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E’ stato un round all’insegna della Ducati e di Nicolò Bulega, al cui confronto tutti i suoi avversari hanno mostrato i propri limiti e i propri (più o meno gravi) problemi.
La rossa di Borgo Panigale non ha avversari in grado di avvicinarla e l’ordine di arrivo di Gara2 non lascia dubbi: sei Panigale V4 ai primi sei posti. Non è questa la sede per discutere dei regolamenti, ma è chiaro che le limitazioni imposte alla Ducati sono state del tutto ininfluenti.
Se Toprak Razgatlioglu fosse ancora in Superbike parlerebbe di Ducati Cup, ma il fenomeno turco è in MotoGP e manca tanto non solo a noi ma anche allo stesso Bulega, che rimpiange i loro fantastici duelli.
Senza Toprak la BMW è naufragata nonostante i suoi due piloti si chiamino Miguel Oliveira e Danilo Petrucci. La M1000RR è ancora quella fatta su misura per Razgatlioglu e sta molto stretta (o larga) ai due ex MotoGP.
Senza la concorrenza della BMW la Ducati non ha praticamente rivali, visto che la bimota quest’anno può contare sui dati raccolti nella passata stagione, ma di fatto non è migliorata se non con una blanda iniezione di cavalli, mentre è meglio sorvolare sulle prestazioni della vetusta Yamaha R1 e sull’eterna incompiuta Honda Fireblade, che a quanto pare nemmeno Jonathan Rea riesce a guarire dal suo male oscuro.
Tutto questo senza nulla togliere al grande talento di Bulega che merita tutti i punti che ha conquistato.
Nonostante il meteo alquanto incerto, il freddo della domenica e l’indiscusso dominio rosso, con gare che avevano un vincitore già prima che si spegnesse il semaforo, ad Assen sono arrivati in oltre 57.000, come a confermare il grande pubblico del precedente round di Portimao. Questione di passione e di cultura motociclistica. Bello vedere l’affollata tribuna che si alzava in piedi ad applaudire tutti i piloti di qualsiasi categoria. Nessun fischio, non siamo in MotoGP.
Ecco i nostri voti ai protagonisti del week end del TT Circuit:
Siamo tornati ai tempi di Jonathan Rea o di Toprak Razgatlioglu, quando a fare notizia non erano più le loro vittorie, ma i record che avevano raggiunto. Se metti un campione sulla moto più forte gli avversari spariscono, anche se hanno la sua stessa moto. E’ lui a fare la differenza e ad essere in un momento particolarmente felice.
Il team Aruba ha vinto la sua scommessa. Lo spagnolo è stato bravo ed ha impiegato soltanto due round per avvicinarsi al proprio compagno di squadra, ma ora è davanti ad una scelta: accontentarsi della seconda posizione in gara ed in campionato o gettare il cuore oltre l’ostacolo?
Ad Assen abbiamo visto il terzo gemello Lowes. Quello che va forte e non commette errori, tanto che riesce ad avvicinarsi alle Ducati ufficiali. E’ la terza forza del campionato ma bisognerà vedere se alla sua innata velocità riuscirà finalmente ad abbinare della costanza.
Nonostante ora sia su una Panigale privata (anche se di lusso) lo spagnolo è tornato quello dello scorso anno, nel bene e nel male. Il bicchiere mezzo pieno è che è sempre stato in lotta per il podio, quello mezzo vuoto è che sul podio non ci è salito ed ha perso il confronto con Sam Lowes.
Un week end in crescendo per il giovane talento di Barni, a causa di una brutta Superpole che lo costringe a rimontare dall’undicesimo posto in gara1 al quinto in Gara2. Non commette errori e questo è molto importante.
Alti e bassi per il pilota del Team GoEleven, che resta a metà classifica sino a Gara2 quando riprende ossigeno con un bel sesto posto. Cercasi costanza di rendimento.
Qualcuno lo avvisi che sta guidando una R1. Lo spagnolo fa miracoli e dopo il quinto posto ottenuto in Superpole in gara lotta sempre per le posizioni alte della classifica. Pur essendo al debutto con la problematica Yamaha contende la posizione di leader al veterano Locatelli. Lo vedrei proprio bene su una bimota...
Sembrano proprio lontani i tempi nei quali Assen per lui voleva dire podio, o addirittura vittoria. Il Loka di quest’anno in Olanda si arrabatta tra la top five e la top ten, ma non è colpa sua.
Nessuno si aspettava che la M1000RR fosse così indietro rispetto alle concorrenti. La M1000RR sembra ancora fatta per Toprak, ma il turco non c’è più e chi lo sostituisce deve modificarla quasi completamente. Come se non bastasse in Gara1 fa un gran casino. Speriamo che il kartodromo di Balaton possa ridargli il sorriso.
Il sole di Portimao è un lontano ricordo e ad Assen il portoghese ha trovato freddo e pioggia in tutti i sensi. La storica pista olandese ha messo a nudo tutti i problemi della moto tedesca e Miguel ha fatto fatica a restare a galla e a chiudere in top ten.
Porta stabilmente la KB998 in top five e manca l’obiettivo solo in Gara2. Un week end faticoso nel quale però Alex porta sempre a casa la pagnotta. E non sbaglia nulla.
Quando sei diciassettesimo in Superpole ti condanni ad un round tutto in salita. Non è mai riuscito ad entrare in top ten. Prestazioni che lasciano perplessi.
Peccato per la caduta in Gara2 che ha gettato un’ombra su di un fine settimana davvero positivo per lo scozzese. E non ha mai piovuto sul serio…..
Mi aspettavo qualcosa di più dal giovane del Team Motocorsa che torna da Assen con un solo punticino in tasca. Forse la pista olandese non è tra le sue preferite, o forse ha solo bisogno di più tempo per sfruttare il potenziale della sua Panigale.
Nei suoi occhi si leggeva tutta la delusione per una moto (ed una squadra) davvero poco competitiva. Se il Team seguirà i suoi consigli potremo vedere dei miglioramenti e in caso contrario non credo che Jonny farà il tester di lusso ancora per molto tempo. Speriamo Chantra e Dixon siano in grado di correre a Balaton per evitargli il mal di fegato.