Marquez in scia a Martin: "Potevo fare il suo tempo", poi nella Sprint la pressione sgonfia Jorge

Marquez in scia a Martin: 'Potevo fare il suo tempo', poi nella Sprint la pressione sgonfia Jorge
Quattro punti separano i due contendenti al titolo dopo la Sprint di Mandalika, con il 93 che torna leader del Mondiale
10 ottobre 2026

Marc Marquez vince la Sprint in Indonesia e torna in testa al Mondiale, con 4 punti di vantaggio su Jorge Martin. Un risultato che, alla vigilia, sembrava difficile da immaginare, le Aprilia avevano mostrato un passo superiore, mentre il pilota Ducati aveva ammesso di aspettarsi un weekend in difesa.

La gara, però, ha preso una direzione inaspettata fin dalla prima curva. Il contatto tra Marco Bezzecchi e Raul Fernandez ha lasciato strada libera a Martin, che si è portato al comando e ha progressivamente allungato su Marquez. Al 9° giro, con circa un secondo e mezzo di vantaggio, l'89 ha dovuto cedere la posizione al rivale per riportare nei limiti la pressione dello pneumatico anteriore.

Martin ha provato a rimanere vicino al 93, ma un errore a due giri dalla fine gli è costato altre due posizioni, perdendo così il podio.

Marquez: "Non era quello che ci aspettavamo"

La vittoria ha sorpreso lo stesso Marquez, arrivato a Mandalika con l'obiettivo di contenere il distacco da Martin:

"Mi aspettavo di perdere punti nei confronti di Martin. Il nostro obiettivo era cercare di perderne il meno possibile e sarà lo stesso anche domani. Oggi invece ne abbiamo guadagnati, non era quello che ci aspettavamo, ma nelle gare non si sa mai cosa può succedere. Bisogna continuare a spingere. Domani sarà un'altra gara, ma oggi è andata e sono molto felice"

Nei primi giri lo spagnolo ha cercato di seguire il ritmo dell'Aprilia, salvo poi rendersi conto dei rischi che stava correndo...

"Nei primi due giri ero molto vicino, cercavo di attaccarlo, ma ho visto che la gomma anteriore era davvero al limite. Ho quasi rischiato di cadere e a quel punto ho deciso di rallentare un po', cercando comunque di rimanergli vicino"

Poi il problema di Martin ha cambiato tutto e Marquez ha riconosciuto di aver beneficiato della situazione, ma ha anche sottolineato l'importanza di essere rimasto nelle condizioni di approfittarne:

"La fortuna bisogna cercarsela, bisogna inseguirla. Non arriva da sola. Se non fossi stato lì, in seconda posizione, non avrei vinto. In Austria ho avuto io un problema nella gara lunga, oggi è successo a lui. Bisogna adattarsi a queste situazioni e cercare di ottenere il massimo"

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Martin: "Avevo la gara in mano"

Per Martin è un risultato difficile da digerire. Il pilota Aprilia aveva costruito un margine importante su Marquez, prima di essere costretto a rallentare per un problema con la pressione dello pneumatico anteriore: "È un peccato perdere una buona opportunità per un problema di pressioni. È vero che avevo ancora la possibilità di vincere la gara, avrei potuto attaccarlo nell'ultimo giro, ma ho commesso un errore. È stata anche una conseguenza del fatto di aver dovuto lasciar passare Marc, perché guidare dietro a un altro pilota non è il nostro punto forte e da quel momento tutto è diventato più complicato. Ma sì, avevo praticamente la gara in mano, dovevo soltanto gestire"

Martin ha poi spiegato come il problema sia stato del tutto inaspettato, considerando che il team non aveva preso particolari rischi nella scelta della pressione: "È molto strano. Non abbiamo mai rischiato con le pressioni degli pneumatici, non mi era mai successo di essere fuori dai limiti ed è davvero strano che sia successo proprio oggi"

L'89 ha anche raccontato i suoi pensieri quando ha visto la pressione che si alzava: "Quando stavo guidando e vedevo che la pressione non iniziava a salire, mi sono innervosito un po', perché pensavo: cavolo, ormai ce l'ho fatta. Ho dovuto iniziare a ripensare la strategia, lasciar passare Marc e vedere se la pressione sarebbe rientrata nei limiti. Alla fine è successo, ma soltanto per l'ultimo giro, quindi non ho avuto nemmeno il tempo di superarlo, anche se mi sento più forte e credo di avere una buona opportunità per domani"

A compromettere definitivamente il risultato è stato poi un errore nel finale, quando Martin è scivolato dalla seconda alla quarta posizione: "Ho scalato marcia, il posteriore è scivolato e non ho avuto molte possibilità. Cercherò di lavorare un po' meglio sul freno motore per domani, ma è un peccato"

Il pilota Aprilia ha quindi collegato quell'errore a quanto accaduto nei giri precedenti: "Alla fine è una conseguenza. Stavo guidando con un secondo e mezzo di vantaggio, gestendo tranquillamente la gara. Poi ho dovuto lasciarlo passare, ho perso un po' di concentrazione e, quando ho cercato di attaccare, perché volevo vincere oggi e potevo farlo anche con il problema delle pressioni, ho commesso un errore. Ma può succedere"

La qualifica

Prima della Sprint, Marquez aveva cercato di sfruttare il riferimento di Martin durante la Q2, seguendolo nel tentativo decisivo: "Bisogna giocarsi le proprie carte. Ho visto che il primo tentativo era andato bene, poi ho capito che Martin stava aspettando Raul. Quando Raul è uscito, è uscito anche Martin e io mi sono messo dietro di lui. Il mio obiettivo era restare una posizione alle sue spalle, perché ero convinto che seguendolo avrei potuto fare esattamente il suo stesso tempo"

Una scelta che - dice Martin - non lo ha particolarmente infastidito: "Non mi importa se ho qualcuno dietro. Non avevo fatto il mio tempo e dovevo farlo. Che ci fosse Marc o chiunque altro, dovevo spingere. Ognuno sfrutta le proprie opportunità. Io non credo che tutto sia lecito, ma non penso che quello che è successo oggi sia stato qualcosa di particolare"

La prima curva

I due piloti hanno commentato anche la partenza, con la caduta di Bezzecchi e Fernandez che ha condizionato la gara.

Marquez ha descritto così la situazione: "Bezzecchi guardava Raul per frenare un po' più tardi, io guardavo Bezzecchi per frenare un po' più tardi e Di Giannantonio guardava me per frenare ancora più tardi. Il risultato è stato che siamo finiti tutti e quattro larghi e Martin è passato dalla quinta alla prima posizione. È stato sul limite, ma è un episodio di gara, quando arrivano quattro piloti così è normale che possa succedere"

Martin, invece, ha spiegato di aver intuito che ci sarebbe stato poco spazio per tutti: "Non ho visto la caduta. Ho visto che erano in quattro ad arrivare alla prima curva e sapevo che non sarebbero riusciti a passarci tutti. Ho aspettato, ho scelto la traiettoria giusta e sono passato. Non ho visto la caduta. Soltanto nel giro successivo ho notato i segni sull'asfalto e ho immaginato che qualcuno fosse caduto"

La sfida Mondiale, Marquez è ora al comando con 4 punti

Il successo inaspettato di oggi ha riportato Marquez davanti a tutti in classifica, ma lo spagnolo continua a considerare Mandalika un circuito sul quale l'obiettivo principale è perdere meno punti possibile: "Continuo con la stessa mentalità. Domani l'obiettivo sarà perdere meno punti possibili nei confronti di Martin. Essere leader adesso non significa nulla per me. Ovviamente è meglio avere quattro punti di vantaggio che essere quattro punti dietro, ma se domani dovessimo perdere nuovamente la leadership non sarebbe un problema. L'importante è lasciare Mandalika con un distacco contenuto"

Martin, invece, guarda alla domenica con fiducia, forte soprattutto del ritmo mostrato nella Sprint: "Credo che la gomma media si adatti meglio al mio stile. Raul e Marco sono un po' più veloci, ma sono vicino a loro e penso di poter lottare per il podio"

E proprio parlando del rivale, Marquez ne ha riconosciuto il valore:

"Per me Martin è un pilota con un talento enorme. L'anno scorso ha avuto una stagione molto complicata a causa degli infortuni, ma quando sono arrivato in Ducati e ho avuto la possibilità di vedere i dati, era uno dei piloti che mi impressionavano di più per il modo in cui guidava e per quello che riusciva a fare. Ha uno stile molto simile al mio, soprattutto in frenata. È un pilota che non si tira indietro, uno di quelli che combattono. Se l'anno prossimo non hai una moto competitiva, per quanto tu possa essere Martín, Márquez o Quartararo, non puoi fare nulla. Siamo in uno sport in cui conta il binomio pilota-moto, moto-pilota, ma proprio per questo devi anche essere furbo, egoista e a volte mettere da parte l'orgoglio per trovare la sistemazione migliore per te. E quando dico mettere da parte l'orgoglio, intendo accettare di ridursi lo stipendio"