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Lorenzo conosce il logorio del corpo umano sotto una raffica di cadute e di infortuni. Ecco perché la sua analisi sul braccio e la spalla di Márquez suona come un campanello d'allarme per i tifosi del #93. La MotoGp si è trasformata radicalmente nell’ultimo decennio, ma Jorge mantiene intatta la sua lucidità nell'analizzare questo sport e da un'intervista rilasciata a GPone, l'ex campione ha sollevato il tema attorno alle condizioni fisiche di Marc Márquez.
Secondo Lorenzo le operazioni multiple subite al braccio non sono un capitolo chiuso, archiviato, ma potrebbero segnare il conto alla rovescia della sua permanenza in pista. Per Lorenzo, “Un top rider a 38 anni non è più quello di dieci stagioni fa” e sottolinea che il fisico serbi rancore e nel caso di Marc c’è un campionario di cicatrici a gettare una zona d’ombra sul suo futuro.
Interrogato sulla possibilità di Marc di eguagliare il record di Agostini in fatto di mondiali vinti, il maiorchino scuote la testa: "Senza infortunio, ce l'avrebbe fatta. Ma la spalla lo tradisce nelle curve a sinistra, lo si nota. Questo limiterà la sua carriera".
Riguardo al futuro tra Ducati e Márquez, Lorenzo prevede fuochi e fiamme: "Sarà una rissa tra due alfieri. Marc ha un talento smisurato, ma età e guai fisici lo eroderanno. Acosta sale come un missile, lo spettacolo è garantito". Nel breve periodo, Lorenzo non esclude che Márquez lotterà per numerose vittorie e l’ennesimo titolo di campione. Sarà lotta serrata tra Bezzecchi e Pedro Acosta, ma sul lungo periodo (e salvo imprevisti) questi talenti emergenti potranno contare sulla loro giovane età, fisici freschi e intatti.
Parlando delle case motociclistiche, Lorenzo è sicuro: "Aprilia morde duro e sfida il regno Ducati. A Buriram, la sua RS-GP spicca in curva: bassa, tozza, rigida, si piega con rabbia e velocità. Domina gli angoli. Ma Ducati è un pacchetto totale: freni letali, trazione feroce, motore mostruoso. Vince su tutti i fronti".
Infine la stoccata ai giapponesi, specie Yamaha e i suoi alfieri. Il V4 era un passaggio obbligato, anche a costo di due anni di purgatorio, ma Lorenzo dice: "non tollero le lamentele dei piloti, Fabio in testa. Yamaha paga stipendi d'oro per vendere moto: non si sputa sul piatto dove si mangia".