FMI. Copioli: “Perché il Governo ci riconosce solo il 18% del nostro bilancio?”

FMI. Copioli: “Perché il Governo ci riconosce solo il 18% del nostro bilancio?”
Il sistema Sport e Salute del Governo limita l’attività della FMI riconoscendogli solo il 18% del bilancio della Federazione. Una decisione difficile da comprendere, celata dietro al solito, misterioso, “algoritmo”.
1 luglio 2026

Motociclisti brutti, sporchi è cattivi? Forse per il nostro Governo e per il sistema Sport e Salute è ancora così. Nonostante i bilanci in ordine e la prima posizione nella classifica della sostenibilità tra le Federazioni, il nostro Governo riconosce alla FMI soltanto il 18% del proprio bilancio, contro il 70 o 80% riconosciuto invece ad altre Federazioni, anche a quelle molto meno attive rispetto alla FMI.

Perché? Lo abbiamo chiesto al Presidente della FMI Federazione Motociclistica Italiana Giovanni Copioli, che abbiamo incontrato a Camerino, in occasione della terza prova del Campionato Mondiale Trial

A dieci anni dal terremoto che ha sconvolto Camerino, ospitare una manifestazione così importante ha rappresentato una sorta di rinascita per tutta la Comunità della storica città marchigiana. Un mondiale magistralmente organizzato dall’omonimo Moto Club, presieduto dall’appassionato e vulcanico Stefano Ronconi. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati, tra i quali il Presidente FMI, anche se in un periodo per lui estremamente impegnativo.

Ti ho visto al round SBK di Misano, pochi giorni dopo sei stato all’inaugurazione del museo di Giacomo Agostini ed ora sei qui a Camerino. Spero che tu venga pagato al chilometro.

“E non è finita qui (sorride) perché domani mattina parto alla volta di Montevarchi per seguire il mondiale motocross. In questo periodo l’Italia ha ospitato molti campionati mondiali e sono felice di averli seguiti tutti. Questo di Camerino poi ha un significato particolare. Questa città e questo Moto Club si meritano tutta la nostra attenzione. Sappiamo cosa è successo qui nel 2016 e devo dire che sono sempre stupito dal calore e dall’entusiasmo con i quali Camerino e la sua gente accoglie gli eventi sportivi e noi tutti”.

Il tutto si inquadra in un momento nel quale i nostri piloti e tutto il movimento motociclistico italiano si stanno distinguendo a livello mondiale con ottimi risultati

“Si, stiamo vivendo un momento positivo e come Federazione il nostro impegno è sempre rivolto verso i giovani, che rappresentano la base dalla quale partono le nostre attività e dalla quale arrivano quei piloti che ci stanno regalando grandi soddisfazioni in tutte le specialità”.

Come sta andando la Federazione? Sei contento di quello che state facendo?

La nostra è una Federazione molto complessa, fatta di tante specialità e discipline diverse. I nostri sportivi non utilizzano tutti un pallone o una racchetta, ma si varia dalle motoslitte, al dirt track, alla pista, al trial e tante altre ancora. Dobbiamo lavorare per tutte le singole categorie tenendo sempre in primo piano i giovani. Per questo esistono i “Talenti azzurri” che al momento impegnano oltre 90 tra ragazzi e ragazze in tutte le discipline. Cerchiamo di dar loro un supporto tecnico con i nostri istruttori ed in alcune discipline gli forniamo anche le moto per potersi allenare. Abbiamo istituito delle borse di studio che sono molto importanti perché purtroppo il nostro è uno sport costoso e non bastano un paio di scarpe per poterlo praticare. Ovviamente il nostro deve essere un impegno costante, che tende sempre al miglioramento. Non dobbiamo e non possiamo fermarci ai risultati raccolti, ma dobbiamo porci sempre nuovi ed ambiziosi obiettivi. Devo dire che al momento sembra che ci stiamo riuscendo. Non sta a me dirlo, ma tutte le persone che lavorano in Federazione si comportano come in una grande famiglia ed hanno un obiettivo comune da raggiungere”.

Sembra ieri che ti facevo la prima intervista da Presidente all’Autodromo di Misano, invece sono passati degli anni nei quali possiamo dire che tu sei diventato il Presidente di tutti i motociclisti. Un risultato del quale puoi andare fiero.

“Il percepito è che in generale c’è soddisfazione, poi è chiaro che non tutto può andare bene anche perché non sarebbe possibile. E’ giusto che arrivino delle critiche che servono anche da stimolo per fare sempre meglio. Al di là di questo i numeri sembrano darci ragione, anche guardando il nostro bilancio, che ci presenta una federazione molto più solida anche dal punto di vista economico e questo ci permette di svolgere i nostri programmi”.

Per il futuro prevedete un incremento delle attività? In altre parole: si può fare ancora di più?

Potremmo fare di più, ma il nostro sistema sportivo nazionale, Sport e Salute, e il Governo ci riconoscono soltanto il 18% del nostro bilancio, quando altre Federazioni, soprattutto quelle olimpiche, ricevono dei contributi molto più alti, che ammontano al 70-80% del loro bilancio. Questo ovviamente ci penalizza e ci limita. Se potessimo godere di una maggiore considerazione sicuramente riusciremmo a fare tanto di più. Il nostro bilancio si aggira sui 26 milioni di euro e ce ne vengono riconosciuti circa 4,7 che equivale appunto ad un 18%. Da non sottovalutare inoltre il fatto che la FMI a differenza di altre Federazioni Sportive presenta un proprio bilancio di sostenibilità da oltre venti anni. Insomma abbiamo senza dubbio tutte le carte in regola per essere maggiormente considerati”.

Qual è il motivo di questa decisione? Esiste una spiegazione?

“Quello che sappiamo è che il sistema viene regolato da un algoritmo, ma questo non chiarisce molto le cose in quanto sembra che uno dei fattori contenuti nell’algoritmo sia la sostenibilità delle Federazioni, una classifica nella quale la nostra occupa il primo posto. Comunque sia, grazie all’autofinanziamento, alle tessere dei nostri associati ed alle sponsorizzazioni a sostegno delle nostre attività, ogni anno riusciamo a realizzare il nostro programma ed i nostri progetti. Sia chiaro che la mia non vuole essere una polemica, ma se mi chiedi se potremmo fare di più allora ti rispondo che un incremento delle attività a sostegno del nostro sport è strettamente legato al fattore economico, che in questo momento ci penalizza”.

 

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