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Ci sono storie che somigliano a racconti fantastici, e che meriterebbero di essere raccolte in un romanzo d'avventura: è il caso di quella raccontata dal sito americano Ride Apart, che ci riporta indietro di molti anni.
Un viaggio nel tempo che inizia con una lettera scritta nel 1965 e che continua ancora oggi, che dovrebbe essere d'ispirazione a tutti per non smettere mai di muoversi in sella ad una moto.
Nell'estate del 1965, dunque, uno studente universitario giapponese di 22 anni scrisse a Genichi Kawakami, allora presidente della Yamaha Motor Co., chiedendo di poter avere a disposizione una moto con cui intendeva fare il giro del mondo.
Il giovane Shigeru "Stan" Yoshida attesa trepidante una risposta e massima fu la sua sorpresa quando fu informato che Kawakami gli metteva a disposizione non solo una nuovissima Yamaha YDS-3 - sportiva bicilindrica a 2T da 246 cc - ma anche un'intera fornitura di pezzi di ricambio per aiutarlo a compiere il "viaggio intorno al mondo".
Yoshida partì nel luglio del 1965 per quello che sarebbe diventato un viaggio di tre anni, accumulando decine di migliaia di chilometri attraverso Medio Oriente, Sud-Est asiatico, Europa, Africa e Americhe; al ritorno in Giappone nel 1968 sulla sua YDS-3, fu accolto come un eroe e gli fu offerto un lavoro alla Yamaha, che accettò molto volentieri.
Giunto a 60 anni di età, e quindi 35 dopo la prima esperienza, Yoshida volle completare il viaggio iniziato nel 1965, questa volta partendo dalla Russia e dirigendosi verso ovest; una sorta di “anno sabbatico”, visto che ormai era in procinto di concludere il suo lavoro in Yamaha come direttore della comunicazione, oltre che curatore della collezione di moto del museo dell'azienda.
E siamo ad oggi: nel 2026, Yoshida è di nuovo in viaggio, all'età di 84 anni; stavolta, però, non in sella ad una sportiva 2T, ma su una più comoda senz'altro Yamaha DragStar, la nota cruiser bicilindrica a V da 250 cc.
Partendo dalla California meridionale, Yoshida è stato in Texas, poi a est in Alabama, fermandosi al Barber Vintage Motorcycle Museum, dove gli è stato chiesto di lasciare la sua firma su una mattonella, così come accade a famosi motociclisti e celebrità.
E, coincidenza incredibile, tra i visitatori del museo quel giorno c'era anche il tre volte irdiato Kenny Roberts: in tutti gli anni trascorsi a lavorare per Yamaha, Yoshida non aveva mai incontrato Roberts, che nel 1978 fu il primo americano a vincere il campionato del mondo con una Yamaha YZR500.
Davvero incredibile quali possano essere gli incontri casuali che si fanno guidando una moto...
(photo by RideApart.com)