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Niente da fare per Lime. Il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla società, confermando di fatto la validità della sanzione comminata dal Comune: lo stop forzato del servizio per 30 giorni.
La vicenda si è tinta di giallo proprio nelle ore immediatamente precedenti la pronuncia dei giudici. Nella tarda serata di mercoledì 11 febbraio, infatti, il Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti aveva inviato una comunicazione ufficiale a Lime. Nella nota, il Comune annunciava la sospensione del provvedimento sanzionatorio "finché non sarà terminato l'iter giudiziario presso il Tar del Lazio".
Una mossa cautelativa da parte dell'amministrazione, tesa probabilmente a evitare contenziosi ulteriori in caso di accoglimento della richiesta dell'azienda. Il congelamento temporaneo del divieto sembrava poter garantire una tregua, permettendo ai mezzi verde-bianchi di restare in strada ancora per qualche tempo.
La decisione del Tribunale Amministrativo, arrivata poco dopo, ha però ribaltato nuovamente lo scenario. Respingenodo il ricorso, i giudici hanno stabilito che le ragioni del Comune, legate al mancato rispetto della distribuzione dei mezzi tra centro e periferia, sono fondate e che la sanzione non deve essere annullata.
Con la chiusura di questa fase dell'iter giudiziario (la richiesta di sospensiva cautelare), viene meno anche il congelamento tecnico disposto dal Dipartimento e il provvedimento di stop diventa esecutivo. Per gli utenti romani questo significa che l'app di Lime cesserà di funzionare per il noleggio dei veicoli sul suolo capitolino per la durata prevista di un mese, lasciando il campo agli altri operatori autorizzati.