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Ciao a tutti! Dunque, dal primo aprile (e non è uno scherzo) i monopattini elettrici a noleggio spariranno dalle strade di Firenze, prima città italiana a decidere che può bastare così, tra utilizzo selvaggio e scarsissimo rispetto delle regole si è passato il segno. Una società di sharing, l’americana Bird, aveva chiesto la sospensione urgente della delibera comunale, ma il Tar della Toscana ha respinto la richiesta. Bird insisterà: sostiene di aver collaborato in tutti i modi con l’amministrazione comunale, di aver investito denaro in sicurezza e controlli, ma intanto dal 31 marzo chiuderà il servizio. Poi si vedrà.
Dopo Madrid nel 2024 e Parigi - che già nel ‘23 aveva vietato i monopattini elettrici in sharing dopo un referendum cittadino - Firenze apre probabilmente la strada ad altre città italiane. Perché vediamo tutti che i problemi sono tanti. C’è il tema della sicurezza, il monopattino è più un giocattolo che un mezzo di trasporto, è obiettivamente pericoloso. Poi c’è la maleducazione degli utenti che si somma alla cronica mancanza di controlli. A Milano è ormai abituale incrociare monopattini con due o addirittura tre persone a bordo, sui marciapiedi, in controsenso, sui passaggi pedonali. Chi li ferma? Nessuno. E poi la sosta selvaggia: una associazione di non vedenti ha sollevato la questione, in alcune zone i pedoni hanno pesanti difficoltà.
A Firenze non si riusciva ad applicare le nuove norme nazionali sulla micro-mobilità, in particolare il rispetto dell'obbligo del casco, entrato in vigore a dicembre 2024. Le società di sharing avevano provato a fornire un casco per ogni monopattino, ma tra furti, danneggiamenti, caschi spariti e faticosamente rimpiazzati… tutti o quasi tutti circolano a testa scoperta e addio alle regole.
Ci sono implicazioni che rendono complessa la vicenda. La Bird ha ribadito che andrà avanti a tutti i costi: dice che è una scelta di responsabilità verso gli utenti, verso i lavoratori coinvolti e verso un modello di mobilità sostenibile. Ma gli utenti si sono rivelati ben poco rispettosi e la pericolosità del mezzo era evidente da subito, a volerla vedere. Quanto alla sostenibilità del modello di mobilità non è… più un tema sostenibile.
Intanto, a proposito di targhe per i monopattini è arrivato il via libera del Garante della privacy: va bene così lo schema di decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma telematica per la richiesta e il rilascio delle targhe e il trattamento dei dati personali dei proprietari dei veicoli.
Per garantire una maggiore tutela dei dati degli interessati, tuttavia, il Garante ha posto al Mit alcune più stringenti condizioni. La privacy, altra chimera sempre meno sensata. Ah, vi devo lasciare, mi suona il telefono per l’ennesima offerta commerciale…