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I monopattini elettrici che sfrecciano sulle strade italiane restano privi di targa e copertura assicurativa obbligatoria.
Per ripercorrere gli ultimi passaggi: tutto inizia con la riforma del Codice della strada di dicembre 2024, che introduce l'obbligo di targa e assicurazione per i monopattini, equiparandoli parzialmente a veicoli leggeri. Segue il decreto ministeriale del Mit, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre 2025, che definisce procedure, prezzi e piattaforma online via PagoPa. Ma i termini per l'attivazione della piattaforma sono scaduti inutilmente, lasciando migliaia di utenti in limbo.
Dopo il sì del Garante della Privacy, e la "promessa" dell'entrata in vigore della legge entro la primavera, le notizie divulgate proprio da Assoutenti nei giorni scorsi confermano lo slittamento: almeno un mese di attesa, più 60 giorni di grazia per adeguarsi. Intanto, incidenti e multe continuano, con appelli da Confindustria e Anci per accelerare. Annunciate con entusiasmo come svolta green, queste norme slittano per inerzia burocratica, creando incertezza per utenti e mercato.
Il decreto ministeriale del Mit, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre 2025, doveva rivoluzionare la regolamentazione dei monopattini elettrici. Il provvedimento disciplina le modalità di emissione, richiesta e rilascio dei contrassegni identificativi – ovvero le targhe – e fissa il prezzo di vendita di questi adesivi. Inoltre, stabilisce che dopo il pagamento via PagoPa, i proprietari debbano accedere a una piattaforma online dedicata per ottenere la targa.
Peccato che questa piattaforma non sia ancora operativa, nonostante i termini scaduti previsti dal decreto stesso. Assoutenti, l'associazione dei consumatori, ricostruisce fedelmente la cronaca dei ritardi: "Lo stesso provvedimento stabilisce che, dopo aver effettuato il pagamento previsto attraverso il sistema PagoPa, per il rilascio della targa il proprietario del monopattino elettrico debba accedere ad una apposita piattaforma telematica, piattaforma che tuttavia non è diventata ancora operativa".
Questi intoppi tecnici paralizzano l'intero iter. Senza piattaforma, non si emettono targhe, e di conseguenza non scatta l'obbligo assicurativo. L'associazione stima un differimento di almeno un mese, con ulteriori 60 giorni di tolleranza concessi dal decreto una volta che il sistema telematico partirà.
L'incertezza normativa e la scarsa sicurezza dei monopattini elettrici, almeno per come sono utilizzati oggi, sta flagellando il settore in Italia. Il nuovo Codice della strada, privo di procedure chiare e eque per targa e assicurazione, ha generato un clima di confusione che ha fatto precipitare il mercato. Sia lo sharing – i servizi di noleggio condiviso – sia la commercializzazione di monopattini privati registrano cali drammatici, con una perdita di valore del parco circolante esistente. Sono sempre di più infatti, le città che fanno retromarcia sul servizio di monopattini in sharing.
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, non risparmia critiche: "Il nuovo Codice della strada, deficitario di procedure certe ed eque per l'adempimento normativo su targa e assicurazione, ha prodotto un clima di incertezza che ha fatto crollare il mercato nazionale sia dello sharing sia della commercializzazione dei monopattini, con una perdita di valore del parco mezzi".
Questo stallo arriva in un momento delicato per la micromobilità elettrica, promossa come soluzione green per decongestione urbana e riduzione delle emissioni.
Assoutenti guarda al futuro con preoccupazione, ma anche con proposte concrete. Melluso lancia un monito contro possibili derive post-riforma: "Auspichiamo che dopo l'entrata in vigore dell'obbligo assicurativo per i monopattini non si ripeta la speculazione e la discriminazione territoriale, e che i premi assicurativi siano uguali in tutta Italia, anche perché tali mezzi rappresentano una storia nuova, e nulla giustificherebbe rischi diversi per regioni o province diverse".
L'associazione sottolinea che i monopattini non sono veicoli tradizionali: la loro natura leggera e urbana non giustifica differenziazioni regionali nei premi, come accade per auto o moto. Una tariffa unica nazionale eviterebbe disparità e speculazioni, favorendo un mercato sano.
Nel frattempo, il Mit tace. Nessun aggiornamento ufficiale sulla piattaforma, che resta il collo di bottiglia. Esperti del settore micromobilità prevedono che, una volta attiva, l'adozione delle targhe potrebbe accelerare grazie a procedure digitali semplici, ma il danno immediato al settore è già fatto.
Fonte: ANSA