Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Kristian Ghedina: sci e moto sono simili e le velocità in curva crescono tanto

Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Kristian Ghedina: sci e moto sono simili e le velocità in curva crescono tanto
Il più forte discesista italiano, grande appassionato anche di moto, ci parla delle analogie tra moto e sci, tra MotoGP e discesa libera: traiettorie e ricerca del limite, le velocità in curva cresciute tanto. E Cortina? La pista di bob ci voleva, invece il villaggio olimpico…
29 gennaio 2026

Kristian Ghedina, detto Ghedo, è il discesista italiano più vincente nella storia della Coppa del Mondo di sci, con tredici vittorie, tre medaglie iridate e ben trentatré podi.

Adesso che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina stanno per cominciare, lo vogliamo ascoltare su una questione precisa: quanto assomiglia lo sci alla moto? Meglio di lui nessuno in Italia è più titolato per rispondere: perché è stato un discesista pazzesco negli anni Novanta, perché è un motociclista appassionato e pilota di Motard (oltre che di auto) e infine perché… è di Cortina. Anche se soltanto all’ultimo minuto è stato contattato dal comitato organizzatore delle Olimpiadi e c’è rimasto male.

La chiamata alla fine c’è stata e ho chiesto di fare il tedoforo a Bressanone, ora vivo lì, ho due bambini piccoli e la mia compagna ha una attività familiare con due officine meccaniche. Tanti altri atleti hanno protestato… Io dico che gli organizzatori potevano fare una selezione subito, anche Pierino Gros ci è rimasto male. Alla fine mi hanno chiesto un paio di interventi per promozione, su invito e gratis, per il bene delle Olimpiadi ho accettato”.

E già che siamo in tema, qualcuno dice che Cortina è ferita, la pista di bob, lo scempio del territorio. Da cortinese, cosa c’è di vero?

Lo scempio ecologico io non lo vedo. Magari hanno speso troppo, come dice qualcuno, ma Cortina ha una storia nel bob e la pista ci voleva. Invece mi dispiace per il villaggio olimpico: è stato fatto nella zona del vecchio aeroporto, dopo verrà demolito e questo sì mi pare un delitto, Cortina aveva bisogno di abitazioni. La pista di bob è stata rifatta nella stessa zona, ma non mi pare uno scempio. Non conosco esattamente i requisiti moderni del bob, ma quello che so è che hanno dovuto farla più allargata e con le curve più aperte, era troppo veloce per i mezzi attuali. Vederla illuminata la notte… è bella, certo hanno costruito, hanno fatto dei muri, ma il bosco c’è sempre, non hanno devastato la foresta come dice qualcuno e faccio notare che all’inizio del Novecento il bosco non c’era, era tutto pascolo e poi, non curando i prati, il bosco si era diffuso”.

Andiamo alle analogie tra moto e sci? Per approfondire il tema, meglio di Ghedo non c’è nessuno…

Ma no, c’è anche Luc Alphand e altri come Hirscher… Quello che dico sempre… lo sci e la moto sono molto simili: penso alle traiettorie, ai punti di riferimento. Lo sci è anche migliore per definire la traiettoria più giusta. Perché non hai il motore e sfrutti la tua energia, il corpo, i materiali, gli sci che hai sotto e naturalmente le pendenze. Capisci benissimo quando fai una curva sbagliata: sul ripido recuperi in fretta e non perdi tanto, invece sul piano la velocità l’hai persa e lì ti rendi conto dell’importanza della traiettoria. Con la moto è più facile, l’unica cosa è che devi avere passione, ma il coraggio non mi manca. La differenza più grande, se parliamo di gare, è che in moto ci sono gli avversari lì vicino, mentre con gli sci sei solo, devi soltanto guardare avanti.

E gli avversari diretti, magari, con la moto ti danno una carica in più…

Sì, ma aumentano anche l’adrenalina e l’eccitazione. Se hai uno che ti tampina da dietro devi ragionare anche su quello, devi difenderti e tutto diventa più difficile da gestire.

La prima moto l’ha costruita da solo

Kristian ha cominciato a sciare da piccolo, come tutti i ragazzi di montagna. La moto è arrivata dopo.

Mio padre non ha mai voluto comprarla e così la prima moto l’ho costruita da me: era un rottame, un ibrido con un motore Benelli 125 dentro la ciclistica di un Fantic a ruote piccole, il Rocket. Era un rottame, ma per me era una grande soddisfazione, l’avevo fatta con un amico appassionato di moto, era bellissimo salirci e spostarmi, peccato non avere nemmeno una foto.... Poi arrivò la Vespa, quindi il cross. Asfalto ne ho fatto poco, sempre l’off road.

Arriviamo al punto: la discesa libera assomiglia ai circuiti veloci?

E’ molto simile. La linea, la corda, l’anticipo e la chiusura l’entrata e l’uscita, mantenere la velocità… le stesse esigenze. Sulla moto hai i freni e li usi quando hai da fare curve più secche e devi perdere velocità… Invece sulla neve metti gli sci un po’ di traverso, ma il minimo indispensabile… Nella libera sono tutte curve veloci: dove c’è tanta pendenza devi un po’ tenere, devi grattare un po’ senza lasciare andare.

Con le moto, e soprattutto in MotoGP, le velocità in curva sono aumentate tanto. E guarda il caso: è successa la stessa cosa anche nello sci.

Sulla pista di Wengen: più 25% di velocità in curva

Con gli sci carving di adesso, sì. Ai miei tempi le curve, anche quelle di media pendenza, le facevi un po’ in derapata: lo sci era un bacchettone dritto e dovevi imprimere un’azione sterzante con i piedi; adesso in tutte le piste crei velocità in curva. Sulla pista di Wengen, pista mai modificata in tanti anni, c’è la esse sulla stradina prima di passare sotto il tunnel del trenino, un passaggio classico molto bello e spettacolare. Quella esse è sempre uguale da cent’anni: oggi entri a 102-103 orari ed era così anche negli anni Novanta, quando ho iniziato io. Invece la velocità di uscita è cambiata. Viene presa sempre nello stesso punto, la esse nel piano. Bene, fino agli anni ‘99 o 2000 uscivi a 60-62-64 kmh, mentre adesso lo fai a 82-86 kmh. La stessa curva. Questo fa capire il progresso. Sulla moto sono cambiati telaio, gomme, sospensioni; la velocità che fai in curva è molto più alta e nello sci è la stessa cosa. Dico: da 60 a 80 all’ora, è più del 25 per cento, tanta roba…E devi essere molto forte, più preparato fisicamente. Nello sci esattamente come nella moto, le forze da vincere in curva sono molto più grandi.

Infine, cosa piace di più a Ghedina, della moto e dello sci?

Entrambi sono sport dove hai la libertà di poter decidere dove andare, con un mezzo sotto il sedere oppure con gli sci ai piedi. Devi gestire il materiale che hai e questo mi piace. Mi piacciono soprattutto la velocità e la curva, mi piace la soddisfazione che ti viene quando hai fatto la traiettoria migliore, la curva perfetta. Che magari la fai solo una volta e ti dici cacchio che bello! Quello che mi piace meno è andare per terra quando le cose non le hai fatte bene. Con la moto, con gli high side, mi sono fatto male. Ed è un po’ così anche con gli sci, con i carving: che prendono e poi ti lanciano. Con la moto puoi anche farti male, più con il motard che con la velocità. Con lo sci, senza protezioni e pochi spazi di fuga, ti fai male quasi sempre. In F1 su 10 incidenti ti fai male magari una volta, in Motogp ti fai male due volte. Con la discesa libera ti fai male otto volte. Insomma con gli sci non devi cadere, perché quasi sempre ti fai male…

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