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I piloti come li immaginiamo: non solo veloci, ma anche schietti, competenti tecnicamente, epici, a tratti emozionanti. Stefano Bonetti, è tutto questo oltre ad essere un veterano del TT, del Classic TT e vincitore della North West 200. Non è la prima volta che lo intervisto, spesso nel suo straordinario motorhome parcheggiato sempre nel solito angolo del paddock del Tourist Trophy, e ogni volta Stefano restituisce qualcosa in più grazie alla sua esperienza e alla sua profonda conoscenza non soltanto del mondo delle road race, ma anche dello sviluppo delle moto e degli pneumatici.
In questa intervista, parte di quelle che dedicheremo ai nostri portacolori al TT 2026, Bonetti ci parla innanzitutto della sua reazione alla notizia "bomba" della MotoGP sul circuito cittadino di Adelaide per il 2027. Sia chiaro: quando si correrà ad Adelaide saranno certamente rispettati tutti gli standard di sicurezza usuali per la MotoGP, su questo non c'è alcun dubbio. Ma lo scenario è nuovo e gli interrogativi molteplici, come per esempio quelli su come verranno gestite le prestazioni delle MotoGP e quelle degli pneumatici.
Stefano ha corso anche a Macao - seppure per pochi giri... - e certamente il suo punto di vista è autorevole: sottolinea la differenza tra un tracciato cittadino e il Mountain Course. Al TT il percorso è lunghissomo, immerso nella natura, a tratti imprevedibile anche se i piloti come lui hanno mandato ogni metro da Bray Hill al Grandstand a memoria; in luoghi come Macao invece, i margini sono muri e guardrali e in contesti simili le MotoGP moderne, estremamente sensibili a grip, temperatura e condizioni del fondo, potrebbero rendere tutto molto complicato.
Archiviato il tema MotoGP, lo sguardo va al Tourist Trophy 2026. Per Bonetti l’Isola di Man resta un richiamo irresistibile: ogni anno la preparazione è complessa, tra moto da sistemare e logistica da organizzare, ma il desiderio di tornare non cambia mai. In programma ci sono la Honda Fireblade in Superstock e Superbike e un’Aprilia RS 660 nella Supertwin che quest'anno corre insieme alla appena introdotta categoria Sportbike, come del resto avvine anche nel BSB e nel Mondiale.
Anche qui, Stefano analizza lucidamente i regolamenti, dove l’introduzione delle Sportbike rappresenta una fase di transizione: al di là delle potenze in gioco e del bilanciamento delle prestazioni tra Sportbike e Supertwin, il livello medio dei piloti al TT è cresciuto molto e la sicurezza generale è sempre più elevata. Più controlli sulle moto, selezione più rigida, maggiore consapevolezza. Anche questo ha contribuito a ridurre gli incidenti gravi nelle ultime edizioni.
Ultimo appuntamento 2026 per Bonetti sarà il Classic TT, che lo vedrà in sella alla Bimota YB4 IE R. del Team Bimota Classic Parts di Paolo Girotti, un finale che rende bene l'idea della passione che mette in campo un pilota che si avvia verso le 100 partenze al TT e che in queste gare con moto Youngtimer dove "niente rotture di palle con l'elettronica" il manico e il coraggio fanno la differenza, se non sul risultato finale, quantomeno sul gusto di guida.