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Carlo Pernat combatte con l'enfisema e la strada, dice lui, è quella giusta: "Sono io quello che picchia, eh!". Intanto ha prenotato l'hotel per il suo ritorno ai GP, a quello del Mugello. Lì riceverà l'abbraccio di tutti gli appassionati. Pernat è mancato dai GP per tutto il 2025, a causa delle condizioni di salute precarie.
Ma dalla sua Genova, da piazza Alimonda, Pernat continua a seguire tutto e quindi gli abbiamo fatto una domanda semplice: "Carlo, ma quest'arrivo dei circuiti cittadini? E quest'addio a Phillip Island?". E lui ovviamente ha risposto.
Ciao Carlo, come stai?
"René, combatto. Sai che io sono di quelli che picchia, eh? I pugni li do io. È chiaro che il respiro è quello che è, devo gestire questo enfisema, gestirlo. Non è peggiorato. Questa è già una bella cosa. Guarire non guarisce, però sto facendo un sacco di cure. L'ossigeno ne prendo ormai quasi niente, per cui sono sulla strada buona. Ci vorrà ancora un mesetto o due. Ho prenotato l'hotel per il GP del Mugello, ti dico la verità, quello solito grande e bello. Calandri (Massimo, giornalista di Repubblica e co-autore del libro "Belin che paddock", ndr) mi porta giù perché viene anche lui. Mi sono già organizzato"
Cosa pensi di quello che sta diventando la MotoGP?
"Ormai è show, bisogna mettersi in testa che la MotoGP è uno show, non è più uno sport. Vedi le mosse dei circuiti cittadini. Sono sempre stato contrario ai circuiti cittadini, soprattutto per la sicurezza dei piloti. Adelaide ha già fatto la Formula 1, quindi il circuito è quello lì. Io nei panni dei piloti vorrei garanzie al 300%. Lì con le linee bianche, con tutto quello che vuoi, bisogna vedere le vie di fuga. Fino ad oggi la MotoGP ha vissuto solo nei circuiti. Da quando è nata. Gli ultimi vent'anni, da quando ci sono io, solo circuiti veri. Io sono contrario ai circuiti cittadini, ma non perché sono contrario alle novità. Il mondo si evolve, le novità ci sono e ci devono essere. Però ragazzi, qui comincia una nuova era"
Cosa dovrebbero fare i piloti secondo te?
"Suggerisco ai piloti di creare un'associazione con una persona che curi i loro interessi. Ci mettano cinquemila euro a testa: venti piloti del motomondiale fanno centomila euro, pagano un professionista. Se stessi bene lo farei io. Ne parlavo già uno o due anni fa, perché ci vuole qualcuno così — sono troppo frastagliati. Deve essere uno che non ci sia a tutte le gare, ma che perlomeno ne faccia metà. Qualcuno che abbia le conoscenze e il carisma per imporre certe cose. Questa è la prima mossa che farei se fossi un pilota"
Si era parlato di Livio Suppo per questo ruolo...
"Sì, ne avevamo parlato. Suppo sta bene, io non sto bene. Chiaro. Deve essere qualcuno che quando parla lo ascoltino davvero, non che si mettano sull'attenti e basta, uno che ha carisma"
E sulla FIM?
"Mi auguro che la FIM abbia veramente la forza di essere libera. Io mi auguro che la FIM diventi forte, vera, torni a essere la vera FIM. Sono due cose importantissime: prima, i piloti si mettano in condizioni di difendersi, non attaccare, difendersi. Secondo, la FIM torni a essere la FIM"
Il futuro del mondiale?
"Hai visto che nei consigli ci sono tutti americani? Tutti quanti. Il '26 è la coda finale delle 1000, poi si passa alle 850 cc e si passa a un mondo tutto diverso. Penso che studieranno qualcosa anche per Moto3 e Moto2, qualcosa verrà fuori, me lo sento. È impossibile che rimangano così"
E Phillip Island?
"È un peccato che fra tutte le piste che potevano togliere tolgano quella più spettacolare del mondo. È un insulto allo sport. Il circuito tecnico più bello di tutto il mondo, dove abbiamo visto delle gare spaventosamente belle. Lì si vede il vero campione. Come si fa a levare Philip Island? Perché deve diventare uno show. A qualcuno piacciono più due parate cittadine con i piloti in centro che il circuito tecnico dove ti diverti. Diventerà uno sport rituale televisivo"
Te lo aspettavi?
"Non è che non ce lo aspettavamo. Quando vai in mano agli showman americani, cosa vuoi fare? Ezpeleta dal '92 ha fatto delle cose meravigliose: da lì è nato un motomondiale che è diventato bellissimo. Adesso come la società cambia nello show, cambia anche qua. Dal 2027 penso che Ezpeleta padre non ci sarà più nel board, ci sarà il figlio. E le cose cambieranno definitivamente"