SBK 2026. GP d’Australia a Phillip Island. Le pagelle di Phillip Island

Bulega imprendibile, da 10 e lode. Voti alti anche al trio azzurro Bassani, Baldassarri e Montella. Insufficienze ai fratelli Lowes e all’abulico Gardner. Locatelli salvato dalla pioggia. Manzi senza voto.
22 febbraio 2026

Quello di Bulega è stato un trionfo annunciato. Senza il campione del mondo Toprak Razgatlioglu, passato in MotoGP, era chiaro a tutti che il romagnolo avrebbe fatto la parte del leone. Se poi gli affidiamo una performante nuova Panigale V4 RS2026 e lo facciamo correre sul circuito favorito (assieme a quello di Jerez) ecco che il quadro è completo.

E i suoi avversari? I due che dovrebbero rendergli la vita difficile, i sostituti di Toprak in BMW Danilo Petrucci e Miguel Oliveira, sono solo all’inizio di un processo di apprendimento che i freddi e bagnati test invernali hanno reso ancora più complicato. Hanno bisogno di chilometri e di tempo, ma nel frattempo Bulega incamera punti.

I suoi compagni di marca, ad iniziare dal suo compagno di squadra, sono sull’altalena, tra alti e bassi e stanno ancora prendendo le misure alla nuova arma letale della Ducati, che invece Nicolò sembra avere completamente in mano.

In Australia sono emerse le bimota, e stranamente più con Axel Bassani che non con l’esperto Alex Lowes, che come il suo gemello è ancora incline all’errore. Sarà vera gloria? Oppure al ritorno in Europa la KB998 tornerà nei ranghi?

Chi spera che in Europa le cose cambino completamente sono i piloti Yamaha, che hanno vissuto un week end da incubo. Solo la pioggia ha permesso domenica ad Andrea Locatelli di tornare a mettere la testa fuori dall’acqua. Xavi Vierge ha rischiato di farsi del male e tutti gli altri non sono pervenuti.

La nuova Ninja ZX-10RR ha mostrato importanti segni di miglioramento rispetto al modello precedente e su piste più favorevoli alla verdona Garrett Gerloff e Manuel Puccetti potrebbero togliersi qualche bella soddisfazione.

Ingiudicabile la Honda, priva dei piloti titolari.

La pista di Phillip Island si conferma meravigliosamente unica ed il variabile clima australiano ha reso tutto ancora più spettacolare. Senza contare i canguri, che ogni tanto entravano in pista senza aver pagato il biglietto, nei tre giorni gli spettatori sono stati quasi 48.000. Domenica hanno preso l’acqua ma si sono divertiti ed hanno potuto assistere anche alle gare del loro campionato nazionale.

Ecco i nostri voti ai protagonisti del round downunder.

Nicolo Bulega – 10 e lode – Come lo scorso anno è stato dominatore indiscusso ed ha occupato sempre la prima posizione, prove ufficiali e prove del venerdì comprese. Un incredibile rullo compressore che sa già sfruttare al massimo il potenziale della nuova Panigale. Al momento non si vede chi possa non dico batterlo, ma nemmeno avvicinarsi a lui.

Axel Basssani – voto 8,5 – Irriconoscibile (in senso positivo) rispetto al pilota dell’anno passato. La moto è certamente migliorata e ora la sua squadra ha i dati per affrontare tutte le piste, ma Axel è cresciuto molto e il nuovo Capo tecnico ne ha accresciuto l’autostima e la professionalità. Aspettiamo a cantare vittoria, ma quello visto in Australia è finalmente il Bassani che aspettavamo da qualche anno.

Yari Montella – voto 7 – Che peccato. Sarebbe stato un 9 convinto sino alla caduta in Gara2. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e ricordiamo la sua seconda posizione in Superpole ed in Gara1. Poi è stato tradito dalla pioggia e probabilmente da un calo di concentrazione. Fa parte del processo di crescita. Lo aspettiamo a Portimao.

Lorenzo Baldassarri – voto 7,5 – Un grande exploit il sabato e poi in calando la domenica. Non si poteva pretendere che senza test invernali il Balda potesse salire sempre sul podio. Ha iniziato molto bene il campionato ed ora deve dimostrare continuità. Assieme a Montella si candida quale sorpresa di questo campionato 2026.

Alvaro Bautista – voto 7 – Moto e team nuovi, ma i difetti sono i soliti e non dipendono dal peso aggiuntivo. Alvaro si complica la vita con la dodicesima posizione in Superpole e poi in Gara1 cade nel tentativo di rimontare. Grazie alla gara sprint migliora la sua posizione in griglia e guarda caso va sul podio.

Iker Lecuona – voto 6,5 – Non commette errori e questo è già un fattore positivo. Non è ancora padrone della sua moto ma è normale che sia così. Diamogli tempo e soprattutto non facciamo paragoni con il suo compagno di squadra.

Tarran Mackenzie – voto 6.5 – Lotta per la top ten sino a quando non vede l’a pioggia e allora si ricorda di essere scozzese e si esalta, arrivando ai piedi del podio. Da lodare l’impegno suo e della sua privatissima squadra.

Miguel Oliveira – voto 6,5 – Dura la vita in Superbike vero Miguel? Al povero portoghese succede di tutto: cadute, problemi tecnici e pioggia. Mancava solo che gli rubavano il motorino…… a parte gli scherzi Oliveira supera a pieni voti l’esame di ammissione tra le derivate, mostrando grinta, abilità di guida, grande professionalità ed esperienza. Sono sempre più convinto che alla distanza sarà lui l’avversario più tosto per Bulega.

Sam Lowes – voto 5,5 – Non può sempre cadere sul più bello. Bravissimo in Superpole, bravo nelle prime due gare, ma poi cade sul bagnato e si frattura un polso. Certo la fortuna non è dalla sua parte, ma riuscirà mai a trovare una costanza di rendimento?

Danilo Petrucci – Voto 6,5 – Lo stesso voto del suo compagno di squadra ma in realtà il ternano è sembrato più indietro nell’adattarsi alla M1000RR rispetto a Oliveira. Piazza un buon giro veloce in Superpole ma entra a fatica in top ten nelle altre due gare. Sotto la pioggia emerge la sua esperienza e la sua capacità di soffrire e viene premiato con un sesto posto che gli da morale. La strada verso la piena competitività sembra ancora lunga.

Alex Lowes – voto 5 – Su una delle sue piste preferite, dove ha vinto tre volte con la Kawasaki da lui mi aspettavo decisamente di più. Alti e bassi. Quarto in Superpole, non va oltre il settimo posto nella gara di sabato, ma poi sale sul podio della gara sprint. Gara2 potrebbe consacrarlo tra i protagonisti di questo primo round, ma lui cade pochi minuti dopo il fratello. Cercasi continuità e concentrazione, disperatamente.

Garrett Gerloff – voto 6,5 – Si sta impegnando come non mai per tornare su quel podio da dove manca dal 2024 (Barcellona). Sente di avere la moto e la squadra giusta per poterlo fare, ma paga la mancanza di test invernali. Sale al sesto posto nella Superpole Race ma nelle gare lunghe è da decimo e undicesimo posto. Deve continuare a crederci.

Andrea Locatelli – voto 5,5 -Salvato dalla pioggia. Inguardabile sino a Gara2. Sul bagnato rimonta sino alla quinta posizione finale, ma nelle altre gare è triste vederlo lottare per la zona punti. E’ forse l’unico che spera che non si corra più a Phillip Island.

Alberto Surra – voto 7 – Al debutto assoluto, non solo in Superbike ma anche su una moto di 1000cc, il pilota del team Motocorsa si comporta benissimo in tutti i frangenti, senza commettere errori, con tanta determinazione e voglia di imparare. Se continua così lo vedremo molto più in alto. Speranza azzurra”.

Xavi Vierge – voto 6 – Che grinta. Lo spagnolo aveva fatto bene nei test di inizio settimana, dove era stato il primo dei piloti Yamaha pur essendo al debutto con la R1. In gara non si è rassegnato alle posizioni di fondo classifica e ha pagato con due cadute (oltre ad un problema tecnico che non lo ha fatto partire nella gara sprint). Se la vetusta R1 lo assisterà in Europa potrà fare bene.

Remy Gardner – voto 4 – Nemmeno l’aria di casa riesce a dargli la sveglia. Il suo rinnovo con il Team GRT, dopo aver ottenuto solo due podi in tre anni, resta uno dei misteri della Superbike.

Stefano Manzi – non giudicabile – Speriamo che, dopo averlo tenuto in Supersport più del dovuto, la Yamaha non rovini uno dei migliori talenti del nostro motociclismo.

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