Nico Cereghini: “Viva le Bagger, ma forse sono nel contesto sbagliato”

Nico Cereghini: “Viva le Bagger, ma forse sono nel contesto sbagliato”
Il mondiale MotoGP rappresenta la competizione tecnologica e sportiva più avanzata, raccoglie le case che investono milioni di euro nella innovazione e nella promozione del loro marchio. Le motorone americane sono spettacolari, ok, ma che ci azzeccano?
1 giugno 2026

Ciao a tutti! E’ stato bello seguire le Bagger con Iannone nel gruppo: Andrea si è confermato un bel pilota e quel valore aggiunto che, insieme al fatto di vedere le grosse Harley impegnate su un circuito come il Mugello, ha suscitato grande curiosità per molti e anche per noi. Che sulla Bagger Wold Cup inserita nel mondiale MotoGP abbiamo molte perplessità.

Premettiamo una cosa: vedere in pista moto inadatte alla pista non ci dà alcun fastidio, anzi. E’ tipico di noi motociclisti appassionarci anche all’uso ‘sbagliato’ della moto. Ci è capitato di fare gare di velocità con le moto da trial insieme ai fratelli Brambilla e ai Bonera, di compiere lunghi viaggi no stop con un ciclomotore di fianco a Patrignani, o divertirci da matti sugli sterrati con le supersportive col Gissi e col Tanca. Per dirne una, con Moto.it ci siamo messi a confrontare le maxi enduro anche in pista, perché noi come tanti ci divertiamo a guidare (e magari a competere) con qualsiasi cosa abbia due ruote.

Le Harley-Davidson? Abbiamo sempre pensato che siano le moto più piacevoli per chi ama andare adagio con grande gusto. E le più telegeniche del mondo. Comprendiamo pure che le corse con le Bagger possano piacere a molti appassionati: sono moto spettacolari, gigantesche eppure sorprendentemente agili, hanno un sound meraviglioso. Ma ci chiediamo: sono nel contesto giusto? Non starebbero meglio nel calendario della SBK?

Il mondiale MotoGP rappresenta la competizione tecnologica e sportiva più avanzata, raccoglie le case che investono milioni di euro nella innovazione e nella promozione del loro marchio. Cosa c’entrano le Bagger con i prototipi più evoluti e costosi del mondo? E’ giusto dare spazio - e il grande pubblico che la MotoGP sa richiamare - al marchio americano?

Non è classismo, ma semplice buonsenso e un po’ di preoccupazione. Intanto ci mette in allarme il peso enorme, perché l’equazione peso uguale pericolo è sempre valida e qui parliamo di quasi tre quintali. Ma ci preoccupa anche la visione del promoter americano: ci ha già invitato a non parlare più di classe 500 ma solo di MotoGP, ha già deciso che i titoli mondiali diversi da quelli della classe top valgono meno, ora parla di circuiti cittadini con disinvoltura. Non sembra avere un gran rispetto della storia del nostro sport.

Naturalmente non si può tornare indietro, ai tempi delle sei classi, dalla 50 ai sidecar. Anche se ci piacerebbe. Non è facile da replicare, per esempio, quella categoria propedeutica che era la meravigliosa classe 50 dove molti piloti di ogni nazione potevano provare a competere con pochi mezzi e il grande pubblico seguiva con passione. Perché insieme ai privati c’erano fiori di campionissimi come Nieto, Anscheidt o Lazzarini. Ma qualcosa di meglio delle Bagger, nel programma del GP, si può trovare. Lo spettacolo ok, ma lo sport e la tradizione devono sopravvivere, altrimenti ci ritroveremo - che so - con le moto che corrono sulle spettacolari strade di Montecarlo o che passano dentro spettacolari cerchi di fuoco come al circo.

Ascolta il podcast su
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Vedi anche