Nico Cereghini: “MM e Martin, così vicini là in cima. E così cambiati”

Nico Cereghini: “MM e Martin, così vicini là in cima. E così cambiati”
A sei GP dalla conclusione del campionato 2026, i due spagnoli di Ducati e Aprilia sono in vetta, praticamente alla pari dopo 32 gare. Sono loro i favoriti. Marc ha imparato a tenere a bada la sua fame, Jorge ha riscattato gli errori. Da oggi è indispensabile non sbagliare nulla
5 ottobre 2026

Ciao a tutti! Adesso sono loro i favoriti per il titolo mondiale 2026, così diversi ma così vicini: Marc Marquez vs Jorge Martin. E’ certamente prematuro escludere Marco Bezzecchi, aritmeticamente in gioco come del resto Pedro Acosta, ma le punte di Ducati e Aprilia hanno un vantaggio, sono praticamente alla pari nel punteggio e sanno come si fa. Sono due campioni mondiali. Anche se nei rispettivi numeri non c’è proporzione: nove contro due.

Sulle trentadue gare fino a qui disputate nei 16 GP, dalla Thailandia al Giappone, Marc e Jorge hanno seguito percorsi molto diversi: il ducatista ha vinto sei GP e sette Sprint, l’altro quattro Sprint e una sola gara lunga (contro le quattro del suo compagno in Aprilia). Ma tra una storia e l’altra da domani se la giocano alla pari.

Il più forte? Marc, dall’alto di un storia personale in MotoGP iniziata nel lontano 2013 e delle tante vittorie, gode a 33 anni di una considerazione diremmo universale: un pilota fuoriclasse. Jorge è forse sottovalutato, è lui stesso a dirlo. Perché ha 28 anni, dal ’21 è in top class e ha conquistato il titolo nel 2024; ma sono in tanti a pensare che sia stato più Bagnaia a perderlo, quel campionato, che lui a vincerlo. E poi il madrileno stenta a togliersi di dosso la fama del ragazzo caliente. Spacca i cupolini quando vince, spintona la dirigenza quando perde e poi gli pesa addosso il suo tentato “tradimento” all’Aprilia dell’anno scorso. Quando voleva mollare Noale subito, perché diceva che la moto era scarsa. Una posizione che, vista oggi, appare grottesca.

Però sono cambiati entrambi, nel corso del tempo. Almeno così sembra. Marc una volta esagerava - ha ammesso che voleva stravincere sempre e così si prendeva dei gran rischi - mentre oggi è il pilota straordinario capace di tenersi quel piccolo margine vicino al secondo sul rivale, così da restare perfettamente concentrato su un ritmo definito fino alla bandiera a scacchi. Lo ha fatto anche domenica scorsa: una strategia precisa che lo tiene impegnato e lontano - diremmo - dalle tentazioni.

Anche Jorge Martin sembra un altro. L’erroraccio alla prima curva in Ungheria - quando fece strike alla prima curva abbattendo Bez, Diggia, Raul e Aldeguer - pare oggi solidamente riscattato da un approccio alle gare più lucido ed efficace. Allora Massimo Rivola lo bacchettò severamente, oggi se lo coccola perché un titolo è un titolo: il numero Uno se ne andrà alla fine dell’anno, ma per Aprilia questo mondiale sarebbe comunque un sogno, una magnifica impresa che resterebbe “nei libri”.

Poi ok, tutto può cambiare da un momento all’altro. Questa MotoGP è estrema e sbagliare è un attimo, in pista come nel box. Personalmente vorremmo rivedere Marco Bezzecchi vincente. Ma incrociamo le dita e prepariamoci ad assistere a un gran finale di campionato. E come si dice, vinca il migliore.

Ascolta il podcast su
Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Vedi anche