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Come in una partita, dopo l'ammonizione e proseguendo con il gioco falloso, arriva il cartellino rosso: il Campidoglio ha perso la pazienza con uno dei tre gestori del servizio di monopattini in sharing nella Capitale ed ha sospeso i mezzi bianchi e verdi di Lime per un mese.
Da giovedì 12 febbraio e fino al 13 marzo, quindi, a Roma mancherà un terzo dei monopattini a disposizione di residenti e turisti desiderosi di muoversi in modalità alternativa per le vie del centro, lasciando il mercato nelle mani delle altre due concesisonarie del servizio, la Dott e Bird.
Si tratta di un ultimo (?) atto di una vicenda che in realtà dura da diversi mesi: infatti, nella lettera di sospensione inviata a Lime dal Campidoglio a metà gennaio erano espressamente riportate le ripetute mancanze di rispetto “delle soglie di densità areale dei mezzi (monopattini) riferito ai mesi di novembre 2023, gennaio e febbraio 2024”; inoltre, a maggio 2024 era già stata disposta la sospensione del servizio di monopattini in sharing per sette giorni, dal 1° al 7 giugno 2024.
Insomma, un rapporto non proprio idilliaco tra l'amministrazione capitolina e la società di gestione, cui vengono rimproverati, tra l'altro, il mancato rispetto del numero dei veicoli disponibili nei quartieri periferici e quello della distanza minima delle postazioni di sosta dei propri veicoli e nei confronti degli altri operatori.
Ricordiamo che il sistema prevede che per ogni violazione delle clausole del contratto scatti un algoritmo che calcola le penali a carico delle società: quando superano di due volte e mezzo il canone, allora subentrano sanzioni accessorie che incidono direttamente sulle licenze, per la prima volta, come nel 2024, con divieto di noleggio per una settimana, che come stavolta diventano trenta giorni consecutivi nel caso di secondo sforamento, cui si abbina la rimozione dei veicoli dalle strade.
La sanzione contro Lime è scattata in differita: infatti, sarebbe dovuta avvenire a novembre scorso ma, come riporta il Campidoglio, si è voluto tener conto che una sospensione applicata durante il Giubileo avrebbe comportato una significativa riduzione dell’offerta del servizio, in corrispondenza di un periodo impegnativo per la mobilità urbana; per questo la sospensione di trenta giorni è stata posticipata al primo periodo successivo all’anno giubilare.