Nico Cereghini: “La moto e lo sci sempre più simili, sempre più vicini”

Nico Cereghini: “La moto e lo sci sempre più simili, sempre più vicini”
Seguiremo le Olimpiadi: tanti motociclisti amano lo sci e tanti sciatori amano la moto, anche tra i campioni. Perché le analogie tra i due sport sono tante e, come spiega l’assistente maestro di sci Max Biaggi, nell’entrata in curva le tecniche sono sempre più vicine…
2 febbraio 2026

Ciao a tutti! Chiacchierando con il grande Kristian Ghedina, la scorsa settimana, abbiamo ricordato che tra la moto e lo sci esistono molte analogie, c’è un territorio comune. Per lo sci si parla di “conduzione” e non di pilotaggio, ok, ma la ricerca dell’equilibrio, lo spostamento del peso, la libertà di cercare la traiettoria, la sensibilità sul fondo e sul grip che offre, anche la possibilità di derapare…Sono tanti gli aspetti che avvicinano la moto allo sci! Sulla moto abbiamo una coppia di ruote allineate, sulla neve una coppia di attrezzi affiancati (o anche una tavola), ma siamo sempre noi, con il nostro corpo, a muoverci nello spazio e con la stessa sensazione di leggerezza.

Sono tanti i motociclisti che come noi amano lo sci e se lo godono in questa stagione, e tanti sciatori amano la moto. Anche tra i professionisti dei due sport ci sono sovrapposizioni continue e siamo sicuri che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina saranno seguite da molti motociclisti. Oltretutto, persino la MotoGP vediamo nella neve: da anni la presentazione Ducati Corse si gioca tutta in montagna, a Madonna di Campiglio, fino alle sfide di piloti, tecnici e manager tra le porte del gigante.

E ci torna in mente, a proposito, la primissima presentazione di un team sulla neve, una cinquantina di anni fa e sempre in Trentino. A quel tempo, moltissimi piloti non avevano mai sciato in vita loro e così, per farli divertire con un minimo di sicurezza, gli organizzatori avevano ingaggiato l’intera scuola di sci, sei o sette maestri per impostare i motociclisti nei fondamentali. I maestri erano preoccupatissimi: non avevano mai visto gente così impreparata eppure così veloce. I nostri eroi, totalmente privi di tecnica, fin dalla prima discesa venivano giù a tutta, gambe aperte, mantenendo in qualche modo l’equilibrio. Ricordo tra i più impavidi Bonera e Lucchinelli. E nessuno si ammaccò, questo è il bello, tranne un maestro di sci che, distratto dai numeri dei campioni, finì fuoripista… ma forte!

E a questo punto va citato Max Biaggi, così appassionato da diventare addirittura “assistente maestro di sci” in Val Gardena. Prima o poi sarà maestro a tutti gli effetti. In un recente evento sciistico, il sei volte campione del mondo ha sottolineato una analogia molto interessante tra le due passioni. “Sulla neve - ha detto Max - lo sciatore sposta il suo baricentro alla ricerca dell’equilibrio e porta il peso del corpo all’interno della curva. Come sulla moto. Ma c’è di più: con la moto, prima ancora di spostare il corpo all’interno della curva premi sul semimanubrio e sulla pedana interni. Questo rende più rapida la discesa in piega, la velocità di impostazione. E cosa fa lo sciatore impostando la sua curva? Spinge sullo sci interno e così lo deforma, come un arco, girando in fretta e aumentando la velocità in curva”. Vedete quante cose in comune?

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