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Anche se ha appeso il casco al chiodo nel 2029, la figura di Jorge Lorenzo rimane un elemento importante nel paddock: il cinque volte iridato (nel 2006 e 2007 in classe 250 con l'Aprilia, poi sulla Yamaha in MotoGP nel 2010, 2012 e 2015) quest'anno ha accettato il ruolo di coach di Maverick Vinales, nella mission (non)impossible di riportare ai massimi livelli il pilota suo connazionale, rapporto poi interrotto bruscamente a causa dell'ennesimo infortunio in cui è incappato il pilota KTM.
E Jorge, in occasione del GP di Catalogna, in un'intervista rilasciata al periodico “Mundo Deportivo”, ha fatto il punto sull'attuale stagione di gare e dando la sua lettura ed il suo giudizio su quanto sta avvenendo in pista.
- Sei rimasto sorpreso dall'inizio del Mondiale con le Aprilia superiori alle Ducati?
«In verità no, perché già in precampionato avevo capito che l'Aprilia faceva paura in curva. Erano molto agili e si inclinavano molto e mi aspettavo che quest'anno sarebbero stati i favoriti per la lotta al titolo. Poi la pista lo ha confermato: al momento, dovuto è la moto migliore».
- E che Martín sia in piena bagarre ti sorprende oppure no?
«Bezzecchi sembrava più il favorito, ma Martín non si è arreso e pian piano ha preso confidenza con la moto, cosa che gli mancava lo scorso anno: ora ha più esperienza con questa Aprilia e ne ricava più prestazioni».
- Come valuti tutto quello che ha passato Martín? .
«La qualità e la velocità di Martín sono indubbie: nessuno può dubitare di questo, ha tanto cuore, è molto appassionata e ci prova sempre. Sono due piloti diversi: Bezzecchi è più robotico e più calcolatore, Martín più passionale e istintivo. Magari sul giro veloce o nello Sprint, Martín è un po' più esplosivo, ma Bezzecchi nella gara lunga in questo momento mi sembra più completo. Sarà davvero una grande battaglia».
- Escludi Marc Márquez nella lotta per il titolo?
«Cavolo, è davvero complicato. Prima di Le Mans il campionato era già difficile ma ora, dopo l'infortunio e aver saltato la lunga gara di Le Mans che tutto il GP di Catalunya, si trova con molti punti di svantaggio in classifica. Il campionato è lungo, gli imprevisti sono sempre possibili: ma quel che è certo è che se uno tra Bezzecchi e Martín dovesse patire un infortunio, c'è sempre l'altro e questo ovviamente complica ulteriormente le opzioni di Marquez. L’importante è che si riprenda e che quel braccio, che negli ultimi cinque anni per lui è stato un calvario, ritorni al meglio così da poter avere in pista ancora il miglior Marc Márquez».
- Anche tu hai sopportato tanti infortuni: come spieghi il fatto che voglia continuare a correre?
«È molto vicino a battere Valentino, entrambi hanno nove titoli assoluti e sette in MotoGP. Manca solo un passo per batterlo, sono pari. I quindici allori di Agostini sono lontani, ma nulla è impossibile, quindi credo che potersi ritirare come pilota più vincente della storia sia una motivazione importante che Marc di certo ha in mente e finché sarà apparirà competitivo vorrà allungare al massimo la sua carriera».
- Vinales è ormai rientrato dall'infortunio: tu che hai trascorso con lui tutto l'inverno allenandolo intensamente, cosa puoi dirci su di lui? Cosa possiamo aspettarci una volta risolto il suo problema?
«L'importante è che il braccio funzioni davvero al 100% per dimostrare il suo talento, che ha già rivelato soprattutto con l'Aprilia. Non ci sono dubbi sulla sua velocità e sul talento, ed ora bisogna capire se davvero era quella vite che gli impediva di guidare al massimo livello».
- Per molti appassionati ed esperti, il GP di Catalunya del 2009 è stata una delle gare più belle della storia, e molti ricordano l'epico duello tra te e Rossi: dopo tanti anni, che sentimenti suscita in te?
«È stato un peccato perderlo, perché ovviamente avrei preferito vincerlo. Ma mi consola che tanti tifosi considerino quella gara la migliore della storia e che io ne sia stato uno dei protagonisti. Quindi è un ricordo agrodolce».
- Jorge, raccontaci infine di cosa fai oggi e del tuo rapporto con VMoto
«Sono loro ambasciatore dal 2021: la mia amica Michelle Pirro mi presentò Graziano Milone che mi convinse ad essere un po' la punta di diamante del marchio. L’obiettivo è far conoscere il marchio e così è stato. Piano piano la gente lo apprezza sempre di più e soprattutto ultimamente sta vendendo molto in termini di delivery: in Asia sta avendo un grande successo, grazie modelli sempre più moderni, che durano di più e che, soprattutto, hanno più accelerazione rispetto ad un motore a benzina. Inoltre le batterie durano sempre di più, hanno più autonomia e consumano molto meno. E nell'uso quotidiano si risparmia parecchio rispetto alla moto a benzina, perché effettivamente caricare le batterie costa poco».