Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Facciamo chiarezza e vediamo di comprendere cosa ha portato alla decisione di cancellare il tracciato di Phillip Island dal calendario della MotoGP (dal 2027) e della Superbike (dal 2028) a favore del circuito stradale di Adelaide.
La trattativa con lo stato di Victoria fallisce
Tutto è nato dalle trattative tra MotoGP Sports Entertainment Group (ex Dorna) e lo Stato di Victoria (del quale fa parte Phillip Island) per il rinnovo del contratto relativo alla MotoGP. Preso atto che nessuno dei lavori di ampliamento richiesti nel corso degli anni era stato svolto, e valutata inoltre l’estrema difficoltà per il circus del motomondiale nel trovare strutture logistiche adeguate sull’isola (e a prezzi….umani) il promoter spagnolo aveva suggerito l’Albert Park, sede del Gran Premio d'Australia di F1, che si trova in un sobborgo interno di Melbourne e quindi sempre nello stato di Victoria. Il governo dello Stato australiano ha però respinto la proposta, confermando la propria volontà di rinnovare Phillip Island, che ha ospitato il Gran Premio motociclistico d'Australia dal 1997, ed impegnandosi a stanziare fondi per i lavori di ammodernamento.
Soluzione tardiva e fuori tempo massimo visto che si parlava del 2027.
Interviene lo Stato del South Australia
Proprio mentre qualcuno ipotizzava che sarebbe stato scelto il Bend Motorsport Park (autodromo stabile, a circa 100 km da Adelaide) a sbloccare la situazione ci ha pensato il governo del South Australia, Il premier Peter Malinauskas ha proposto una versione rivista del circuito di Adelaide Parklands ed ha dichiarato che "verranno apportate importanti modifiche alla pista, in modo da soddisfare i rigorosi standard di sicurezza della Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM)".
Una volta approvata la proposta del South Australia la stampa australiana è stata unanime nell’affermare come si trattasse non solo di un cambio di sede, ma di una vera e propria rivoluzione, trattandosi della prima gara cittadina di MotoGP inserita in calendario. Una mossa audace ad alto rischio, progettata per trasformare l'evento in uno spettacolo cittadino.
L’annuncio ufficiale
Il 19 febbraio scorso ecco l’annuncio ufficiale da parte di MotoGP Sports Entertainment Group: dal 2027 il Gran Premio d’Australia si svolgerà su un circuito nel centro della città di Adelaide.
Un accordo di sei anni che inizierà dalla prossima stagione e vedrà la MotoGP correre sull’Adelaide Street Circuit fino al 2032 incluso. Il layout del circuito è stato svelato ad Adelaide alla presenza del direttore sportivo della MotoGP, Carlos Ezpeleta, e di Peter Malinauskas premier dell’Australia del Sud. Le gare si svolgeranno nel mese di novembre su un tracciato che misurerà circa 4.195 metri di lunghezza e sarà caratterizzato da 18 curve. La pista seguirà la falsariga dell’Adelaide Street Circuit che ha ospitato la Formula 1 per undici anni (1985- 1995) ma con gli accorgimenti necessari per assicurare la sicurezza dei piloti, che resta la principale priorità.
Una sicurezza senza compromessi, promette Carlos Ezpeleta, figlio e successore di Carmelo.
Di stampo ovviamente più “politico” le dichiarazioni di Malinauskas che definisce l'evento MotoGP come ultimo grande successo del governo laburista, con importanti coinvolgimenti dell’attività economica e di sostegno all'occupazione.
Riassumendo:
Lo Stato di Victoria ha dormito sugli allori per anni e di conseguenza Phillip Island (autodromo e isola) non era più in grado di ospitare la MotoGP.
Il Governo del South Australia e MotoGP Sports Entertainment Group intendono aprire una nuova era per i mondiali motociclistici, portando le gare a ridosso o dentro le grandi città con tutti i benefici che ne deriveranno a livello economico e di visibilità.
Entrambi promettono la massima sicurezza e gli investimenti necessari per garantirla.
Cosa succederà.
Il tracciato è già stato presentato, ma dovrà essere rivisto in sede di realizzazione e dovrà fare i conti con la vecchia pista e gli spazi sfruttabili. Dimentichiamoci i vecchi circuiti stradali con marciapiedi, muretti e alberi. Qui siamo in un vasto parco con la possibilità di preparare una pista tutta nuova. Una specie di quello che noi italiani sogniamo per lo storico circuito di Monza, che potrebbe essere ridisegnato, ma siamo in Italia e non in Australia ed il nostro sogno resterà tale.
Tornando ad Adelaide siamo nelle mani della ex Dorna e dello Stato del South Australia, visto che sono loro che conducono le danze e che nessuno, ad iniziare dalla FIM per proseguire con un fantomatico Comitato Piloti, potrà controllare che mantengano le promesse
Per quanto riguarda le gomme abbiamo sentito Pirelli che ci ha assicurato che come sempre lo loro coperture si adatteranno al meglio al manto stradale della città australiana. Così come ora le mescole si differenziano a seconda del tipo di asfalto (in base a quanto sia scivoloso o abrasivo) ed al layout della pista, altrettanto succederà per le coperture che l’azienda italiana preparerà per l’appuntamento in Oceania del novembre 2027.
E la SBK?
Fermo restando che Liberty Media non ha ancora chiarito cosa voglia fare della Superbike, contrariamente a quanto da più parti annunciato dopo il 2027 (alla scadenza del contratto tra SBK e lo stato di Victoria) anche le derivate correranno sulla rinnovata pista di Adelaide, potendo una volta tanto (a Buriram e Mandalika è successo il contrario) sfruttare l’esperienza maturata dalla MotoGP.