Tredicenne sfreccia su monopattino truccato a Riccione: genitori complici, scatta il sequestro della Polizia

Tredicenne sfreccia su monopattino truccato a Riccione: genitori complici, scatta il sequestro della Polizia
Un 13 enne è stato fermato sulla riviera romagnola a bordo di un mezzo modificato per correre oltre i limiti, sprovvisto di casco, targa e assicurazione. A sconcertare gli agenti è stata la reazione della madre, che era pienamente consapevole delle violazioni e ha protestato unicamente per ottenere la restituzione immediata del veicolo
13 agosto 2026

Un ragazzino di appena tredici anni è stato fermato nei giorni scorsi dagli agenti del Corpo intercomunale di Polizia locale lungo la passeggiata Goethe, nella zona nord di Riccione, mentre sfrecciava pericolosamente su un monopattino elettrico abusivamente modificato. Il minore stava viaggiando a una velocità di molto superiore ai venti chilometri orari consentiti, senza indossare il casco protettivo, senza esporre il contrassegno identificativo (la targa) e senza alcuna copertura assicurativa, violando contemporaneamente l'età minima legale per la guida di questi mezzi. Il pericoloso comportamento del giovane e la successiva, sconcertante complicità emersa da parte dei genitori hanno spinto le forze dell'ordine a procedere con il sequestro immediato del veicolo e ad avviare accertamenti tecnici sulla reale potenza del motore.

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La pattuglia della Polizia locale, impegnata in un servizio di pattugliamento straordinario sulla sicurezza della viabilità pedonale e della micromobilità elettrica, ha intercettato il giovane mentre si districava a folle velocità tra i passanti. Gli agenti si sono messi all'inseguimento del mezzo per fermarlo in condizioni di totale sicurezza, scongiurando il rischio di collisioni con i pedoni che affollavano la frequentata passeggiata marittima. Una volta accostato il veicolo a margine della carreggiata, i vigili hanno scoperto che il conducente non aveva ancora compiuto i quattordici anni minimi previsti dalla legge per poter condurre un monopattino elettrico su strada pubblica. L'ispezione visiva e i primi rilievi sul mezzo hanno evidenziato una totale assenza di conformità alle normative nazionali, con il forte sospetto di una manomissione artigianale volta a incrementare la velocità massima erogabile.

Dopo aver rintracciato e convocato i genitori per l'affidamento del minore, l'aspetto più amaro e preoccupante dell'intera vicenda si è palesato direttamente davanti agli occhi degli operatori di Polizia. La madre del tredicenne, giunta sul posto per recuperare il figlio, ha infatti dimostrato non solo di essere perfettamente a conoscenza delle irregolarità del mezzo e del fatto che il figlio circolasse regolarmente senza casco, ma ha espresso forte irritazione esclusivamente per il sequestro amministrativo del veicolo. Anziché preoccuparsi per l'incolumità del figlio o scusarsi per la condotta illecita, la donna ha tempestato di domande gli agenti unicamente per capire attraverso quali cavilli burocratici potesse rientrare in possesso del monopattino sequestrato. L'episodio ha scosso profondamente gli stessi agenti, che si sono trovati di fronte a un totale disinteresse per le regole base della civile convivenza.

"L’episodio – hanno tenuto a sottolineare ufficialmente dal Comando della Polizia locale di Riccione – evidenzia ancora oggi quanto il rischio stradale sia sottovalutato anche dai genitori che hanno un primario obbligo educativo sui figli, finalizzato al rispetto delle regole, alla tutela della salute pubblica e alla civile convivenza nella comunità".

Fonte: Il Resto del Carlino
Foto: ANSA