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Parte la sperimentazione a Roma del modello “andamento lento” per tutti i veicoli all'interno della ZTL: il provvedimento, entrato in vigore dopo la delibera votata dalla Giunta Capitolina, adotta per l'intero centro storico il limite di velocità di 30 km/h, estendendo l'area già interessata dal provvedimento ed allargandola dall'attuale “Tridente” ad arterie di maggior scorrimento, come quelle del Lungotevere e del Muro Torto.
Si tratta di una scelta destinata a modificare redicalmente comportamenti ed abitudini ostinate, ancorché pericolose, spesso premesse a situazioni che diventano fatti di cronaca, con morti e feriti: invece ora all’interno del perimetro della ZTL Centro Storico, e sulla scia di quanto già accade nelle principali città europee ed in diverse italiane, si dovrà viaggiare, sempre e comunque, al massimo a 30 km/h, ed il limite varrà per tutti i veicoli.
Non si tratta, va detto, di una novità assoluta, visto che il 49% delle strade del centro di Roma hanno già questi limiti, quanto di una nuova perimetrazione che la rende coerente con i nuovi varchi associati alla ZTL Centro Storico.
Come detto, si tratta di una fase sperimentale, della durata di almeno un mese, durante la quale la Polizia Locale svolgerà un'azione di informazione per abituare automobilisti, motociclisti e scooteristi alla nuova misura; in un secondo tempo, verranno installati totem elettronici che segnaleranno agli utenti l'eventuale sforamento del limite di velocità, mentre per le postazione di rilevamento sanzionatorio, che per le modifiche introdotte dalla revisione del Codice della Strada non possono essere fisse ma solo provvisorie, bisognerà attendere qualche mese.
Alla base della delibera capitolina c'è uno studio di Roma Servizi per la Mobilità, basato su analisi ambientali e di traffico, che dimostrano come la “Zona 30” in Centro sia una misura ad «elevata efficacia, che produce benefici significativi e documentabili in tutti gli ambiti, dalla sicurezza stradale alla qualità dell’aria, dalla regolarità del servizio di trasporto pubblico alla promozione della mobilità attiva, senza impatti critici o penalizzazioni strutturali per la funzionalità della rete urbana».
«Si tratta - spiega Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale - di un'importante innovazione in tema di sicurezza stradale: è dimostrato che a 70 chilometri orari, il 31% delle persone investite muore, il 7% a 50, mentre a 30 all’ora il rischio di mortalità si abbassa all’1%: l’istituzione di una “Zona 30” dunque non è una decisione ideologica, ma basata su dati scientifici. Inoltre, i benefici saranno di gran lunga superiori agli effetti sui tempi di percorrenza che aumenteranno di poco per tutti. Diminuire la velocità significa ridurre gli incidenti, salvare vite, abbattere inquinamento e rumore».
La mossa del Campidoglio si abbina ad altre iniziative di contrasto all'incidentalità urbana ed alle morti stradali: sono ormai terminate le tarature tecniche dei dispositivi di controllo della velocità installati sull’asse della Tangenziale est, via del Foro Italico e su viale Isacco Newton, piccola avanguardia degli annunciati sessanta nuovi autovelox che nei prossimi tre anni saranno attivati in città; presto verranno installati sui semafori di Roma 38 Photored, elettronici per la rilevazione delle infrazioni, utili a sanzionare chi passa col rosso; infine, grazie alla variazione di bilancio decisa dall'Assemblea Capitolina, si potranno realizzare con i quattro milioni di euro stanziati i primi centocinquanta attraversamenti pedonali rialzati, soprattutto davanti alle scuole dei quindici Municipi in cui è diviso territorio capitolino.