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Negli ultimi giorni, per chi guida a Roma è bastato aprire WhatsApp per farsi venire un colpo. Messaggi inoltrati a catena parlano di nuovi autovelox ovunque: sul Grande Raccordo Anulare, sulle consolari, sulle rampe della Tangenziale Est e perfino su decine di strade urbane. Un elenco lunghissimo, dettagliato, e proprio per questo capace di spaventare migliaia di automobilisti.
Il Campidoglio ha chiarito che il messaggio diventato virale è una bufala: un mix confuso di dispositivi già attivi da tempo, altri effettivamente annunciati e molti completamente inventati. In pratica, nessuna “pioggia improvvisa” di nuovi autovelox come raccontato sui social, ma solo informazioni riciclate e distorte che hanno generato panico inutile.
Questo però non significa che a Roma non stia cambiando nulla. Anzi. Il 2026 segna davvero un punto di svolta nei controlli elettronici e nella gestione della velocità, ma con modalità e tempi ben diversi da quelli raccontati nei messaggi virali.
Sul Grande Raccordo Anulare, ad esempio, i rilevatori elettronici sono già una realtà consolidata. Alcuni tratti, come le gallerie tra Cassia e Aurelia, le rampe della Tangenziale Est lato Palmiro Togliatti o l’ingresso da Settebagni, sono monitorati da tempo. Lo stesso vale per arterie fondamentali come la SS1 Aurelia, via Cristoforo Colombo e diversi Lungotevere, dove gli autovelox sono installati in punti strategici e ben noti agli automobilisti e motociclisti.
Nel centro città e nelle grandi direttrici urbane, i controlli non mancano: via del Muro Torto, via Gregorio VII, via Isacco Newton, via Laurentina e via del Mare rientrano negli elenchi ufficiali dei dispositivi già attivi. Nessuna sorpresa, dunque, per chi conosce davvero la mappa dei controlli.
Le vere novità arriveranno nel corso del 2026, ma seguendo un piano preciso. Sono previste nuove installazioni su strade chiave come Corso Francia, via Cristoforo Colombo, via Flaminia e via Leone XIII, con l’obiettivo dichiarato di ridurre incidenti e velocità eccessive. In totale, si parla di circa 13 nuovi autovelox fissi, che porteranno il numero complessivo dei dispositivi cittadini a quota 60 entro fine anno.
A cambiare radicalmente le abitudini di guida sarà soprattutto la Zona 30 nel centro storico. Dal 15 gennaio, all’interno della ZTL il limite di 30 km/h sarà valido senza eccezioni, anche sulle strade più larghe e scorrevoli. Una scelta destinata a far discutere, ma che segue una linea già adottata in molte città europee.
Accanto agli autovelox, il Comune punta anche su tutor e Photored. Sono già attivi diversi sistemi di controllo medio della velocità e nel 2026 arriveranno nuove telecamere per il passaggio con il rosso, soprattutto agli incroci più pericolosi. L’idea è chiara: meno tolleranza per le infrazioni più rischiose.
In sintesi, tra voci incontrollate e realtà dei fatti, la verità sta nel mezzo: nessuna invasione improvvisa di autovelox, ma un rafforzamento graduale e programmato dei controlli. Per chi guida a Roma, il consiglio resta uno solo: meno fiducia ai messaggi virali e più attenzione ai limiti, perché quelli, veri o falsi che siano, non fanno sconti.