La prima europea della H-D Bagger World Cup. Gutierrez e Iannone. È il delirio [VIDEO e GALLERY]

La prima europea della H-D Bagger World Cup. Gutierrez e Iannone. È il delirio [VIDEO e GALLERY]
Iannone travolgente, vince Gara 2 dopo aver “rischiato” in Gara 1, andata a Oscar Gutierrez. Il colpo di scena al penultimo giro di Gara 2. Andrea “infila” e va a vincere tra gli applausi del pubblico “catturato”. C’è una storia infinita che si riaccende
31 maggio 2026

Mugello, 30 Maggio 2026. E finalmente la gare. Le Road Glide si son fatte ammirare, e sentire. Nel frastuono del Gran Premio d'Italia l’accordatura degli impianti Akrapovič è musica per le orecchie degli appassionati. La tribuna dedicata del H-D Village è stracolma di appassionati. Pubblico-”madre”, barba, tattoos, catene e cuoio, ma anche "stranieri". È contaminazione, il popolo Harley fa proselitismo. L’attesa è stata lunga, c’è chi è arrivato giovedì e si è installato. Venerdì le libere e le cronometrate, sabato le due Gare. Stesso programma dell’inaugurazione della Serie in Texas, sull’asfalto del COTA.

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Sono stato in giro per tribune, le ho sentite scendere dal paddock riservato, le ho viste schierarsi. In tribuna, sui prati, anche tra gli scalmanati con ogni tipo di motore acceso nel rituale del fuorigiri, c’è ammirazione, una forma visibile di rispetto. C’è qualcosa in Harley-Davidson, non lo si può né negare né ignorare. Anche se la tua passione è un diverso tipo di “twin”, magari flat. Pronti sulla griglia, dieci bestie. Diverse, imponenti, un po’ strane, molto H-D, si nota. Metterle in moto è una cerimonia. Un tocco sul pulsante. Motorino, non avviatore. Quando il 2.150cc va in moto, al minimo, è come la campanella alla messa. Al massimo gira a 7.000 giri, che vuol dire produrre 200 cavalli e una velocità di ciascuno dei due pistoni da paura, ma in quel momento si contano i battiti. E quelli del cuore si allineano.

Iannone è terzo sulla griglia. Abbian visto le libere, ed era subito primo, e le crono, qualche difficoltà. Al paddock hanno lavorato, personalizzato la taglia dell’abito. Andrea s’è fatto montare una specie di cuscino rigido sul serbatoio, probabilmente per profilarsi meglio. Ha intenzioni chiare, non negoziabili. C’era da scommetterlo. Ci mette dieci minuti buoni a infilarsi il casco, seduto sotto la tenda. Altra scommessa, sta ripetendo mentalmente il giro curva dopo curva. Poi si alza quasi di scatto, che vuol dire che è pronto. Cecchini preme il bottone, ptum-ptum-ptum, oltre le transenne impazziscono.

Al semaforo verde è il parossismo. 8 giri. Una storia di quasi 130 anni che si mette in moto. Belve affamate di vento e di asfalto. Si avventano sul rettilineo. Andrea alza la ruota anteriore, la tiene lì, in perfetto equilibrio tra l’efficacia dell’accelerazione massima e il rischio di buttare tutto. Un fenomeno! Di misura, aggredisce la curva in fondo al rettilineo e gli avversari. Il tuono sparisce oltre la curva, la tempesta è scatenata. Tornano giù dal Correntaio, azione difficile, delicata, poi ci sono le chicane, bisogna saper guardare lontano.

Archie McDonald, uno dei vincitori del Texas e leader della provvisoria dopo… 1 prova, è primo, Iannone è sfilato terzo davanti a Oscar Gutierrez. Si direbbe che se la giocano, invece il compagno indonesiano di Iannone nel Niti Racing, Ekki Pratama, va lungo. Disteso. Non si fa nulla, impreca, la moto vola via e sembra non fermarsi più. 280 chili per 200 cavalli, fate voi! Sta di fatto che Iannone passa ma è bandiera gialla. Si dovrebbero capire, certe dinamiche, ma i regolamenti a volte non capiscono un tubo. Long Lap. Gli viene male, deve ripeterlo. Gara chiusa, quarto. Vince proprio Gutierrez, anche lui Niti, con il giro più veloce, davanti a Eric Granado, che ha la velocità di punta, 284 KM/H!, e Archie McDonald, Joe Rascal Australia tutti e due. Filippo Rovelli, ParkinGO, è quinto, Gutierrez passa al comando della Serie.

Li ho visti, sulle tribune e sui prati. Urla di gioia, delirio dei tifosi, applausi compiti, sobri, di gente che non sapeva, non si aspettava, ed è rimasta di stucco. La mani battono da sole. La temperatura al Mugello sale. Non è solo il meteo. Come al solito, il tempo è bello e il sole spacca. Gara 2 va in scena alla 16:10. C’è nell’aria che è una resa dei conti. Il semaforo. Rosso. Frizione tirata. Pistoni grossi come boccali di birra che aspirano aria e benzina e sparano dinamite nell’aria e terremoto sull’asfalto del rettilineo. Verde. È fuoco. È il momento di Filippo Rovelli, quasi violento lui così educato. Ma dal secondo giro cambia tutto. Non solo la Gara. Eric Granado fa l’andatura e apre, Andrea Iannone è dietro. Ce lo aspettiamo tutti, se lo aspetta anche Eric. Non ci crede nessuno… in cuor loro lo sanno tutti.

Dura così per sei giri. Il brasiliano va forte, è elegante, Iannone sembra respirare, lasciar andare avanti il talento. In curva fanno impressione. È lo show di un modo di piegare diverso. Le H-D sono altissime, andar giù fino alle “saponette” è più di un atto di fede… è fiducia. Al penultimo Iannone infila Granado, alla fine del rettilineo è arrivato quasi scomposto, ma ha saputo trasformare una imperfezione in un bisturi. Si alzano tutti in piedi, sulla tribuna, sul prato, le motoseghe senza catena sono silenziate, in piedi anche dal divano di casa. Un giro e mezzo perfetto, travolgente, Iannone è travolgente. Può tirare i remi in barca, Granado ha capito. No. Era un conto in sospeso. È tornato. Ha vinto. E l’ultimo giro è anche quello del record. Come dire: abbiamo appena iniziato. 1. Continua.

Poi Granado, McDonald, Filippo Rovelli, Dimas, l’indonesiano andato lungo disteso in Gara 1. Non esce l’Oscar Gutierrez di Gara 1. Fuori gioco dal primo giro. Da primo a ultimo, dall’altare alla polvere (facile eh!). McDonald torna al comando della Harley-Davidson Bagger World Cup, davanti a Granado e Gutierrez. Assen, 26-28 Giugno, quasi un mese, no, troppo da aspettare!

© Immagini Harley-Davidson, H-D Bagger World Cup

L’Impressionante Scheda Tecnica:
Modello: Harley-Davidson Factory Racing Road Glide competizione, progettata e costruita a Milwaukee, WI (USA)
Motore: Harley-Davidson Screamin’ Eagle Milwaukee-Eight® 131R V-Twin specifica da corsa, progettato e costruito a Milwaukee, WI (USA)

Cilindrata: 131 pollici cubi / 2.152 cc
Alesaggio x Corsa: 4,310 pol x 4,5 pol / 109,5 mm x 114,3 mm
Potenza massima: Oltre 200 CV
Coppia massima: Oltre 220 Nm (162 lb-ft)
Velocità massima: Fino a 310 km/h (191 mph)

Centralina ed elettronica racing con mappatura dedicata; capacità di acquisizione dati per ottimizzare prestazioni, costanza e gestione degli pneumatici in condizioni di gara; nessun controllo di velocità o trazione

Impianto di scarico competizione Akrapovič in titanio, progettato per ottimizzare l'erogazione di potenza, ridurre la massa complessiva e migliorare l'efficienza termica
Carburante: Carburante racing Panta ad alte prestazioni
Telaio: Telaio di serie Harley-Davidson Road Glide, struttura in acciaio
Peso: Circa 280 kg in configurazione da gara
Sospensione anteriore: Forcella racing pressurizzata Öhlins FGR 253 con regolazione completa di compressione, estensione e altezza
Sospensione posteriore: Doppi ammortizzatori racing Öhlins caricati ad azoto con serbatoi esterni piggyback e regolazione completa di compressione, estensione e altezza
Cambio: Trasmissione racing Screamin’ Eagle Racing King 6, con rapporti di serie a 6 rapporti, quickshifter e blipper
Frizione: Sistema frizione racing antislittamento a secco STM
Trasmissione finale: Sistema a catena GP Regina
Cerchi racing in alluminio forgiato Marchesini, 17 pollici, design a 7 razze
Pneumatici: Gli pneumatici sono il risultato di un programma di sviluppo tra Dunlop Tires N.A., Inc. e Goodyear Dunlop Tires Operations EMEA.
Anteriore Dunlop Sportmax Slick 120/75R17, Made in USA e disponibile in due mescole: R5 (media), R7 (medio-dura)
Posteriore Dunlop KR108 200/70R17, prodotta in Francia e anch'essa offerta in due mescole: MS1 (morbida), MS2 (media). Tecnologie costruttive JLT e N-TEC, aumento della stabilità strutturale, ridotta flessione della carcassa e impronta a terra più ampia e costante in curva e in accelerazione.

Queste soluzioni offrono prestazioni e durata richieste per le moto del Bagger World Cup, che sono significativamente più pesanti e producono una coppia molto più elevata rispetto alle moto da corsa dei campionati mondiali tipici, rendendo lo sviluppo degli pneumatici particolarmente impegnativo.
Gli pneumatici da bagnato sono prodotti nello stabilimento Dunlop in Giappone.
La specifica anteriore è la KR189 nella misura 120/70R17, abbinata alla posteriore KR405 nella misura 190/60R17.

Freni anteriori: Sistema racing Brembo con doppio disco T-Drive da 330 mm, pinze a quattro pistoncini Moto2 in alluminio nichelato, pastiglie racing Z04 e pompa radiale.
Freno posteriore: Singolo disco racing con pinza Brembo e pompa dedicata da competizione; azionamento a pedale e a pollice

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