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Sulla volontà di portare la MotoGP su un circuito cittadino noi restiamo diffidenti: ci pare difficile garantire anche ad Adelaide, come promesso, gli standard di sicurezza attuali. Ma chissà: magari spendendo tutti quei soldi - si parla di 96 milioni di dollari australiani di investimento, circa 60 milioni di euro - sarà anche possibile. Seguiamo gli sviluppi con attenzione e vi riportiamo le novità.
Dopo Casey Stoner, che ha espresso chiaramente la sua contrarietà al trasferimento del GP d’Australia da Phillip Island al circuito cittadino di Adelaide a metà novembre 2027, ecco Mick Doohan che, sul sito ufficiale della MotoGP, si dice entusiasta.
"Adelaide sarà un evento straordinario nel suo complesso - ha affermato il cinque volte campione del mondo - la competizione in pista sarà emozionante come sempre e i visitatori potranno arrivare in aereo, raggiungere direttamente i loro hotel e il circuito. Sono sicuro che l'evento contribuirà ad attrarre una nuova generazione di fan, rendendo al contempo il campionato più accessibile che mai”.
Intanto, subito dopo il weekend di gara di Phillip Island, registriamo la notizia che una piccola delegazione della MotoGP si è recata ad Adelaide per un aggiornamento sulla situazione: il vice CEO della MotoGP Carlos Ezpeleta e i piloti di Moto2 David Alonso e Senna Agius, che passeranno alla MotoGP il prossimo anno. Speedweek scrive che c’è stato un incontro con i rappresentanti dello stato australiano dell'Australia Meridionale per ispezionare insieme il tracciato e promuovere l’evento.
La novità più importante è che il progetto avrebbe ottenuto l'approvazione ambientale dal governo federale per proseguire i lavori. Il condizionale è d’obbligo perché, appunto, c’è una condizione: il rispetto delle misure di tutela ambientale, già definite e vincolanti. Sapete che le contestazioni sono state forti e una petizione contro il progetto ha raccolto circa 43.000 firme. Il governo statale ha ora pubblicato il rapporto con i risultati della consultazione pubblica. Durante il periodo di consultazione di tre settimane, dal 31 agosto al 20 settembre, sono state ricevute oltre 6.000 risposte al sondaggio e 1.000 dichiarazioni scritte. Il feedback pubblico si è concentrato sull’impatto ambientale e sulle aree verdi, in particolare per quanto riguarda gli alberi secolari. Il governo assicura che l’obiettivo è condiviso: si vuole ridurre al minimo gli impatti significativi sulla popolazione arborea, pur rispettando tutti i requisiti tecnici e di sicurezza necessari.
“Il progetto del circuito - è la voce ufficiale - rimane quello precedentemente pubblicato. Attualmente, all'interno dell'area del circuito sono presenti 8.895 alberi, il 95% dei quali non sarà interessato dal progetto”.
Tradotto, il 5% degli alberi saranno abbattuti: cioè oltre 400. Il governo aveva promesso di piantare dieci nuovi alberi per ogni albero abbattuto.
“L'approvazione dell'EPBC (Environmental Protection and Biodiversity Conservation) - ha dichiarato Carlos Ezpeleta - è una pietra miliare significativa per il progetto di sviluppo del circuito e infonde fiducia. Sarà un circuito sicuro, emozionante e di livello mondiale nel cuore della città, una opportunità unica per attrarre nuovi fan e realizzare un evento che diventerà parte integrante dell'identità di Adelaide”.
Sul sito australiano adelaidemotogp.com, che si definisce “guida indipendente per i fans e un rivenditore dei biglietti”, leggiamo che il circuito MotoGP proposto misurerà 4,13 km e presenterà 15 curve. Incorpora sezioni iconiche del vecchio circuito di Formula 1 di Adelaide, tra cui Stag Corner, Rundle Road, Brewery Bend e Dequetteville Terrace. Per confronto, l'attuale circuito cittadino di Adelaide misura 3,22 km e ha 14 curve. Il progetto del circuito è stato perfezionato nel 2026 a seguito di ulteriori pianificazioni e consultazioni. Il circuito rimarrà temporaneo, con barriere, recinzioni, tribune e un edificio box smontabile installati per i principali eventi motoristici.
Di fatto, un layout ufficiale ancora non c’è. A febbraio c’era stata la presentazione ufficiale con il premier Peter Malinauskas e il CEO della MotoGP Carlos Ezpeleta. Era stata mostrata una mappa dettagliata del tracciato previsto, lungo 4,195 km e con 18 curve. Nel frattempo si è letto invece che sarà di 4.130 metri e con 15 curve. Resta immutato un dato: consentirà alle moto della MotoGP di raggiungere i 340 km/h.