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Ciao a tutti! Quest’ultimo fine settimana di marzo, così straordinario per i colori italiani, merita certamente una celebrazione. I protagonisti li conoscete tutti. C’è Nicolò Bulega, emiliano di 26 anni, che centra l’en plein in SBK a Portimao come aveva già fatto a Phillip Island, sei gare su sei nel 2026. Naturalmente Nicolò è primo nella classifica iridata a pieni punti e tutto questo in sella alla Ducati di Borgo Panigale, Bologna.
Poi c’è Guido Pini, diciottenne toscano, che vince in Moto3 con la Honda Leopard. Vietti è secondo in Moto2, quasi ci scappava la tripletta nazionale ad Austin, perché naturalmente a chiudere la giornata è stato il grandissimo Marco Bezzecchi, romagnolo di 27 anni, che domenica ha vinto ancora il GP e lo ha fatto con l’Aprilia, terza vittoria della stagione e quinta consecutiva. Ora Marco è in testa al mondiale.
Del resto, la domenica era iniziata come meglio non si poteva: con Andrea Kimi Antonelli, bolognese 19enne capace di vince ancora in F1 con la Mercedes, secondo centro consecutivo ed ora in testa al campionato. Già, Mercedes: e qui per inciso mi ha colpito Gian Carlo Minardi quando ha commentato: “se andava in Ferrari non sarebbe arrivati in Formula 1”. La Ferrari? Va beh, nessuno è perfetto, tornerà davanti.
Un po’ di orgoglio viene spontaneo: non siamo il Paese perfetto (tutt’altro, direi almeno sei giorni su sette) ma in tanti terreni e in particolare nel motorsport riusciamo spesso a svettare. Perché? Per merito soprattutto della nostra storia, che è fatta di geniali progettisti e di pochi ma validi industriali visionari e coraggiosi; che hanno lasciato una traccia e ispirato chi si impegna oggi, come Ducati e Aprilia certamente, ma anche come Ohvale e tante altre realtà più piccole. Non per caso Ferrari è regina in Formula 1 con i suoi sedici titoli costruttori e l’inseguitore più vicino a quota nove. Maranello ha collezionato anche il maggior numero di vittorie nei GP, sono 248. Mentre nel motociclismo non siamo i primi in assoluto, ok, però MV Agusta e Aprilia sono nella top five di tutti i tempi tra i colossi giapponesi.
E non soltanto le Case, c’è anche il merito delle tante squadre nate vicine ai vari reparti corse, e alle numerose piste e pistine che in molte zone d’Italia scaldano i cuori dei più giovani fin dai primi giri sui kart e sulle motine… In Romagna soprattutto, ma non soltanto lì.
Quasi inutile specificare che, tra i piloti della moto, il nostro Giacomo Agostini è colui che ha vinto di più, con quindici titoli mondiali ha staccato Valentino Rossi (e Marc Marquez) a quota nove. E questo signore di 83 anni, che tuttora salta sulla moto nelle celebrazioni, in una giornata trionfale come quella che festeggiamo oggi sembra quasi un inno… all’imbattibilità.