Stefano Bonetti: “MotoGP ad Adelaide? Finché non vedo la griglia non ci credo”

Stefano Bonetti: “MotoGP ad Adelaide? Finché non vedo la griglia non ci credo”
In vista del Tourist Trophy 2026 pubblichiamo una serie di interviste con i piloti italiani che vi prenderanno parte. In questo contenuto riservato ai nostri abbonati Stefano Bonetti, veterano delle corse su strada e protagonista al Tourist Trophy, commenta la discussa novità della MotoGP nel circuito cittadino di Adelaide e parla della sua stagione 2026 tra TT e Classic TT
4 marzo 2026

I piloti come li immaginiamo: non solo veloci, ma anche schietti, competenti tecnicamente, epici, a tratti emozionanti. Stefano Bonetti, è tutto questo oltre ad essere un veterano del TT, del Classic TT e vincitore della North West 200. Non è la prima volta che lo intervisto, spesso nel suo straordinario motorhome parcheggiato sempre nel solito angolo del paddock del Tourist Trophy, e ogni volta Stefano restituisce qualcosa in più grazie alla sua esperienza e alla sua profonda conoscenza non soltanto del mondo delle road race, ma anche dello sviluppo delle moto e degli pneumatici. 

In questa intervista, parte di quelle che dedicheremo ai nostri portacolori al TT 2026, Bonetti ci parla innanzitutto della sua reazione alla notizia "bomba" della MotoGP sul circuito cittadino di Adelaide per il 2027. Sia chiaro: quando si correrà ad Adelaide saranno certamente rispettati tutti gli standard di sicurezza usuali per la MotoGP, su questo non c'è alcun dubbio. Ma lo scenario è nuovo e gli interrogativi molteplici, come per esempio quelli su come verranno gestite le prestazioni delle MotoGP e quelle degli pneumatici. 

Stefano ha corso anche a Macao - seppure per pochi giri... - e certamente il suo punto di vista è autorevole: sottolinea la differenza tra un tracciato cittadino e il Mountain Course. Al TT il percorso è lunghissomo, immerso nella natura, a tratti imprevedibile anche se i piloti come lui hanno mandato ogni metro da Bray Hill al Grandstand a memoria; in luoghi come Macao invece, i margini sono muri e guardrali e in contesti simili le MotoGP moderne, estremamente sensibili a grip, temperatura e condizioni del fondo, potrebbero rendere tutto molto complicato.

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