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04 Park (Faenza) - Quarant'anni compiuti il 23 marzo, tre titoli da vice campione del mondo di MotoGP, una carriera costruita prima in Honda poi in Ducati. Andrea Dovizioso ha parlato a Moto.it a margine della presentazione dei Talenti Azzurri FMI: la MotoGP vista da fuori, con la lucidità e la capacità di analisi che lo contraddistingue.
Ecco l'intervista, qui sotto video, di seguito trascritta, come preferite!
Dovi, hai da qualche giorno compiuto 40 anni. Quando da bambino vedevi i trentenni, i quarantenni, cosa pensavi?
"In realtà con le botte che ho dato negli ultimi anni i 40 anni li sentivo già. Non è stata una botta psicologica vedere il quattro, anche perché quest'anno, quando ho fatto la licenza... arriva già con scritto 40, anche se non li hai ancora compiuti. Quindi non è stato lo shock il 23 marzo e non ci puoi mica fare niente..."
Quarantenne che però cerca ancora di divertirsi con le moto...
"Quarantenne che ancora cerca di divertirsi il più possibile con questi mezzi che sono tosti per i vecchietti. A parte Tonino, vabbè, Tonino fa ancora le gare di livello con quell'età..."
Hai ancora 30 anni di carriera davanti...
"Lo dici perché mio babbo a 72 anni fa ancora gare tutte le settimane, ma io non ho quel talento..."
L'anno scorso hai detto in un'intervista con Zam che forse adesso Ducati avrebbe rivalutato il tuo valore dopo aver visto cosa faceva Marquez. Vedendolo in Texas, sembra evidente che abbia qualche problema fisico...
"Marc non è uno che si lamenta e non è uno che ha mai trovato scuse. Quindi la verità di come è messo e quanti problemi ha, soprattutto chi non lo tifa, non l'ha mai valutato più di tanto. Ma la sua situazione secondo me è molto più grave di quello che sembra. L'anno scorso è riuscito a vincere un campionato, sicuramente non al suo 100%, è ben lontano. E forse con la caduta in Indonesia ha incrementato ancora di più questo limite del braccio che non credo sia possibile mettere a posto. Austin è stata la conferma definitiva, in un posto dove la differenza riusciva a farla non l'ha potuto fare"
Questo apre una finestra per i piloti Aprilia?
"Ci troviamo con i due piloti Aprilia con una vera possibilità di giocarsela. Il campionato è lunghissimo, possono succedere tante cose, ma hanno una grandissima possibilità perché sono riusciti a migliorare, i piloti sono strani e Marc non è al 100%. Si apre una finestra sicuramente"
Ti aspettavi un Bezzecchi così in forma già da subito, dopo il finale dell'anno scorso?
"Ci sono tanti piloti forti che hanno degli exploit a fine stagione, a inizio stagione, a metà stagione. Riuscire a ripartire nello stesso modo è la carta vincente. Si vede dagli occhi, si vedeva alla fine dell'anno scorso e l'occhio ce l'ha uguale. Lo sta confermando perché nelle gare difficili, le lunghe, dove tutti sono messi in difficoltà, non solo nella sprint, fa tutto perfetto. È la conferma che è veramente focus per portare a casa il massimo. Questo sta facendo la differenza con Martín, che non è partito, non ha fatto un inverno come lui"
Come dobbiamo valutare le prime tre gare di Toprak, soprattutto il 15º posto in Texas come prima Yamaha contro piloti con oltre 5 anni di MotoGP?
"La Yamaha sta vivendo una situazione un po' particolare, ma come ci aspettavamo. Chi ha lavorato in progetti nuovi, con moto nuove, sa benissimo quali sono le difficoltà e per noi non è tanto una sorpresa. Toprak non sta guidando la moto perfettamente perché non si è ancora adeguato alle gomme, non sta guidando come le gomme ti chiedono di guidare. E nonostante questo se la gioca con altri piloti Yamaha vincenti e straforti. Questa è la sorpresa. Ad Austin nessuno se l'aspettava ed è riuscito a far meglio addirittura di Fabio, un talento esagerato"
Non è rischioso abituarsi alle Michelin per poi tornare alle Pirelli l'anno prossimo?
"No, assolutamente no. Quando tu sai cosa fare puoi aver fatto quello che vuoi l'anno prima, che non è un problema. L'anno in Superbike è la metà dell'anno MotoGP, non conosci tutte le piste, e comunque i piloti che ci sono in MotoGP, il format, devi fare esperienza. E farla quest'anno, dove non potrà essere competitivo, è tutto un vantaggio per il futuro"
Il percorso di Yamaha ricorda un po' il tuo 2014 con Ducati?
"Ci sono tanti aspetti simili. In Ducati quando abbiamo fatto quegli anni dove prendevamo tantissimi secondi, la MotoGP era diversa e abbiamo sviluppato la moto, ma si è creata anche la struttura dietro piano piano, che è quella struttura che ha condizionato la MotoGP oggi. Yamaha sta facendo lo stesso percorso. Quando sono arrivato in Ducati si prendevano più di 40, 50 secondi. E sto parlando solo della prima Ducati"
Qual è la tua Ducati preferita tra quelle che hai guidato?
"La moto preferita è quella che ti fa andare più forte di tutti, non è collegata a come guidi, perché non puoi godere di tutte le caratteristiche della moto se non sei veloce. L'anno dove ho goduto di più è stato il 2018 come competitività"
E Pedro Acosta, può sparigliare le carte?
"Spesso sarà davanti per giocarsi le gare, ma affinché possa giocarsi veramente il campionato secondo me KTM deve fare uno step. La KTM per me è difficile da leggere. Bastianini con la Ducati vinceva e con la KTM sta facendo benino. E Acosta, finché non lo vedrai su un'altra moto non capirai esattamente cosa può fare, anche se tutti si aspettano tanto"
Oggi sei qui con tanti giovani che sognano di diventare il Dovizioso del futuro...
"Ma anche il Cairoli, il Valentino... Mi fa molto piacere ed è una soddisfazione farcene parte. Il sogno era cercare di creare un'area per far star bene la gente, per farla divertire, e la Federazione ha creduto in questo progetto. Ci troviamo tutti i ragazzini, il presente e futuro dell'Italia, e mi fa strapiacere esserci e anche entrare in pista con loro"