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Il vero mondiale Superbike inizia in Europa, ma i risultati sono stati gli stessi dell’Australia, con un solo dominatore: Nicolò Bulega. Per chi come me spera in un campionato un minimo combattuto ed incerto la buona notizia è che quelli che ho sempre ritenuto potessero essere i suoi avversari più temibili, a Portimao hanno dato importanti segnali di competitività. Iker Lecuona e Miguel Oliveira si sono avvicinati al missile rosso e non è detto che in futuro possano anche lottare con lui per la vittoria.
Tra le case più che dominio Ducati si può parlare di dominio del Team Aruba.it Racing - Ducati che ha piazzato i propri piloti sempre davanti a tutti, mentre le altre Panigale non hanno brillato. Nel box BMW c’è chi sorride e che inizia a preoccuparsi. Oliveira, spinto da oltre 80.000 persone ha riportato la M1000RR sul podio, ma Danilo Petrucci per ora naviga a metà classifica. Il portoghese nel dopo gara di domenica ha spiegato che la moto tedesca ha dei problemi che deve ancora risolvere, ma di fatto lui riesce a sopperire con la sua guida e la sua esperienza. Petrucci evidentemente ancora no.
La bimota non è stata quella di Phillip Island, ma i suoi piloti sono sempre stati nel gruppo davanti a conferma che la moto italo/giapponese potrebbe essere la mina vagante di questa stagione. Risultati alterni per la Kawasaki, legata al solo Garrett Gerloff che in Gara1 ha mostrato di essere un gran pilota, mentre in casa Yamaha ci si aggrappa a Xavi Vierge, con gli altri piloti, Andrea Locatelli compreso, non pervenuti.
La Honda spera di essere al punto zero. Nel senso che grazie a Jonathan Rea ha compreso il reale livello della moto ed il lavoro da svolgere e quindi da qui in avanti si potrà solo migliorare. O almeno speriamo.
Il sole dell’Algarve ha favorito il record di presenze Superbike degli ultimi dieci anni, ma ancora di più ha l’influito l’effetto Oliveira. Oltre 80.000 persone (nei tre giorni) lo hanno sostenuto a gran voce con autentici boati provenienti dall’interminabile tribuna che mai avevamo visto così affollata.
Segno che se si toccano le corde giuste il mondiale delle derivate piace ancora.
In Supersport abbiamo assistito al fenomeno ZXMoto del quale parleremo più approfonditamente perché ha avuto un largo seguito non solo in Cina ma in tutto il mondo. Una piccola azienda nata da poco, che si affida ad un team privato e che si mette dietro i colossi del mercato motociclistico.
Bello anche il debutto della Sportbike con gare combattutissime, tanti piloti giovani, molti dei quali italiani, e tante case impegnate.
Ma ecco i nostri voti ai protagonisti del week end portoghese:
Ha vinto la Superpole, tutte e tre le gare ed ha fatto segnare il nuovo giro veloce ed il nuovo record della pista portoghese e quindi quando ha dichiarato di avere dei problemi e di non essere contento di come guida la sua nuova Panigale in molti hanno sorriso. Purtroppo per i suoi avversari Nicolò non dice bugie, e quindi immaginatevi cosa potrà fare quando il suo feeling con la V4 sarà al 100%. Come ha detto Oliveira, la sua non è l’unica Ducati, il fatto è che lui è un campione.
Lo spagnolo della Ducati è al settimo cielo. Dopo tanti anni passati a mordere il freno e a lottare con moto problematiche, finalmente dispone di una moto e di una squadra altamente competitivi e riesce ad esprimere il proprio potenziale. Gli ci vorrà del tempo per potersi avvicinare maggiormente al suo compagno quadra, ma ha tempo, volontà, talento e tanto entusiasmo.
Il portoghese mi è piaciuto molto, dentro e fuori la pista. Portare sul podio la BMW dopo aver corso un solo round (e senza test invernali) è una vera e propria impresa. La casa tedesca può contare su di lui per risalire la corrente. Nelle dichiarazioni impressiona per la sua schiettezza e parla senza mezzi termini della situazione della sua moto, dei suoi avversari e delle regole del campionato. La Superbike ha un nuovo protagonista.
Sulle montagne russe. Il suo rendimento ha più alti e bassi della pista di Portimao. Terzo in Superpole, cade e si rialza in Gara1, resta con quelli davanti nella gara sprint e cade senza ripartire in Gara2. Qual è il vero Montella? Deve imparare a gestire il suo talento, ed ha il tempo per farlo.
Questa volta non commette errori ed è quarto in tutte e tre le gare. La sua bimota soffre il lungo rettilineo della pista dell’Algarve, ma in curva Alex ci mette tanto del suo e sfiora il podio. Se trova più costanza (ma già ha fatto dei passi in avanti lo scorso anno) può raccogliere grandi risultati.
Alex sempre quarto, Sam sempre quinto, anche in Superpole. Lui però guida una (ottima) Ducati e quindi ci aspettiamo che sia più avanti del gemello. A Portimao non è mai caduto e già questa è una buona notizia. Che sia veloce nessuno lo discute ma deve trovare il proprio limite.
Ci aspettavamo qualcosa in più, invece non solo non ha ripetuto l’exploit australiano, ma è entrato a fatica in top ten (a parte Gara2 dove però sono caduti in tanti). Una rondine non fa primavera in Australia, ma nemmeno in Portogallo e quindi lo aspettiamo nelle prossime gare.
Si deve ancora adattare ad un moto nuova e che ha dei problemi e non è un compito facile, però il paragone con il suo compagno di squadra, che è nelle stesse condizioni, è impietoso. Sta facendo più fatica del previsto, ma è un guerriero e non mollerà.
Dopo quanto ci aveva fatto vedere a Phillip Island le aspettative su di lui erano alte, ma invece a Portimao non ha brillato ed ha concluso tutte le gare in ottava posizione. Un po poco per il suo talento e per una moto che Lowes ha portato a ridosso del podio.
Troppo brutto per essere vero. Centra la top ten solo in Gara2 grazie alle tante cadute, per il resto cade nell’anonimato. Non possiamo nemmeno dare tutte le colpe alla vetusta R1 perché il nuovo arrivato Vierge è molto più avanti. Speriamo rinasca ad Assen, una pista a lui favorevole, dove conquistò il suo primo podio in SBK:
Così come in Australia lo spagnolo ce la mette tutta ed è l’unico pilota a portare in alto la Yamaha anche a costo di rischiare sempre tanto e di cadere. Non si rassegna e se la moto lo assecondasse un poco di più potrebbe fare grandi cose. Che grinta.
Un week end anonimo per l’esperto pilota spagnolo, che dopo due noni posti conclude con una scivolata. Tutta colpa del peso aggiuntivo? Non credo. Penso piuttosto che Alvaro debba pensare meno agli alibi e metterci maggior impegno.