MotoGP 2027. Carlos Ezpeleta sul circuito di Adelaide: “Rimuoveremo l’asfalto per stendere letti di ghiaia”

MotoGP 2027. Carlos Ezpeleta sul circuito di Adelaide: “Rimuoveremo l’asfalto per stendere letti di ghiaia”
Il progetto del circuito cittadino al posto di Phillip Island nel 2027 non rallenta: Adelaide è il posto giusto, per il direttore sportivo del mondiale. “Abbiamo simulato oltre 30 diverse configurazioni di pista nel centro di Adelaide: la sicurezza sarà garantita”. Ma davvero vale la spesa?
5 marzo 2026

Carlos Ezpeleta, direttore sportivo responsabile del mondiale, in Thailandia è stato subissato di domande: sull’abbandono di Phillip Island alla fine del 2026 e sul trasferimento al circuito cittadino di Adelaide, ma anche sul futuro della gara di Buriram come apertura di stagione. Su Speedweek leggiamo il suo pensiero. Cominciando da Buriram.

"Correremo sicuramente in Thailandia, ma non sappiamo ancora se sarà la gara di apertura, non esiste alcun accordo contrattuale in questo senso. Stiamo ancora discutendo con team e costruttori in merito alla stagione di test 2027, e anche questo deve essere tenuto in considerazione nella pianificazione del calendario".

Phillip Island. La decisione della MotoGP di abbandonare la leggendaria pista alla fine del 2026 e di passare invece a un circuito cittadino nella metropoli di Adelaide è stata accolta male dagli appassionati.

Ezpeleta ha affrontato prima le motivazioni della rinuncia.

I dibattiti con Phillip Island vanno avanti da anni. Da appassionato conosco la spettacolare conformazione del circuito, ma non è un segreto che organizzare una gara lì sia sempre una sfida enorme. In realtà, spesso abbiamo problemi a organizzare l’evento. Che si tratti del meteo, della presenza di animali o dell'usura degli pneumatici, teniamo regolarmente riunioni non programmate con i piloti per discutere se possiamo anche solo correre. Rispettiamo pienamente tutte le opinioni e i punti di vista dei tifosi, ma questa è la realtà".

Adelaide, un piano molto ambizioso

Poi è passato alle argomentazioni a favore della nuova sede, Adelaide: "Abbiamo valutato altre opzioni in Australia. Anche il circuito 'The Bend' abbiamo esaminato attentamente, ma alla fine siamo giunti alla conclusione che, per quanto sia bello, il tracciato non è il posto giusto per la MotoGP e per un grande evento pubblico".

"Abbiamo poi condotto studi sullo storico circuito di F1 nel centro di Adelaide, un piano molto ambizioso, lo ammetto: fatto fin dall'inizio insieme alla FIM, perché naturalmente la sicurezza continuerà a essere la nostra massima priorità. Non ci sono compromessi. Solo dopo aver simulato oltre 30 diverse configurazioni di pista siamo giunti alla conclusione che una gara di MotoGP ad Adelaide potrebbe soddisfare gli standard moderni".

Il figlio del CEO Carmelo Ezpeleta ha illustrato le misure necessarie.

"Innanzitutto, l'Adelaide Park offre uno spazio unico e tutte le risorse necessarie per costruire una pista sicura e di alta qualità. La sfida più grande sarà la realizzazione di letti di ghiaia al posto dell'asfalto. Tuttavia, le strutture consentiranno di farlo in loco, così come la rimozione dell'asfalto. Inoltre, stiamo ricevendo un enorme supporto dal promotore, HSBC; si sono impegnati in modo straordinario fin dall'inizio".

Carlos Ezpeleta non vede, con Adelaide, il rischio di un radicale distacco dai circuiti storici della MotoGP.

“No di certo: per la prima volta stiamo creando un'eccezione, a differenza della Formula 1 dove i circuiti cittadini hanno sempre fatto parte del calendario. Il nostro obiettivo principale è rendere la MotoGP accessibile a molte persone e qui stiamo parlando di una regione con dieci milioni di persone. Per lo stesso motivo torneremo in Argentina il prossimo anno: in un circuito permanente, ma nella metropoli di Buenos Aires, che ha una grande storia nel motorsport”.

Carlos Ezpeleta ha concluso il suo intervento in favore del Gran Premio d'Australia del 2027 ad Adelaide con un riferimento alla data. Non è escluso che si terrà lì la prova finale di stagione a fine novembre. L'evento a Valencia è confermato, ma anche lì non esistono obblighi contrattuali per ospitarlo come finale.

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