Monopattini, anche Torino potrebbe bloccare lo sharing

Monopattini, anche Torino potrebbe bloccare lo sharing
L'Unione Ciechi chiede al Comune di replicare la scelta di Firenze
11 febbraio 2026

Il parcheggio selvaggio dei monopattini oltre che un problema di decoro urbano e sicurezza stradale, rappresenta un pericolo costante per le categorie più fragili, come nel caso dei non vedenti.

Come segnala sulle sue pagine La Stampa, l'Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di Torino ha chiesto al Comune di emulare quanto fatto dall'amministrazione fiorentina: dal prossimo aprile, infatti, nel capoluogo toscano il servizio di monopattini elettrici in sharing sarà sospeso, così come deciso dalla giunta di Palazzo Vecchio.

Alla base della richiesta dell'Uici, che ha avviato una petizione popolare indirizzata al Consiglio comunale per chiedere la sospensione del servizio in tutta la città, è la constatazione che i monopattini rappresentano un ostacolo continuo, dal momento che vengono abbandonati sui marciapiedi, sulle strisce pedonali, davanti ai portoni.

Questo, come sottolinea Giovanni Laiolo, ex presidente e oggi consigliere dell’Uici Torino «Per le persone con disabilità visive rappresenta un intralcio e un pericolo: in tanti sono caduti e si sono fatti male». 

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A Torino sono quattro gli operatori che gestiscono il servizio di monopattini in condivisione libera e l’amministrazione comunale è già intervenuta per contenere il fenomeno della sosta irregolare: lo scorso anno, realizzando oltre duecento stalli dedicati su tutto il territorio cittadino, mentre la polizia locale ha intensificato i controlli, elevando nel 2025 ben 12.730 sanzioni ai danni dei conducenti di monopattini, più del triplo rispetto alle 4.097 dell’anno precedente; di queste, 8.318 hanno riguardato la sosta irregolare, e fronte delle 2.592 del 2024.

L’Uici Torino, che come si legge nel testo della petizione, «dialoga da sempre con l’amministrazione comunale sulla gestione del servizio, ma molti utenti non rispettano le regole del Codice della strada, con il risultato è che le soluzioni adottate finora non hanno dato gli esiti sperati», si pone l'obiettivo di raggiungere in pochi giorni la soglia delle trecento firme valide, numero che consentirebbe di presentare ufficialmente la richiesta a Palazzo Civico.

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