Ducati Collezione 100: le dieci livree leggendarie per celebrare cent'anni di storia [VIDEO E GALLERY]

Cento anni di storia, dieci livree leggendarie, dieci moto da collezione: Ducati celebra il proprio centenario con la Collezione 100, un progetto esclusivo che unisce il patrimonio visivo del passato alla tecnologia più avanzata del presente. Ogni esemplare è numerato e limitato a soli 100 unità: non semplici moto, ma oggetti d'arte a motore destinati a entrare nella storia
28 maggio 2026

Borgo Panigale, 2026. Cent'anni dopo la fondazione della casa bolognese, Ducati sceglie di celebrare il proprio centenario nel modo più autentico possibile: tornando alle origini. Non con una sola moto, ma con dieci. Non con una sola livrea, ma con le dieci più iconiche dell'intera storia del marchio. La Collezione 100 è questo: dieci modelli della gamma 2026 rivestiti con le grafiche che hanno segnato decenni di vittorie, innovazioni e passioni. Ogni edizione è numerata, prodotta in soli 100 esemplari al mondo, e presentata in esclusiva nella sede storica di Borgo Panigale, dove dall'altra parte del muro della sala presentazioni continuano a nascere le moto di domani.

Il filo conduttore dell'intera collezione è tanto semplice quanto potente: le livree che hanno fatto la storia di Ducati incontrano il design, le prestazioni e la tecnologia del 2026. Un ponte tra ieri e oggi, tra la leggenda e il presente. E un dettaglio accomuna tutti e dieci i modelli: le pinze freno, su ogni esemplare della collezione, sono rifinite in bronzo — una firma discreta ma inequivocabile che connette l'intera decina in un'unica identità visiva.

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Panigale V4 S 100 – L'argento glitterato di Imola 1972

La più scenografica della decina. La Panigale V4 S 100 si ispira alla 750 Imola Desmo, la moto con cui Paul Smart e Bruno Spaggiari trionfarono nella prima edizione della 200 Miglia di Imola nel 1972, battendo in modo del tutto inaspettato Giacomo Agostini sulla sua MV Agusta. Quell'eco risuonò così forte da spingere Ducati a produrre l'anno successivo la 750 Supersport Desmo, prima bicilindrica stradale desmodromica della casa bolognese.

Il caratteristico argento glitterato — magnetico sotto qualsiasi fonte luminosa — non è un'invenzione stilistica moderna: Ducati lo aveva già usato sulla 250 e sulla 350 Desmo monocilindrica, applicandolo poi alla 500 GP e infine alla 750 Imola Desmo. Su questa Panigale torna in tutta la sua potenza visiva, abbinato a cerchi con colorazione dedicata e a un telaio e forcellone in verde metallizzato. Dettaglio tecnico di assoluto rilievo: su questa edizione del centenario la Panigale V4 S monta la frizione a secco, componente tipicamente riservato alle versioni più estreme della gamma.

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Panigale V2 S 100 – Il giallo del Campionato Italiano 1975

La livrea della Panigale V2 S 100 è forse la più carica di storia sportiva italiana. Si ispira alla 750 Super Sport Desmo utilizzata da Franco Uncini nella stagione 1975 del Campionato Italiano di Velocità, vinto dal pilota marchigiano con la moto gestita dal team di Bruno Spaggiari — ex pilota e poi gestore del progetto racing Ducati per le derivate di serie.

Il giallo acceso, già presente sulle 750 Sport stradali dell'epoca, si combina con un caratteristico marrone bordeaux dai trascorsi inaspettati: quel colore veniva impiegato nello stabilimento di Borgo Panigale per verniciare i motori marini entrobordo prodotti dalla casa bolognese in quegli anni. Un dettaglio che trasforma la livrea in un documento industriale. Il forcellone verniciato nello stesso giallo è semplicemente spettacolare. Anche qui, grande notizia tecnica: la frizione a secco fa la sua comparsa sul motore V2, per la prima volta su questa configurazione di propulsore.

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Streetfighter V4 S 100 – La Darmah e la tigre del 1979

Nero e oro. Agli appassionati di Formula 1 di una certa generazione questo schema colori evocherà immediatamente la Lotus di Mario Andretti. Negli anni Settanta e Ottanta quella combinazione cromatica dominava il motorsport mondiale, e Ducati non fece eccezione applicandola alla 900 Sport Desmo Darmah del 1979 — di fatto una Streetfighter ante-litteram. La Streetfighter V4 S 100 riprende quella grafica in modo fedele e aggiunge un dettaglio che racconta anche la cultura dell'epoca: la testa di tigre sotto il codone, elemento ornamentale che sullo stemma originale della Darmah campeggiava sui fianchetti. In quegli anni l'Italia era affascinata dall'Oriente, e Borgo Panigale lo traduceva tanto nei nomi esotici delle moto — Darmah è un nome di pura fantasia — quanto nei dettagli grafici. La tigre si ritrova anche sull'abbigliamento e sul casco dedicato a questa edizione speciale.

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Monster 100 – Il tricolore della final edition 2008

La livrea del Monster 100 si ispira al Monster S4Rs Tricolore del 2008, che rappresentò di fatto la chiusura della prima generazione di Monster — quella prodotta dal 5 marzo 1993 al 2008 e diventata uno dei modelli più riconoscibili nella storia delle due ruote a livello globale. Rosso, bianco e verde: un omaggio all'italianità più viscerale, quello stesso tricolore che Ducati avrebbe poi applicato ai propri modelli più sportivi ed esclusivi. Anche sul Monster 100 troviamo la frizione a secco, terzo modello della collezione a ricevere questo upgrade tecnico significativo.

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XDiavel V4 100 – La California Hot Rod di Daytona 1977

Nel 1977 Cook Neilson entrò nella storia Ducati vincendo sul circuito ovale di Daytona a bordo di una speciale 750 Super Sport battezzata "California Hot Rod". Era la prima volta che una moto italiana vinceva una gara per derivate di serie negli Stati Uniti, un risultato che proiettò il marchio bolognese in un mercato dove fino ad allora era presente quasi esclusivamente con lo Scrambler importato dai fratelli Berliner.

La XDiavel V4 100 porta quella livrea nel presente con una predominanza di grigio abbinata a dettagli blu, declinati anche sulle ruote dalla forte impronta muscolare — il posteriore da 240 è una firma inconfondibile della Diavel. Una moto che trasuda carattere americano da ogni angolo.

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Diavel V4 RS 100 – La 900 Replica del Tourist Trophy 1978

Dopo la vittoria al Tourist Trophy del 1978, Ducati avviò la produzione della 900 Replica: la prima replica stradale di una moto da corsa del marchio, destinata a diventare uno degli oggetti più ambiti da generazioni di appassionati e prodotta fino al 1984. La livrea verde e rossa con filetti bianchi rappresenta anche uno dei primissimi esempi di schema cromatico tricolore nella storia Ducati — un precedente che avrebbe poi trovato continuità nei decenni successivi.

La Diavel V4 RS 100 recupera quella grafica con grande fedeltà, esaltandola sulla silhouette muscolare della maxi-cruiser bolognese. Un contrasto estetico affascinante, dove la potenza visiva moderna incontra la nobiltà della storia.

Multistrada V4 RS 100 – La Pantah del 1979 e il logo di Giugiaro

Il 1979 fu un anno di grandi rivoluzioni tecniche per Ducati. Nacque la 500 SL Pantah, prima moto del marchio equipaggiata con telaio a traliccio e con il nuovo motore Pantah, che abbandonava definitivamente le coppie coniche in uso fin dai tempi della Gran Sport Marianna del 1955. La Pantah sfoggiava un design squadrato tipico degli anni Ottanta e una livrea impreziosita dal logo disegnato da Giorgetto Giugiaro — il grande designer automobilistico chiamato a firmare l'identità grafica Ducati di quell'era.

La Multistrada V4 RS 100 riprende quella grafica con un grigio dalle sfumature bluastre come colore dominante, arricchito da dettagli rossi e strisce blu. Una scelta cromatica raffinata per una moto che, come la Pantah a suo tempo, ha rivoluzionato un segmento.

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Scrambler 100 – La 250 del 1962 e il sogno americano

La più anziana della decina in termini di ispirazione storica. Lo Scrambler 100 si rifà alla 250 Scrambler del 1962, il modello che nacque per rispondere a una precisa richiesta dell'importatore americano Joe Berliner: una moto da dirt track e flat track da vendere oltreoceano. Ducati aveva appena conquistato visibilità internazionale grazie al giro del mondo di Monetti e Tartarini nel 1957, e l'interesse per il marchio bolognese stava crescendo negli Stati Uniti. La livrea blu azzurro con dettagli rossi e grigi, abbinata ai cerchi richiamati dall'alluminio spazzolato e al manubrio basso, racconta in pieno quello spirito pionieristico e avventuroso.

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Hypermotard V2 SP 100 – La 860 delle 24 Horas de Montjuïc

Dopo Imola 1972, Ducati puntò con decisione sulle gare di durata per rilanciare il proprio marchio a livello internazionale. Fu necessario sviluppare un motore di cilindrata superiore al 750 classico, capace di reggere lo stress fisico del Bol d'Or e delle 24 Horas de Montjuïc — gara catalana dove la casa bolognese collezionò parecchie vittorie. Nacque così la 860, il cui prototipo debuttò vincente già nel 1973 e che nel 1975 portò Salvador Canellas e Benjamin "Min" Grau al successo a Montjuïc con i colori sgargianti del team NCR di Nepoti e Caracchi.

La Hypermotard V2 SP 100 porta quella livrea con un'estetica che stravolge completamente l'immagine della moto: bianconero alternato a grigio e rosso, serbatoio con effetto metallizzato nella parte superiore, dettagli rossi che si estendono al telaietto posteriore e al codino con il numero 9. Irriverente come solo una Hypermotard sa essere.

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Desert X 100 – La Pantah "Ice" del 1981 e il product placement

La più sorprendente della collezione, per la storia che porta con sé. La Desert X 100 si ispira alla Pantah "Ice" del 1981, uno degli episodi più curiosi dell'intera storia Ducati. All'epoca la casa bolognese era gestita dalle partecipazioni statali, e l'EFIM — ente che controllava sia Ducati che Alfa Romeo — organizzava un campionato per Alfasud sui tracciati ghiacciati delle Alpi. Nelle pause tra le due manche, le Pantah "Ice" — modificate con gomme chiodate e prive di impianto frenante — garantivano lo spettacolo al pubblico. Un product placement ante-litteram, giocoso e visionario.

La Desert X 100 abbandona la classica colorazione dell'adventure bolognese per vestirsi di un giallo totale con dettagli blu, bianchi e azzurri. Una scelta visivamente audace, perfetta per una moto nata per andare dove le strade finiscono.

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Prezzi e disponibilità

La Collezione 100 si rivolge a un pubblico di collezionisti e appassionati che cercano qualcosa di più di una moto. I prezzi riflettono questa unicità: le versioni con motore V2 partono da circa 28.000 euro per arrivare fino a 50.000 euro, mentre le V4 si collocano in una fascia compresa tra 50.000 e 100.000 euro. Ogni esemplare è numerato individualmente, prodotto in soli 100 unità al mondo. Insieme alla moto, Ducati fornisce un'opera d'arte dedicata e abbigliamento ispirato alla livrea storica corrispondente. Il casco, per il mercato italiano è compreso nel prezzo.