, chiaro, con la ricerca della sicurezza non si finisce mai…
29 giugno 2026

Ciao a tutti! Lo avevamo chiesto anche noi dopo l’ennesimo incidente alla prima curva: quello di Martin al Balaton, quando falciò quattro piloti, Bezzecchi, Fernandez, Aldeguer e Diggia. Non perdiamo altro tempo, avevamo scritto, togliete almeno gli abbassatori anteriori! Per Assen, finalmente costruttori e MotoGP hanno trovato un accordo senza bisogno di rivolgersi a chissà quale team di esperti indipendenti… E tutto ha funzionato bene.

C’erano dei timori, certo. Ad esempio Marc Marquez aveva sollevato il tema della impennata prolungata: il rischio di mettere a terra l’avantreno soltanto al momento di staccare pareva alto. Ma naturalmente i sistemi di controllo sono stati implementati, hanno funzionato bene per tutti ed è sembrato che prendere la mano con la nuova procedura di partenza non sia stato così difficile. Certo, non sarà soltanto questa la misura capace di scongiurare ogni incidente alla prima curva, quell’entrata in gruppo alla caccia della miglior posizione resterà sempre insidiosa, ma un passo avanti è stato fatto.

Come avevamo approfondito dopo il GP d’Ungheria con Cadalora e Bernardelle, c’erano due criticità. La forcella praticamente “a pacco” non poteva trasmettere al pilota il miglior feeling con l’avantreno, nel momento in cui interviene un impianto così potente. In più, c’era la necessità di “pinzare” con grande energia per sganciare il dispositivo, con soltanto 10-15 mm residui di corsa utilizzabile; con molle forcella estremamente cariche, e per di più su una traiettoria diversa da quella che si percorre ad ogni giro, e meno gommata. Insomma, il rischio del front lock, del bloccaggio della ruota anteriore in staccata, era alto, come si è visto in tante occasioni. E qui vorrei andare oltre con qualche considerazione sul lavoro degli ingegneri.

A scanso di equivoci premetto che ho la massima considerazione per il lavoro degli ingegneri, dal nostro Bernardelle a Dall’Igna. Gli ingegneri della MotoGP sono bravi a cercare e trovare la soluzione tecnica che vale un decimo in meno sul giro e a scavare tra le pieghe dei regolamenti per arrivarci per primi e così avvantaggiarsi sugli avversari. Gigi in questo è un maestro: anche su abbassatori e regolatori dell’altezza da terra ha avuto intuizioni geniali, gli altri costruttori hanno inseguito e Ducati ha mantenuto il vantaggio fino ad Assen. Di fatto adesso lo ha perduto ed era già stata penalizzata dal capitolo concessioni…

Però, mi domando, è davvero opportuno dare agli ingegneri la totale responsabilità delle scelte? Mi sembra proprio che la ricerca della massima prestazione qualche volta (come questa volta) faccia a pugni con le esigenze generali di sicurezza. Metterei - lo dico per provocazione, non agitatevi sui social - in ogni squadra una “spalla”: che sappia guardare oltre, veda le problematiche e suggerisca in un orecchio al responsabile tecnico “questo è troppo, con questo ci cacciamo nei guai”…

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