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In questa analisi riservata agli abbonati di Moto.it, Carlo Baldi parte da un parallelo con gli anni 70, quando il mercato motociclistico europeo venne sconvolto dall’arrivo delle moto giapponesi, con le loro moto innovative, esteticamente accattivanti, con prestazioni ben al di sopra della media e soprattutto affidabili, ma che inizialmente vennero accolte con diffidenza.
Dopodiché, prosegue con la stessa diffidenza che ha accompagnato le prime moto cinesi, che inizialmente si sono inserite nel mercato grazie ai loro prezzi, ma che ora stanno offrendo prodotti di qualità e prestazioni sempre più vicine a quelle dei grandi produttori italiani, tedeschi e giapponesi.
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