SBK. I costruttori MSMA si incontrano in UK per decidere il futuro della SBK

SBK. I costruttori MSMA si incontrano in UK per decidere il futuro della SBK
Il dominio Ducati ha portato l’interesse per la SBK ai minimi storici, con la relativa perdita di media e di sponsor. Così non si può andare avanti. Anche la MSMA deve pensare al bene comune, al campionato.
10 luglio 2026

La buona notizia è che la MSMA, l’associazione dei produttori di moto che partecipano alle competizioni, si è accorta in quale stato sia la Superbike, mentre quella negativa è che, come sempre, ogni costruttore vuole/deve tirare l’acqua al proprio mulino e che quindi difficilmente verrà trovata una soluzione ai problemi che attanagliano il mondiale delle derivate dalla serie.

Il dominio Ducati, che non ha precedenti nella storia della SBK, sta annullando l’interesse degli appassionati, dei media, e di conseguenza degli sponsor, nei confronti di un campionato che per anni è stato invece garanzia di spettacolo e di incertezza del risultato.

Sia chiaro che la colpa non è della casa di Borgo Panigale, ma dei regolamenti. Che la nuova Panigale V4 sia la moto migliore del lotto non ci sono dubbi e se poi gli mettiamo sopra il miglior pilota in circolazione ecco confezionato un noioso campionato monomarca, che non interessa a nessuno e che per assurdo sminuisce anche la portata delle vittorie della stessa casa italiana, che di fatto al momento non ha competitors alla propria altezza.

Tutti scontenti.

L’Associazione dei costruttori si riunirà oggi a Donington Park in UK nel tentativo di trovare una soluzione al problema. Gli attuali regolamenti che avrebbero dovuto livellare i valori in campo hanno fallito. La diminuzione del carburante, che quest’anno ha colpito solo Ducati e bimota, non è servita a nulla ed appare quindi chiaro che le regole vadano completamente riviste.

L’equilibrio è delicato e non facile da raggiungere.

Sia chiaro che la moto migliore deve essere in grado di vincere e che vada quindi premiato il lavoro di chi ha investito meglio le proprie risorse. Nello stesso tempo però anche le altre aziende che si stanno impegnando nel campionato (bimota, Kawasaki, Honda e BMW) devono poter dire la loro e lottare per le prime posizioni. Per lo spettacolo, per il campionato.

Yamaha

Un discorso a parte merita la Yamaha, che ha investito molto nelle altre categorie, ma non in Superbike, dove presenta una moto vecchia di oltre dieci anni. Livellare va bene, ma non possiamo annullare la tecnologia ed i progressi degli ultimi dieci anni solo perché la Yamaha non vuole (o non può) mettere in cantiere una nuova R1.

Il bene comune

La speranza è che per le case produttrici sia arrivato il momento di intervenire a favore del campionato e non solo dell’interesse dei singoli. Bisogna trovare il modo di livellare veramente i valori in campo, senza castrare chi ha lavorato meglio ma dando a chi lo vuole e si sta effettivamente impegnando in SBK, la possibilità di essere competitivi.

La soluzione, che da tempo riteniamo essere la migliore, è quella di applicare regole che, al di là delle prestazioni delle moto di serie, definiscano con quali prestazioni le moto di produzione possano gareggiare in SBK. Un livellamento all’origine, che eviterebbe penalizzazioni a campionato in corso e che permetterebbe alle case di schierare moto competitive, senza dover investire milioni di euro in nuovi prodotti che hanno un mercato molto limitato, tanto che a volte non valgono nemmeno l’investimento necessario.

Basta con la cilindrata unica

Sul tavolo della MSMA c’è anche il valutare la possibilità di abolire la cilindrata unica, per consentire l’ingresso in SBK di moto di cilindrata diversa dai 1.000 cc. Questo significherebbe l’ingresso non solo di Aprilia ma anche di produttori dell’estremo oriente. Una decisione che con ogni probabilità romperebbe il monopolio Ducati per i team privati e che per questo troverà ovviamente il veto da parte della casa italiana.

La possibilità di cambiare esiste

Liberty Media/Dorna e FIM hanno la possibilità di superare questo blocco e di andare oltre le decisioni della MSMA (che ricordiamolo, devono essere all’unanimità) Il regolamento prevede per loro la possibilità di intervenire con regole anche non approvate dai produttori ma che siano introdotte per il bene del campionato.

E’ arrivato il momento di applicare questa regola.

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