Nico Cereghini: “Autovelox e sindaci. Tante ambiguità, da spazzar via”

Nico Cereghini: “Autovelox e sindaci. Tante ambiguità, da spazzar via”
Due sindaci a confronto. Quello di Fontaniva: “Gli autovelox non sono messi per fare cassa, ma per garantire la sicurezza”. Quello di Adria: Aumenteremo le rette degli asili e le mense, senza i soldi degli autovelox”.  Nessuno la racconta giusta, la sicurezza resta indietro, il sistema va cambiato
9 febbraio 2026

Ciao a tutti! A Fontaniva (Padova) è stato abbattuto un altro autovelox, hanno tagliato il palo con un flessibile. “Questi danneggiamenti fanno solo del male alla cittadinanza - ha detto il sindaco Alberto Trento - gli autovelox non sono messi per fare cassa, ma per garantire la sicurezza”.  Giusto. Però a 85 km di distanza da lì il sindaco di Adria (Rovigo) Massimo Barbujani, che ha quattro dispositivi sulle strade del Comune a rischio spegnimento, dichiara al Corriere del Veneto: “Senza autovelox dovremo aumentare le rette di mensa e asilo, perché i nostri quattro dispositivi garantiscono circa 1,2 milioni di euro l’anno”.

Subito dopo, forse consapevole dello scivolone, ha precisato: “Risorse che vengono reinvestite per l’80% in manutenzione del verde e asfaltature. Qui gli autovelox sono nati da una richiesta dei cittadini, non li abbiamo certo messi per fare cassa, ma per garantire la sicurezza. Anzi, ormai non bastano più, servirebbero i Tutor anche nelle strade comunali”.

Insomma i sindaci sono in difficoltà e c’è poco da invidiarli. Il taglio delle risorse impoverisce anche i Comuni, i servizi sono ormai a rischio dappertutto. Però diciamo la verità: quell’80% dei proventi delle multe, che per legge andrebbe investito in sicurezza e manutenzione delle strade, ormai è generalmente speso - se va ben e- per la manutenzione in genere.

Il sindaco di Adria precisa “manutenzione del verde”, il che può avere a che fare con la sicurezza ma anche no: un pino che rischia di cadere sulla strada ok, ci sta; ma il taglio dell’erba e la potatura stagionale andrebbero finanziati diversamente.

Comunque la si guardi, la situazione è disastrosa. Il sistema oggi in atto è un inno all’ambiguità e non può risolvere nulla, né il problema della sicurezza né i bilanci dei Comuni. Noi non siamo dei fan degli autovelox, troppo spesso (come è stato dimostrato) sono piazzati senza criterio e soltanto per sorprendere i malcapitati. Però siamo consapevoli che gli autovelox (insieme ai controlli e alla educazione) sono necessari, la velocità è causa degli incidenti più gravi insieme alla distrazione da smartphone. Chi corre troppo paghi e paghi davvero, senza sconti come capita oggi.

Insomma, servono regole molto più chiare. Ma chi è in grado di scriverle e poi farle rispettare? Certamente non il MIT, che non riesce nemmeno a risolvere il pasticcio dei suoi autovelox: sugli 11.000 dispositivi installati, soltanto 3.866 risultano registrati sulla piattaforma ministeriale e poco più di mille sarebbero conformi. I Comuni che non spegneranno gli autovelox rischiano ricorsi a pioggia spendendo un mucchio di soldi, invece di incassarli. 

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