Passi chiusi alle manifestazioni motoristiche, ok, ma che c’entrano i tour organizzati?

Passi chiusi alle manifestazioni motoristiche, ok, ma che c’entrano i tour organizzati?
Si vuole ridurre il traffico forsennato e l’impatto ambientale sui passi, nei mesi estivi nella provincia di Bolzano. Ma tra le categorie bloccate dalla nuova misura finiscono chissà perché anche i tour organizzati con le moto. E’ davvero assurdo: con quei gruppi il rispetto delle regole è garantito…
1 luglio 2026

Dal 19 giugno la Provincia autonoma di Bolzano ha varato una misura definita “decisiva” per tutelare l'ambiente alpino: è vietato organizzare raduni, gare ed eventi motoristici sulle strade situate sopra i 1.600 metri d'altitudine. L'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale, il rumore e le emissioni nei periodi di maggior afflusso turistico. E certo, da qualcosa si doveva pur partire, ma non è un bell’inizio: si è fatta molta confusione.

La giunta (SVP-Destra) della provincia autonoma di Bolzano ha così deliberato: “è fatto divieto di organizzare manifestazioni sportive motoristiche (automobili, motociclette o trattori, con qualunque sistema di propulsione impiegato) siano esse competitive o non competitive; il divieto potrà essere esteso anche ad altre strade o tratti stradali, indipendentemente da considerazioni di tutela ambientale, quando la morfologia della strada interessata non sia idonea e/o sussistano preoccupazioni in merito alla sicurezza stradale e alle interferenze con il traffico locale”.

La misura riguarda i tratti stradali che conducono ai passi dolomitici, ai Parchi naturali, al Parco Nazionale dello Stelvio e alle aree protette, compreso il Patrimonio mondiale UNESCO delle Dolomiti. La regolamentazione si applica a quelle strade che secondo la legge provinciale "Territorio e paesaggio" (n. 9/2018) sono soggette a una tutela rafforzata.

Il problema c’è, ma…

Che nei mesi estivi il problema del traffico e dell’impatto ambientale esista e sia grande, non ci sono dubbi. Che molti utenti siano indisciplinati è assodato. Da motociclisti e da escursionisti abituali nelle Dolomiti lo sappiamo: la situazione peggiora ogni anno, se ne parla da tempo e qualcosa bisognava fare. Ma dopo infinite discussioni tra i tanti attori in gioco –amministrazioni, ambientalisti, operatori turistici eccetera- esce adesso un provvedimento discutibile e disordinato.

Tra i primi a protestare è insorto il mondo delle auto storiche Il presidente del Veteran Club di Bolzano Davide Brancalion ha annunciato ricorso: le auto d'epoca sono un "museo viaggiante tutelato come bene storico e culturale”. L'associazione, affiancata dall'ASI, ritiene ingiusto equiparare le auto storiche (sei manifestazioni all’anno con velocità massima di 35 orari…) ad altri eventi motoristici e chiede la revoca del provvedimento, definito “misura propagandistica, ideologica e priva di fondamento scientifico”..

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Ma che cosa c’entrano i tour motociclistici organizzati?

Crediamo che si possa anche discutere, sull’opportunità di portare (ogni tanto) le auto antiche sui passi dolomitici già congestionati. Ma certamente non si può accettare che tra le “gare” e gli eventi motoristici di vario tipo siano entrate anche attività che sicuramente non danneggiano proprio niente e nessuno. Come i tour motociclistici organizzati da anni, nel pieno rispetto delle regole e dell’ambiente.

Oliver Call, di Dolomites Tour Ride con hotel a San Vigilio di Marebbe, organizza da decenni tour così apprezzati da ottenere le moto BMW direttamente da Monaco.

“Noi come famiglia Call da trent’anni, e io personalmente da venti, organizziamo tour. Ed ora non possiamo più farli, quando nella stagione estiva i tour costituiscono il 30-40 % degli introiti… Sono molto preoccupato: se voglio passare per il Trentino non lo posso fare, raggiungere Cortina con il tour non posso. Posso fare le strade di fondo valle, come Valle Isarco o Pusteria, ma chi va così in basso con queste temperature… E noi non facciamo gare di velocità o regolarità, facciamo escursioni guidate tranquille, seguiamo le regole e il codice. Capisco che l’idea sia fermare le corse e gli spericolati, ma allora devi fare altro, non puoi fermare noi. Gli spericolati, tre amici che decidono di esagerare in montagna e sfidarsi con sorpassi alla cieca, possono farlo ancora…”.

Oliver fa notare che il danno non è soltanto suo.

“Chi ha preso questa misura rovina noi e tutta l’Italia. Ho tanti clienti che vengono dalla Germania e che leggeranno sui giornali “non andate più in Italia, fermano i tour turistici organizzati”... Pagheranno anche Veneto, Trentino eccetera, è un danno per tutto il turismo”.

Sono tanti i club e i motoclub che organizzano tour motociclistici su quelle strade. E’ sulla stessa linea anche Niccolò Pierbattista, CEO di Freccia Verde Events che organizza viaggi in moto e corsi di guida.

“La misura della Provincia autonoma di Bolzano colpisce il bersaglio sbagliato: i nostri tour non rientrano nello spirito della delibera, che parla espressamente di eventi sportivi motoristici con regolamenti di gara, classifiche e controlli cronometrici. I nostri non sono eventi sportivi: sono viaggi turistici organizzati, con staff dedicato a tutela del gruppo, briefing tecnici e regole di marcia che mirano proprio a contenere comportamenti scorretti e a tutelare la sicurezza di tutti”.

I problemi sono altri

“Il problema reale - precisa Niccolò - sono i pullman e i camper che creano ingorghi e file interminabili nei mesi di alta stagione, le carovane di cicloturisti che occupano la carreggiata, e una fetta di mototuristi (spesso esteri) che usano i passi alpini come se fossero alla Pikes Peak, senza alcuna consapevolezza né del codice della strada né del contesto in cui stanno guidando. Su questi fronti non vediamo provvedimenti, e ci sembra che si stia scaricando su chi lavora seriamente nel settore un problema che ha cause ben più ampie”.

Insomma, chi ha voluto questo provvedimento è vivamente invitato a correggere il testo della misura. Ci riferiamo al presidente della Provincia Arno Kompatscher, che si è limitato a dichiarare:

“Siamo consapevoli che questa regolamentazione da sola non risolve le sfide sulle strade dei passi alpini e che l’elevato volume di traffico e i frequenti episodi di guida spericolata richiedono ulteriori interventi specifici e mirati, ai quali stiamo già lavorando.”

Ecco, appunto: se si vuole limitare il volume del traffico si introducano misure di contenimento omogenee e corrette. Se si vogliono fermare gli automobilisti e i motociclisti che vanno troppo forte e fanno rumore si facciano i controlli sulla strada. Fermate chi non rispetta le regole, non chi per ruolo e per senso di responsabilità porta a spasso i motociclisti in piena sicurezza.

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