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Ovviamente non si può non partire dall'incidente di Jorge Martin e dall'unfit per le fratture riportate (a questo link trovate gli aggiornamenti).
Potrebbe probabilmente essere la caduta che ha deciso il mondiale, che lo ha portato verso Marc Marquez.
Un Marc Marquez che stamattina in qualifica era stato mostruoso, pazzesco e un'altra decina di aggettivi a vostro piacere: 1.5 al secondo in Q2, con pista umida, dopo essere caduto nel giro di lancio.
Un Marc Marquez che poi nella Sprint ha battagliato alla grande con Jorge Martin, per 8 giri. Poi - forse - il crocevia della stagione: Martin cade e Marquez va a vincere la Sprint.
Qui sotto il VIDEO dell'incidente di Martin e a seguire le parole di MM con i giornalisti spagnoli, inglesi (entrambi tradotti) e con Sky
Marc Márquez, complimenti per una vittoria importantissima dopo un duello bellissimo. Vi siete superati e risuperati fino a 10 volte in otto giri. È un peccato che sia caduto Martinator. Che cosa puoi dire?
"Prima di tutto posso dire che spero stia bene, perché la squadra mi ha informato ora che è al Medical Center. Quando cadi alla curva 8 vai a grande velocità, quindi speriamo che stia bene, per lui e per lo show del campionato, perché come si è visto oggi la lotta c'è. È stata una battaglia da campionato, logicamente. Se non fosse stato Martín non sarei entrato così deciso, ma oggi toccava farlo. Lui aveva un pizzico di velocità in più, ma mi sono difeso come ho potuto. Ho visto che tutti e due andavamo molto al limite. Ho visto anche che quando mi ha passato la moto gli si muoveva parecchio, ho pensato che non andasse del tutto a suo agio. E questo mi ha dato anche la forza per riattaccarlo e rendergli le cose difficili se voleva vincere"
Tutto questo è preceduto da un altro show, Marc Márquez, in Q2. Márquez è fatto così, titolato sull'AS. Che cos'hai fatto, amico?
"Guarda, ho rimediato a un errore da principiante, ecco cosa ho fatto. L'errore da principiante è stato nel primo giro dove la regola numero uno è che devi fare un giro per avere almeno un tempo. Vedendo come andavo nelle libere, mi sarei messo subito almeno nelle prime due file. Poi la verità è che la squadra aveva la moto pronta e ho fatto un giro per piazzarmi. Quando ho visto che ero piazzato, nell'ultimo giro ho dato tutto, per vedere cosa succedeva, e l'ho chiuso"
Ti sei goduto questa parte della lotta con Martín, o c'è molta tensione in un momento come questo, in cui ti stai giocando un titolo?
"Sul momento non te la godi, soprattutto perché si andava molto al limite e perché è l'Australia e si va molto forte. Qualsiasi movimento, qualsiasi cambio di direzione un po' più tardi e sei già fuori traiettoria, puoi cadere o perdere molto tempo. Quindi sul momento non ci si diverte, però è vero che, quando ho fatto il giro dietro di lui, la chiave è stata proprio quella: ho visto due punti in cui lui andava meglio di me e sono riuscito a risolverli un pochino, non del tutto, e questo mi ha dato le armi per continuare a lottare"
Avevi la sensazione che andasse un po' verso l'errore, lo dico ormai dopo la caduta, e che non si potesse reggere così fino alla fine? Vi siete passati 10 volte in otto giri...
"Non sapevo nemmeno a che giro fossimo, ero così concentrato che quando ho guardato la lavagna per la prima volta ne mancavano cinque. Ho visto che Álex era dietro e lì, avendo fatto varie Sprint, ho cercato di gestire il rischio senza abbassare troppo il ritmo"
Come fai a non sbagliare nei momenti chiave? In questo campionato, così com'è, ci sono due massime: una, non farsi male, e la seconda, non sbagliare. Dipenderà più dagli errori che dai successi. Come fai tu a non sbagliare sotto pressione?
"Ti mentirei se ti dicessi che è sempre tutto sotto controllo. Rischi. E ci sono momenti della gara, e oggi nella lotta ho rischiato e avrei potuto sbagliare. Però devi capire, o almeno io cerco di capire, quando posso entrare in battaglia e quando no. Per esempio in Indonesia non sono entrato in battaglia perché avevo da perdere, lì potevo sbagliare perché non sentivo la fiducia per entrare in quella lotta. Prima, 10 anni fa, entravo in tutte le battaglie. Ora cerco di gestire questo aspetto e oggi mi sono visto con la fiducia e il feeling con la moto per entrare. Questo non significa che hai tutto sotto controllo, però, come ti dico, se c'è velocità è la cosa più importante, perché quando hai velocità e vai forte sei il più furbo, il più intelligente, lo stratega, e tutto va bene. Quindi senza velocità puoi avere tutta l'esperienza che vuoi, ma non sai le cose"
Avere 10 punti di vantaggio in classifica generale ti dà un certo margine mentale per domani?
"Con l'acqua può succedere di tutto. Si è visto oggi in qualifica. È vero che ho esagerato moltissimo, come se fossi sull'asciutto in quel giro, e ho deciso di entrare perché c'erano delle gocce, ma è stato un errore e ho capito perché. Domani dobbiamo cercare di gestire e soprattutto essere pronti, adattarci il più rapidamente possibile a qualsiasi condizione, perché magari oggi sì c'era acqua, ma ce n'era pochissima. Magari domani ce n'è tanta, ti cambia la sensazione"
Marc, com'è stata la battaglia con Martin?
"Battaglia per il titolo, molto serrata, difficile, aggressiva, ma dentro il limite. Otto giri al limite, otto giri a lottare per lo stesso obiettivo, per cercare di prendere 12 punti. Oggi era più di tre punti di differenze, il momento di farlo, perché lui sa che questo è uno dei miei circuiti preferiti e io so che è uno dei circuiti in cui Aprilia funziona bene"
È stato anche un vero gioco mentale, per mostrare di essere più forte?
"Gioco mentale. Gioco mentale... Puoi entrare se hai la velocità, e a dire il vero oggi lui era un po' più veloce di me. Ma nel giro in cui lui era davanti a me ho capito due cose. Poi ho visto che era possibile lottare per la vittoria, e sì, ho riattaccato, ed erano, come ho detto, 12 punti, non di più, perché alla fine domani può cambiare tutto. Il punto chiave della gara è stato quando lui ha guidato per un giro: ho capito alcune cose e ho capito anche che era veloce ma rischiava molto, perché si muoveva molto e guidava un po' sopra i limiti. A quel punto ho capito che ok, vediamo, era il momento di rischiare. È vero che 13 giri a quel livello è molto difficile che entrambi arriviamo al traguardo. Ma lui ha fatto anche l'errore. Io sono stato vicino a farlo, ma le gare sono così"
Marc, l'anno scorso hai vinto abbastanza facilmente il campionato, diciamo. È da tanto che non lottavi così per il titolo. Ti dà più carburante dentro? Ti senti più giovane?
"No. Più giovane no. No. Mi piacerebbe sentirmi più giovane. Ma è vero che senti quella concentrazione in più, e quando lotti per il titolo hai quel focus extra, voglio dire, anche quando ho finito la Sprint non sapevo dove fossi. A un certo punto sul podio ho detto che ero Phillip Island o Mandalika?... per la temperatura lo so, sei semplicemente super concentrato, ti dà la concentrazione extra. Poi è il campionato in cui mi sento più rilassato, prima di tutto perché, come dico e continuo a dire, un campionato in più non cambierà quello che sentirò quando finirò la carriera. Quindi alla fine mi sto godendo il momento e cerco di dare il massimo ogni giorno"
È stata una sorpresa avere tre Ducati sul podio oggi?
"Non si sa mai. Cioè, hai visto Mandalika nella Sprint. Ma ogni volta che esci non è come nelle auto, cioè, sulle moto cambi un po' la posizione del corpo e la moto cambia. Oppure cambiano un po' le condizioni e la moto cambia molto. Quindi dobbiamo essere pronti ad adattarci a tutte le condizioni il prima possibile. Però sì, oggi Diggia arrivava forte, e Álex aveva molta velocità. Forse non mi ha attaccato perché ero io, onestamente parlando, ma non ho parlato con lui, ma oggi Alex era molto veloce. Ha visto che anch'io ero aggressivo e forse ha capito che attaccarmi era troppo rischioso, perché se attaccava io avrei riattaccato, dato che puntavo ai 12 punti. Ma Alex era veloce più di me, come lo era anche Diggia"
C'è stato un sorpasso oggi che è stato il tuo migliore o il tuo preferito?
"Alla curva 2, ho fatto molte volte quel tipo di sorpasso. Ma l'ultimo, su Martín, quello con entrambe le gomme che scivolavano"
Lo avevi pianificato?
"No, è istintivo, perché non sai cosa farà lui, e poi sai che se è molto stretto puoi preparare l'uscita, se va largo puoi stringere. Quindi alla fine in quel tipo di lotta è istinto, si guida d'istinto. Anche Martín è uno dei piloti più forti del gruppo"
Marc, hai sentito che quel giro di qualifica fosse qualcosa di speciale? Forse uno dei giri di qualifica più speciali, perché 1,5 secondi davanti agli altri è...
"Sì. È stato un giro molto buono. Stavo solo cercando di rimediare all'errore da principiante che ho fatto nel primo giro. Così Tardozzi non si è lamentato molto (ride, ndr)"
A Sky: "Mi aspettavo il testa a testa? Prima di tutto il team mi ha detto che lui è al centro medico, speriamo per il bene del campionato che sia a posto. Oggi è stata una lotta di campionato, se non fosse stato Martin non sarei andato così aggressivo. Oggi l'avevo capito, mi aspettavo che arrivasse. Subito al terzo giro era dietro di me, quando ha fatto un giro davanti ho visto che era molto forte. L'ho passato molto presto perché sennò aveva chance di andare via. Comunque abbiamo fatto una bella gara, mi sono sentito comodo nella lotta e dopo ho gestito come al solito. Pressione all'avvesario? Questa è una pista dove ovviamente non hai tutto sotto controllo, ma ci sono piste dove hai feeling e dove non ce l'hai, qui sento il feeling e il limite. Per questo ho detto di andare all'attacco e, anche se lui era più forte, abbiamo provato a lottare fino alla fine. Una lotta bella, pulita, al limite... molto bella. Dove Martin era superiore a me? Ultima curva, l'unica. La 1 e l'ultima. All'ultima inizi a fare già la 1, perché se non parti forte dall'ultima... quella curva mi è sempre venuta bene, ma oggi con il vento è cambiato e facevo tanta fatica, dobbiamo capire per domani. Lui era al limite? Tutti e due lo eravamo, quando fai questo tipo di lotte, tutti sono al limite. Sia io che lui eravamo al limite, partiva davanti, dietro... Come ho detto, era una lotta di campionato, dove sicuramente se io lottavo contro un altro non la facevo così e neanche lui. Io in controllo? Provavo ad essere pulito perché se sono aggressivo in questa pista consumo troppo la gomma all'anteriore, stavo tenendo la gomma per la fine. Guidavo pulito per averne di più alla fine"