Mistero a Vicenza: sparito l'ingegnere/paladino che combatte contro gli autovelox

Mistero a Vicenza: sparito l'ingegnere/paladino che combatte contro gli autovelox
Antonio Menegon, 78 anni, il perito "anti autovelox" che ha contribuito ai sequestri della Procura di Cosenza, è sparito nel nulla dal 2 gennaio. Nello studio computer acceso, cellulare e chiavi sul posto, auto parcheggiata fuori. I familiari hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri mentre si indaga su un caso che presenta inquietanti anomalie
7 gennaio 2026

Non si hanno notizie di Antonio Menegon dal 2 gennaio scorso. L'ingegnere 78enne di Tezze sul Brenta, nel Vicentino, è letteralmente svanito nel nulla in circostanze che stanno alimentando preoccupazione e interrogativi. La denuncia di scomparsa è stata presentata dai familiari nelle ultime ore presso la stazione dei carabinieri di Rosà, dove il professionista aveva il proprio studio tecnico.

Menegon è considerato il "paladino della lotta agli autovelox", il perito che per anni ha condotto battaglie legali decisive contro le apparecchiature di rilevamento della velocità, contribuendo in modo determinante all'inchiesta che ha portato la Procura di Cosenza a sequestrare numerosi dispositivi in tutta Italia.

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La situazione presenta elementi che hanno immediatamente fatto scattare l'allarme. L'ultimo contatto con Menegon risale proprio al 2 gennaio, come confermato dall'associazione "Autovelox tutela utenti strada" attraverso i propri canali social. I primi a preoccuparsi sono stati alcuni colleghi di lavoro che, non riuscendo a rintracciarlo né a casa né in ufficio, hanno allertato le forze dell'ordine.

Quando carabinieri e vigili del fuoco sono entrati nel suo studio professionale di Rosà, lo scenario che si è presentato ai loro occhi ha reso il caso ancora più enigmatico.

All'interno dello studio sono stati rinvenuti tutti gli effetti personali di Menegon: il mazzo di chiavi, il telefono cellulare e persino il giaccone. Particolare ancora più singolare, il computer era ancora acceso, come se il professionista si fosse allontanato solo per pochi istanti con l'intenzione di tornare subito. All'esterno dell'edificio, regolarmente parcheggiate e chiuse, c'erano sia l'automobile che il furgone dell'ingegnere. Un quadro che lascia poche spiegazioni razionali.

La figura di Antonio Menegon non è mai passata inosservata nel panorama della giustizia stradale italiana. Da anni il perito si è distinto per la sua battaglia tecnica e legale contro gli autovelox, mettendo in discussione la conformità e l'omologazione di numerosi dispositivi utilizzati dalle forze dell'ordine per il rilevamento della velocità. Il suo lavoro di analisi tecnica è stato fondamentale nell'inchiesta coordinata dalla Procura di Cosenza che ha portato, nel corso degli ultimi anni, al sequestro di decine di apparecchiature in diverse regioni italiane.

Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, ma non escludono alcuna ipotesi.

La nota di Altvelox: «Da alcuni giorni non abbiamo notizie di Antonio Menegon. Ci ha chiamato venerdi 2 gennaio alle 14.45. Lo avevamo richiamato pochi minuti dopo e poi ancora altre volte sino a ieri ma senza alcuna sua risposta. Oggi questa notizia letta dal web e che preoccupa non poco. Per noi di Altvelox non è solo un professionista che ha collaborato sul tema dei sistemi elettronici privi di omologazione e delle attività sanzionatorie illegittime. È un amico, ed è stato un punto di riferimento tecnico, concreto, mai improvvisato. Antonio è la persona che, con il suo lavoro, ha contribuito in modo decisivo a portare la Procura di Cosenza ai sequestri del T-Exspeed 2.0 su scala nazionale. A lui chiedevamo consigli e verifiche, perché sapeva tenere insieme tecnica, fatti e documenti, senza slogan. Nell’agosto 2024 Antonio ha pubblicato un documento duro, “Potere deviato dello Stato”, che noi abbiamo allegato a diverse denunce e fatto conoscere alle Procure senza che nessuna abbia ad oggi sentito lui o noi in merito, come contributo di analisi e di contesto. Un testo che, piaccia o no, ha inciso nel dibattito e ha costretto molti a guardare le carte, non le narrazioni. Poi l'incendio di una sua auto posteggiata vicino la sede di lavoro. Oggi lo pubblichiamo ancora una volta. Oggi, però, la questione è una sola: Antonio. La persona, prima di tutto. Se qualcuno lo ha sentito, o ha notizie certe e verificabili sul suo stato di salute e sul fatto che stia bene, chiediamo di farcelo sapere in modo riservato. Niente supposizioni, niente commenti inutili. Solo informazioni affidabili. Speriamo, davvero, di poter dire presto che Antonio sta bene. Perché in certi momenti il lavoro passa in secondo piano, e resta solo l’essenziale: la persona, l'amico».

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Fonte: ANSA

Immagine: Il Gazzettino