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Le metropoli globali affrontano un'emergenza traffico sempre più acuta. Il nuovo report TomTom Traffic Index, basato su miliardi di dati di guida raccolti nel 2025, certifica il peggioramento delle condizioni stradali in gran parte dei centri urbani analizzati. Città del Messico guida la classifica con un livello di congestione del 75,9%, nonostante un lieve calo del 3,6% rispetto all'anno precedente: gli automobilisti ci impiegano 14 minuti per coprire 4,4 km, con una media di 17,4 km/h e ben 184 ore annue perse in coda.
La congestione cresce per effetto di urbanizzazione e maggiori spostamenti, colpendo metropoli come Londra, Città del Messico, Dublino e anche Milano. Dublino si impone come la città europea più colpita, con il 72,9% di congestione (+1,7% sul 2024) e 191 ore perse ogni conducente, sempre a una velocità media di 17,4 km/h. L'indice evidenzia come il 76% delle città monitorate abbia registrato velocità medie in calo, complici crescita demografica, espansione urbana e ritardi negli investimenti infrastrutturali. Amministrazioni locali stanno sperimentando soluzioni data-driven, ma i risultati faticano a tenere il passo con l'aumento della domanda di mobilità.
In Italia, pur non ai vertici mondiali, centri come Milano e Roma figurano stabilmente tra i peggiori 25, con decine di ore annue sottratte ai guidatori. Il monito di TomTom è chiaro: senza interventi basati su analisi predittive, il 2026 rischierà di essere l'anno dell'"apocalypse stop" definitivo nelle arterie urbane.
Le città che mostrano dei miglioramenti rispetto all’anno precedente sono Groningen nei Paesi Bassi (-14 secondi/km), Kiel in Germania (-10), Parigi e New York (-2 secondi). Quelle in cui si è registrato un peggioramento sono Barranquilla in Colombia (3:40 min/km, 62% congestione), Londra (3:38, +4 sec sul 2024) e Bengaluru in India (3:37, 74% congestione), con flussi auto non migliorati nonostante interventi infrastrutturali.
Il traffico non solo ruba tempo prezioso, ma genera costi miliardari: a Londra, si stimano 3,85 miliardi di sterline di danno annuo.