La FMI protesta per la chiusura dei passi bolzanini ai tour organizzati

La FMI protesta per la chiusura dei passi bolzanini ai tour organizzati
La nota ufficiale del Presidente Giovanni Copioli: “Stupiti e perplessi dal provvedimento”. La federazione incentiva il rispetto delle regole da parte di tutti: non è con questi provvedimenti che si favorisce una mobilità corretta e veramente sostenibile
13 luglio 2026

Come abbiamo scritto il primo luglio, la Provincia autonoma di Bolzano ha varato, dal 19 giugno, una misura ad hoc per tutelare l'ambiente alpino vietando l’organizzazione di raduni, gare ed eventi motoristici sulle strade situate sopra i 1.600 metri d'altitudine. L'obiettivo dichiarato: ridurre l'impatto ambientale, il rumore e le emissioni nei periodi di maggior afflusso turistico. Nel divieto sono finiti inopinatamente anche i tour organizzati, che da anni e con disciplina portano i motociclisti sulle Dolomiti. Anche la federazione Motociclistica Italiana ha protestato.

Che nei mesi estivi il problema del traffico e dell’impatto ambientale esista e sia grande e che molti utenti siano indisciplinati è assodato. Ma dopo le infinite discussioni tra i tanti attori in gioco - amministrazioni, ambientalisti, operatori turistici eccetera - il provvedimento che ne è uscito è discutibile e disordinato. Riceviamo da molti albergatori e operatori altoatesini –che da anni portano a spasso i turisti su quelle strade- richieste di aiuto: la loro attività è in pericolo.

Il provvedimento ha sollevato un vivace dibattito nazionale e appunto, anche la Federazione Motociclistica Italiana ha preso posizione. Queste le parole del Presidente Giovanni Copioli:

“Rimango stupito e perplesso da questa delibera. In una provincia in cui le nostre attività portano un sano turismo di motociclisti desiderosi di scoprire il territorio, ci troviamo ora di fronte a un provvedimento che blocca l’accesso a strade simboliche per gli amanti delle due ruote. La FMI promuove un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, inoltre ritengo che il mototurismo sia veicolo di indotto economico e di visibilità per queste zone del nostro Paese. La norma emanata dalla Giunta limita la nostra libertà, motivo per cui la ritengo una imposizione ingiusta. La FMI incentiva il rispetto delle regole da parte di tutti coloro che frequentano le strade - di montagna e non solo - ma non è con questi provvedimenti che si favorisce una mobilità corretta e veramente sostenibile”.

Condividiamo in toto il pensiero del Presidente, che si è dichiarato attivo anche sul fronte istituzionale dopo aver avviato contatti con la Presidenza dell’ACI e con le forze politiche. Vi terremo informati.

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