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Ciao a tutti! La vicenda di Jerez è nota proprio a tutti: Marc Marquez - caduto sotto la pioggia improvvisa all’ultima curva del giro numero otto, quando mancavano soltanto quattro tornate alla fine della sprint - pareva spacciato e invece si è inventato una soluzione vincente. Era vicino alla corsia dei box, ha atteso che passassero i piloti, ha tagliato la pista passando dal prato. La manovra non è stata nemmeno investigata, da subito considerata legittima.
Lì qualcuno delle squadre concorrenti ha brontolato, ma è stato zittito: è saltato fuori uno specifico “foglio di informazioni” distribuito alla vigilia, nel quale si accennava al fatto che sulla corsia di accesso ai box non si può tagliare la linea bianca interna e non prendeva in considerazione quella esterna; quella che, di fatto, MM ha valicato venendo dal taglio nel prato. Lì la massa degli appassionati si è divisa, seguendo il criterio più premiato dai social: la radicalizzazione spinta a dispetto di ciò che può dire o non dire l’inviato di Sky, che come tutti i giornalisti non conta più niente. Chi ama e addirittura venera Marc ha deciso immediatamente che la manovra era regolarissima, “perbacco, ma l’avete vista la rapidità con cui ha risollevato la sua moto? Uno così va premiato a prescindere, altro che castigato!” Chi si ritrova Marc sulle scatole ha gridato “basta, gli lasciano fare ciò che vuole, non se ne può più, fermatelo!”.
Intanto facciamo chiarezza. Al di là del “foglio” specifico distribuito a Jerez, cosa dice il regolamento FIM? Dice soltanto che “il pilota deve entrare nella corsia dei box, attraversando il punto di riferimento temporale di ingresso designato”. E quale sia questa soglia dell’ingresso designato lo ha poi specificato un post dell’organizzatore: "Marquez è entrato nella pit lane superando il Pit Lane Entry Timing Point (eccolo qui): il punto di entrata della corsia box dove è segnalato il limite di 60km/h. Non esiste una regola specifica che imponga ai piloti di entrare nella pit lane da un punto prestabilito”.
Di tutto questo Marc si è curato poco, naturalmente, lui ha deciso lì per lì con l’istinto del campione che non molla. Deve essersi detto: “sono riuscito a tenere acceso il motore prendendo in mano la frizione, il box è qui vicino, lascio passare chi arriva, attraverso la pista il prima possibile, entro, cambio la moto e via”. Quartararo avrebbe fatto lo stesso, Zarco no: per lui Marc è caduto all'ultima curva, dunque aveva già preso la decisione di non rientrare, di fatto è tornato indietro. E probabilmente lo spirito del regolamento è stato tradito davvero e si sono create condizioni di pericolo che non erano state previste e forse lo saranno in futuro. Però Simon Crafar, il capo del panel disciplinare della MotoGP, non ha il compito di aprire discussioni sulle regole, ma soltanto quello di far rispettare le norme già scritte.
Ok, ma alla fin fine di tutto questo cosa volete che importi? Ragionare sulle cose sembra essere soltanto una perdita di tempo…