Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Ciao a tutti! Da sempre cominciamo così l’editoriale: con un saluto informale. E del saluto tra motociclisti oggi vogliamo parlare. Premettiamo che noi salutiamo sempre tutti, ci mancherebbe. Lo facciamo anche quando camminiamo sui sentieri di montagna e però anche lì, tra i pascoli dell’alta val di Parma come tra le rocce dei Cadini, benché non ci sia scusa che tenga perché non c’è fretta e non c’è stress, capita che il tipo che incontriamo non alzi nemmeno lo sguardo. Il punto è proprio questo: perché ci si saluta sempre meno? Soltanto per maleducazione?
Vediamo. Il saluto sulla strada è roba antica, qualcuno (per me esagerato) lo fa risalire addirittura al medioevo, dice sia un’usanza nata tra cavalieri; qualcun altro guarda molto più vicino, agli anni Settanta, quel cenno a V sarebbe originale degli States. Ma da dove arrivi poco importa: è certamente un’usanza introdotta ben prima che tutti noi saltassimo in sella a una moto. Ed era - e forse lo è ancora - una bella abitudine. Esprimeva la solidarietà tra simili accomunati dalla stessa passione; esprimeva il tuo piacere di viaggiare su due ruote insieme ad altri, sconosciuti sì ma ugualmente consapevoli di questa immensa fortuna.
Poi cosa è successo? Che sulle strade siamo diventati tanti, forse troppi. Che non puoi staccare una mano dal manubrio o anche un piede dalla pedana ogni due minuti, che devi badare al traffico sempre più convulso e alle strade sempre più scassate. E’ successo che qualcuno ha smesso di salutare e qualcuno altro si è offeso, che uno di noi è rimasto in panne a bordo strada e ha scoperto che tutta quella solidarietà era fasulla, che quelli delle BMW si sono messi a salutare solo i “colleghi”, che i bikers in gilet di pelle salutano soltanto i bikers in gilet di pelle, che le piccole moto e gli scooter (figurarsi!) mica li salutiamo, che ti sei stancato di salutare invano, che ci siamo stufati di salutare quelli che hanno lo scarico completamente aperto o mettono il ginocchio in terra sulle statali e superano contromano in curva cieca… E’ successo insomma che siamo in tanti, siamo tanto diversi e moltissimi tra noi hanno concluso: salutarsi è una cosa stupida, perché dovrei salutare dei perfetti estranei? Soltanto perché hanno una moto sotto il sedere? Troppo poco.
A questo punto ritorniamo alla premessa e ripetiamo: noi salutiamo sempre tutti. E non ci offendiamo se le risposte al nostro saluto sono sempre più rare, però cominciamo a vacillare e non sappiamo quanti km ancora sapremo fare con questa attenzione e con la mano sinistra alzata e le dita a V. Per questo chiediamo a voi: vale la pena di insistere? Se siete sempre d’accordo ditelo qui. Se pensate che lo scambio di un gesto di saluto, con la mano o col piede che sia, abbia ancora un valore, che significhi qualcosa sentirsi motociclisti ed esprimere un solidarietà magari anche soltanto simbolica, ma che all’occorrenza potrebbe diventare pratica: ebbene ditelo chiaramente. E allora continueremo a salutarci quando ci incrociamo e chissà, invece di perdersi, quest’abitudine potrebbe anche rinnovarsi e diffondersi tra le nuove leve, che ci sono.