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Ciao a tutti! Al festival di Trento, pochi giorni fa, sono stati diffusi i dati dell'Osservatorio "Non Chiudere gli Occhi" di Skuola.net. Dati allarmanti: quasi un giovane su due dichiara di utilizzare lo smartphone quando è alla guida, mentre due ragazzi su tre ammettono di mettersi al volante quando sono stanchi. E quattro su dieci superano regolarmente i limiti di velocità. Come parziale consolazione, i dati evidenziano che rispetto a due anni fa (l’ultima indagine è del 2023) cresce tra i giovani il rispetto delle norme di sicurezza, come il casco e l'uso della cintura; e aumenta la consapevolezza che i comportamenti scorretti al volante comportano delle conseguenze.
Leggo sulla stampa che nel corso della mattinata i relatori hanno incontrato al Festival studenti e giovani, per sensibilizzare sul valore della prevenzione, sul rispetto delle regole e sui comportamenti responsabili alla guida con il racconto di esperienze dirette e dati concreti. In mancanza di una organica educazione stradale nelle scuole, tutto serve. Otto giovani su dieci riconoscono un effetto positivo delle attività di educazione stradale svolte con esperti, forze dell'ordine, testimonial e familiari delle vittime della strada. Dal 2023, con la Polizia stradale e il contributo di Autostrade per l'Italia, sono stati raggiunti oltre 450 istituti scolastici e circa 34.000 studenti.
Noi crediamo che dalle generazioni degli adulti purtroppo ci sia poco da aspettarsi, sul tema dei comportamenti corretti sulla strada. Hai voglia di inasprire le sanzioni, soltanto un controllo capillare potrebbe farci cambiare le nostre (pessime) abitudini e i controllori spariscono invece di aumentare. Soltanto dai più giovani, sempre che qualcuno si occupi di formarli, potrà arrivare un argine al progressivo imbarbarimento della cittadinanza italiana motorizzata.
I bambini piccoli sono ricettivi e assorbono con facilità i messaggi positivi, sempre che i grandi che stanno loro intorno si comportino bene. I nostri nipotini non concepiscono neppure che ci si possa mettere in viaggio con l’auto senza allacciare la cintura di sicurezza o si possa saltare in sella a una moto senza infilare il casco. O si possa tenere lo smartphone in mano guidando. Ma poi i piccoli crescono. E se li si abbandona al quotidiano, con la giungla attorno e nessuna formazione, finisce che uno su due utilizzerà lo smartphone alla guida. E domani probabilmente due su tre.