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Per sostenere Oliveira sono arrivati a Portimao oltre 80.000 spettatori. Erano oltre dieci anni che un pubblico così numeroso assistesse ad un round della Superbike. Per ringraziarli Miguel è salito tre volte sul podio anche se è solo al suo secondo round nelle derivate e il suo feeling con la BMW non è certamente al massimo. Va inoltre rilevato come le altre case abbiano lavorato per alzare l’asticella e che la M1000RR abbia ancora dei problemi (che lui definisce limiti) da risolvere.
Sei contento del tuo week end
Si, sono contento. Sono salito tre volte sul podio e sin dalle qualifiche abbiamo dimostrato di avere un buon potenziale. Sapevo che non sarebbe stato facile. Oggi pomeriggio per la prima volta ho sfruttato maggiormente la ruota anteriore e solo nel finale quella posteriore e sono felice di essere stato in grado di gestirle. A parte questo, Alex Lowes mi ha messo molta pressione, tanto che ad un certo punto ho deciso di non curarmi di lui e di fare la mia gara.
Tanta gente è venuta qui per sostenerti.
Persino i miei avversari erano in ansia per me (ride) e sentire tutta questa gente che urlava il mio nome mi ha fatto pensare a cosa avrei dovuto fare per accontentarli. A parte gli scherzi è stato un fine settimana fantastico. Ho corso qui a novembre con la GP e ora a pochi mesi di distanza la gente è venuta a sostenermi in massa in Superbike. Forse ora non guarderanno più la GP ma solo la Superbike (ride). Sono felice e fiero di aver ottenuto tre ottimi risultati davanti al mio pubblico.
Erano dieci anni e forse più che in Superbike non vedevamo così tanta gente sugli spalti, anche se non sei certo il primo pilota a venire in Superbike dalla GP.
Probabilmente essendo io l’unico pilota portoghese in MotoGP la gente del mio Paese ha iniziato a sostenermi e ora mi hanno seguito anche in Superbike perché loro mi sostengono e per me è una cosa unica e mi rende tanto felice.
Non ti ha messo pressione questo grande sostegno?
Ho fatto finta che stessero gridando un altro nome e non il mio. Inoltre io ho un ottimo livello di sopportazione della pressione grazie a mia moglie e a mia figlia che mi seguivano in tutte le gare e mio hanno insegnato a gestire la pressione.
La tua moto sembra scivoli molto.
Si, è uno dei limiti che abbiamo avuto in questo fine settimana, unitamente all’ingresso in curva. Non li definirei problemi, ma limiti, che i nostri competitor hanno invece dimostrato di non avere. Siamo al limite e dobbiamo compensare questi aspetti della moto con la nostra guida, ma al momento purtroppo non è sufficiente, anche perché i nostri avversari hanno ulteriormente alzato l’asticella e il livello qui è molto alto. Ieri la gara è stata 5 secondi più veloce di quella dello scorso anno e io sono stato più veloce del vincitore dell’anno passato, ma tutto questo non è stato sufficiente.
Sei stato spesso dietro a Bulega. Cosa hai apprezzato della sua guida e della sua moto.
Molte cose (sorride) la stabilità, la velocità di ingresso in curva che è di un altro livello con il quale non posso competere. Non ho idea di come potremo diminuire il gap che ci separa dalla Panigale perché non sono un ingegnere e quindi al momento posso soltanto rilevare queste differenze e prenderne atto.
Come saprai le regole della Superbike prevedono possibili limitazioni ogni due round alle moto che si dimostrano superiori. Speri che limitino la Ducati?
Magari! Spero che trovino il modo di limitarla! Spero gli aggiungano del peso o che gli sgonfino le gomme! Sto scherzando naturalmente. La realtà è che stanno ottenendo quello che si meritano, perché la loro moto è il frutto del lavoro dell’azienda, del team e dei loro piloti. Hanno svolto bene il loro lavoro e sono davanti. Le moto di Bulega e Lecuona non sono le uniche Ducati in griglia. Ce ne sono altre che sono finite alle mie spalle e quindi non bisogna puntare l’indice e penalizzare qualcuno per il successo raggiunto. Dobbiamo concentraci sul nostro lavoro, cercando di diminuire il gap che ci separa, perché questo è un campionato mondiale.