L’enduro è uno sport green! I dati della 6Days 2025 smentiscono i pregiudizi

L’enduro è uno sport green! I dati della 6Days 2025 smentiscono i pregiudizi
Pubblicato il report di sostenibilità della Sei Giorni di Bergamo: emissioni di CO venti volte inferiori ai limiti di legge, 90% di rifiuti riciclati e spreco alimentare abbattuto. L’evento bergamasco diventa il nuovo benchmark per il fuoristrada sostenibile
12 febbraio 2026

Può una competizione motoristica di massa convivere con la tutela dell'ambiente? La risposta arriva dai numeri ufficiali della 99esima edizione della FIM Enduro Six Days (ISDE), svoltasi a Bergamo. Il report conclusivo, curato dalla Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada della FMI, certifica che l'enduro, se gestito con criteri scientifici e protocolli rigorosi, ha un impatto ambientale non solo contenuto, ma ampiamente entro i parametri normativi.
I dati raccolti non sono semplici stime, ma il risultato di un monitoraggio capillare effettuato tramite centraline posizionate nel paddock e lungo le prove speciali, per misurare costantemente la qualità dell'aria e l'impatto acustico.

Il dato più sorprendente riguarda le emissioni. A fronte di un limite di legge per il monossido di carbonio fissato a 10 mg/m³, le rilevazioni medie durante l'evento si sono attestate intorno allo 0,5 mg/m³, un valore 20 volte inferiore alla soglia di guardia. Anche per quanto riguarda NO₂ e PM10, i livelli sono rimasti costantemente al di sotto dei limiti giornalieri, dimostrando che il passaggio dei 600 piloti non altera la salubrità dell'aria nei territori ospitanti.
Sul fronte acustico, la gestione è stata altrettanto meticolosa e il rumore è rimasto rigorosamente entro le soglie previste, garantendo il rispetto della quiete locale e della fauna selvatica.

La 6Days 2025 ha brillato anche nella gestione delle risorse e dei rifiuti, trasformando l'evento in un laboratorio di economia circolare, sono stati gestiti circa 760 chili di rifiuti, di cui oltre il 90% è stato avviato al riciclo o al recupero energetico.
Lo smaltimento dei rifiuti speciali è stato tracciato con precisione, garantendo zero sversamenti nel terreno grazie all'obbligo di utilizzo dei tappetini ambientali per ogni pilota.
L'Hospitality FMI ha adottato una politica drastica contro lo spreco alimentare, riducendolo dell'85%. I pasti in eccesso sono stati donati quotidianamente ad associazioni no-profit del territorio, trasformando un potenziale scarto in una risorsa sociale.

Il successo della Six Days di Bergamo non risiede solo nei risultati sportivi, ma nella capacità di aver creato un modello replicabile e misurabile. La trasparenza dei KPI (indicatori chiave di prestazione) e l'analisi della carbon footprint dimostrano che il fuoristrada può essere un volano economico per le valli senza comprometterne l'ecosistema.
Come sottolineato dalla Federazione, questi risultati sono la base per dialogare con le amministrazioni locali e smentire, dati alla mano, la narrazione di un enduro predatorio.

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