MotoGP 2026. Test di Jerez. Gino Borsoi difende Yamaha: "Siamo a 1.5 secondi da chi si gioca il mondiale, gran lavoro. Toprak Razgatlioglu? Deve migliorare diverse cose per essere un pilota da MotoGP"

MotoGP 2026. Test di Jerez. Gino Borsoi difende Yamaha: "Siamo a 1.5 secondi da chi si gioca il mondiale, gran lavoro. Toprak Razgatlioglu? Deve migliorare diverse cose per essere un pilota da MotoGP"
Il team manager Pramac: "Le altre Case hanno un V4 completo da diversi anni: loro cercano il dettaglio, noi siamo un cantiere aperto". Ancora sul turco: "Il suo problema principale è capire le gomme"
29 aprile 2026

JerezGino Borsoi, team manager Pramac Yamaha, ha difeso il lavoro della Casa di Iwata dopo il GP di Jerez e il test successivo. Una moto nuova, un cantiere aperto, tempi diversi da quelli dei rivali con anni di V4 alle spalle: questa la chiave di lettura del tecnico friulano per spiegare le difficoltà di Razgatlioglu e Miller, ma anche di Quartararo e Rins.

È possibile dire che Yamaha sta facendo sviluppo più con la testa alla moto 850 cc che alla 1000?

"È possibile dir tutto, a dire la verità, però credo che Yamaha stia lavorando forte per quanto riguarda la moto di quest'anno, ovviamente tenendo sempre presente che quella del prossimo anno sarà non molto distante da quella che abbiamo adesso. Alla fine è la base del progetto del 2027 e non si discosterà di molto, da quello che so. Quindi per noi è importantissimo che questa moto inizi a funzionare per essere poi pronti nel 2027"

Ti aspettavi che sarebbe stato così difficile questo inizio anno?

"Difficile, lo è sempre. Ma perché così difficile? Non capisco perché la gente pensi che in questo momento Yamaha non stia facendo un gran lavoro. Onestamente per me è meglio di quanto immaginassi, perché questa è una moto completamente nuova e le altre Case hanno un V4 e una moto completa da diversi anni, e stanno cercando il dettaglio. Invece noi siamo un cantiere aperto"

In che senso cantiere aperto?

"Ogni volta che andiamo in pista scopriamo delle cose, capiamo che abbiamo sbagliato, rientriamo in pista, capiamo che abbiamo sbagliato. Il più delle volte capisci che sbagli perché ogni volta che capisci che sbagli avanzi. Non si può pretendere che questa moto già sia al livello delle altre V4 quando loro stanno mettendo a posto i dettagli e noi stiamo cercando di far funzionare un progetto. Sono due filosofie e due livelli completamente differenti. Se consideri che siamo a un secondo, un secondo e mezzo da quelli che si sono sempre giocati il mondiale, a me sembra un gran lavoro"

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I tuoi piloti però non sembrano particolarmente soddisfatti...

"Il pilota viene alle gare perché vuol far bene. Toprak è venuto qui perché vuol dimostrare di essere veloce, in questo momento non ci riesce per diversi motivi: uno perché gli manca un po' di esperienza, due perché in questo momento la moto non glielo può permettere. Ha vinto tre mondiali, ovviamente non accetterà mai di stare dietro. Lo capisco, ed è anche molto bravo, devo dire, perché probabilmente qualcun altro si sarebbe innervosito molto prima, avrebbe iniziato a battere i pugni sul muretto molto prima"

E Jack Miller?

"Jack vuole dimostrare che continua a essere competitivo e in questo momento non riusciamo a dargli le armi necessarie, come per Toprak, per essere competitivo. È un progetto che nasce, ma che ci vuole del tempo. Il pilota ha bisogno di una cosa e Yamaha ne ha bisogno di un'altra, dobbiamo rimanere con i nervi saldi. Noi possiamo farlo, un pilota che vuole risultati capisco che è molte volte difficile"

Toprak a che punto è come pilota MotoGP?

"Deve migliorare ancora diverse cose per essere veramente un pilota MotoGP, non perché non ce l'abbia, ma perché gli manca l'esperienza. Il problema principale in questo momento per lui è capire le gomme. Sta avendo molti problemi con l'anteriore nel fermare la moto. Capisce che non riesce a frenare come vuole. È più la moto che guida lui che lui che guida la moto"

Però a Jerez alla fine ha mostrato qualcosa di diverso...

"In America, e anche nell'ultima parte della gara qui a Jerez, era lui che guidava la moto e guidava più forte alla fine che all'inizio. Questo ci ha aperto una finestra di discussione. Stiamo studiando il motivo per il quale riesce ad andare più forte alla fine che all'inizio con le gomme nuove. È assurdo, ma è un punto di partenza che ci può aiutare"

Il freno motore è un problema reale per Toprak o è lui che non riesce a usarlo?

"Se fossi in grado di darti questa risposta avremmo già risolto il problema. Non riusciamo ancora a capirlo del tutto. Di sicuro il freno motore non è ancora a posto per il suo stile di guida, ma lui in certe condizioni non riesce, per com'è la moto, a portarlo in una posizione dove il freno motore potrebbe frenare meglio. La MotoGP è molto complessa: in Superbike c'erano un paio di cose che potevi fare in quanto a elettronica e setup, qui ne hai mille. Quando ne hai mille è facile perdere la strada, è difficile metterla a posto. Ci serve tempo, da tutte e due le parti"