SBK 2026. GP del Portogallo a Portimao. Iker Lecuona: “Bulega ha qualcosa in più ma non è imbattibile”

SBK 2026. GP del Portogallo a Portimao. Iker Lecuona: “Bulega ha qualcosa in più ma non è imbattibile”
Iker Lecuona è felice di far parte della squadra Aruba.it e per ora si limita a godersi il momento, senza avvertire particolari pressioni. I giudizi negativi? “E’ facile parlare dal divano di casa”
30 marzo 2026

Iker Lecuona è l’immagine della felicità. Dopo anni passati a cercare di domare una Honda che ora nemmeno Jonathan Rea riesce a decifrare, aver conquistato tre podi al suo secondo round con la Ducati è un risultato che lo soddisfa. Nemmeno le critiche che gli sono piovute addosso dopo le gare australiane hanno scalfitto la sua gioia e la determinazione nel proseguire sulla strada del lavoro e dell’impegno.

Che round è stato per te questo di Portimao?

Non sono mai stato così avanti in classifica in Superbike. E’ stato davvero un week end incredibile, sotto tutti i punti di vista.

Hai intenzione prima o poi di arrivare a lottare con Bulega?

Bulega ha avuto un passo diverso. Lui ha qualcosa in più ma non è imbattibile. Ho commesso qualche piccolo errore, il mio stile di guida non è ancora quello che vorrei avere e devo migliorare qualcosa nella partenza, perché quando vuoi lottare per la vittoria devi essere perfetto. Però il lato positivo di queste gare è che mi sono avvicinato a lui ho spinto forte ed ho mantenuto per molti giri il suo stesso passo. Però devo essere onesto e a dieci giri dalla fine ho pensato che il secondo posto fosse un grande risultato, perfetto per me e per la squadra.

Sei stato criticato dopo i tuoi risultati in Australia, ma qui hai smentito tutti.

Onestamente non mi sono curato molto di quello che ha detto la gente. Sentivo di paragoni con Toprak e mi divertivo, ma per me non è importante cosa dice la gente. Io ascolto quello che mi dice la squadra. Due settimane prima di venire qui il mio team mi ha detto che non devo dimostrare nulla di particolare, ma che devo fare bene quello che so fare sulla moto. Passo dopo passo. Non è importante quello che dice la gente. Da casa è facile parlare.

Spero però che il secondo posto non ti soddisfi completamente perché per il campionato abbiamo bisogno di qualcuno che riesca a lottare con Bulega be che non si accontenti.

A dire il vero io sono molto contento di questi miei secondi posti. Capisco cosa vuoi dire ma io non ho nessuna pressione addosso, è Bulega che ce l’ha. Sono stato spesso a meno di due secondi da lui e questo per il momento è il mio obiettivo, perché sono solo al mio secondo round con la Ducati. Se vinco va bene, ma se arrivo secondo per ora va bene lo stesso.

Che differenza hai trovato tra lavorare con tecnici italiani e tecnici giapponesi?

E’ completamente diverso. Il metodo che utilizzano è completamente diverso ed è una questione di mentalità perché quella italiana è differente da quella giapponese. Posso solo dirti che ora sono molto felice di lavorare con questa squadra.

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