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Ciao a tutti! Gigi Dall’Igna è uno che, come noi, non vuole che si trascuri l’aspetto sportivo e tecnico per inseguire lo show: “Il nuovo format - ha detto a Mandalika - è un buon compromesso tra undici squadre e cinque costruttori, un buon compromesso tra spettacolo e sport”.
Se n’é parlato molto e ormai lo sapete. Un obiettivo era passare a due qualifiche distinte per la Sprint e per il GP. E i team volevano risparmiare sui ricambi eccetera, con la riduzione dei km totali da percorrere in stagione. Venerdì la FP1 resterà com’è mentre la FP2 pomeridiana sarà di 30’ contro i 60’ di oggi, infine vedremo le qualifiche della sprint da 15’. Sabato mattina la FP3 da 20’ contro 30’, poi le qualifiche del GP: Q1 per tutti e i migliori dodici in Q2. Qualifiche seguite dalla Sprint. Infine, domenica sparirà l’Warm Up, sostituito da 10’ pre-gara per qualche giro di ricognizione in più.
Al nostro ing. Bernardelle il format piace: dice che il venerdì praticamente non cambia nulla: i time attack vengono isolati in un turno specifico finale. Il taglio del sabato, 10’ in meno alla FP3, è un punto negativo, dice; ma in compenso si dà a tutti la possibilità di provare l'attacco al tempo alla fine del secondo giorno, come succedeva una volta, e teoricamente con il setting più definito. I giri pre-gara della domenica sembrano favorire solo gli sponsor che hanno i marchi sulle carene: chi rischierà un giro tirato qualche minuto prima della partenza del GP?
Tornando a Gigi, le undici squadre e i cinque costruttori hanno elaborato la novità dopo un confronto, si presume, intenso. E i piloti? Quante volte sono stati coinvolti i piloti? Zero. Carlos Ezpeleta li ha “consultati” nello stesso momento in cui li informava, a cose fatte. E’ successo venerdì scorso in una riunione qualsiasi della safety commission, che ormai quasi tutti i piloti disertano perché le loro richieste cadono troppo spesso nel vuoto. E di fronte ai mugugni dei giorni successivi (e a poche proteste a viso aperto) ha dato la colpa ai team. Sono i team, ha assicurato il vice CEO del CEO Carmelo, che ci hanno chiesto di modificare il format, ed erano i team che dovevano parlare con i loro piloti.
Ventidue gare sprint, ventidue gare lunghe, e adesso quarantaquattro qualifiche. Con metà schieramento acciaccato da incidenti e fatica. E come se non bastasse, arriva un giro di vite per i piloti che “saltano” gli impegni extra: 5.000 euro di multa a chi “bigia” i dieci minuti obbligatori del Hero walk. E se fai altre assenze può arrivarti una sanzione sportiva…
C’è di peggio e già li sento, alcuni affezionati lettori: “previlegiati: mandateli a lavorare in fabbrica…”. Ok, ma tutto questo ci dice che se i piloti non sapranno organizzarsi in una vera associazione, identificando una figura autorevole che li rappresenti e dialoghi con gli altri attori del campionato, saranno schiacciati ed usati a piacimento.