MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Il padre dei campioni: siamo stati nella scuola di Chicho Lorenzo [VIDEO]

MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Il padre dei campioni: siamo stati nella scuola di Chicho Lorenzo [VIDEO]
Il padre di Jorge ci ha spiegato il suo metodo con cui ha portato al mondiale 26 piloti su 200 allievi, una percentuale del 13%: "Io non lavoro in pista, ma sui dettagli. Il più talentuoso dal 2000 a oggi? Romano Fenati". Sul figlio: "Sono incantato dal suo ritorno in MotoGP come coach". Su Toprak: "Farà fatica in MotoGP, in SBK i suoi rivali erano Rea, Bautista, Bulega"
12 marzo 2026

Valencia - Al circuito di Albaida, vicino a Valencia, lavora da qualche mese Chicho Lorenzo, padre di Jorge e uno dei formatori di piloti più influenti degli ultimi vent'anni.

La sua scuola ha prodotto campioni come Joan Mir, Augusto Fernandez e Izan Guevara e dalla sua Liga Interescuolas sono usciti 26 piloti arrivati al Mondiale su circa 200 in totale. Chicho Lorenzo ha avuto tra i suoi allievi anche Jorge Martín Pedro Acosta.

Quella con Chicho Lorenzo non è la prima chiacchierata: un anno e mezzo fa lo avevo già intervistato, e al centro di quella conversazione c'era soprattutto il rapporto con suo figlio Jorge.

Questa volta il contesto è diverso: ero a Valencia per provare a capire il segreto dei piloti spagnoli, un viaggio che ha prodotto anche un altro video dedicato al circuito Aspar, famoso perché è dove i campioni della MotoGP si allenano durante l'inverno.

Andare a trovare Chicho era quindi una tappa naturale, Albaida e Aspar distano mezz'ora di auto.

Siamo al circuito di Albaida. Quanto costa allenarsi qui?

"Se sei socio di questo motoclub penso che costi 30 euro per un giorno"

Qual è la differenza principale con l'Italia nel formare i piloti?

"In Italia è troppo caro"

Come lavori con i giovani piloti?

"Io lavoro alla pista tecnica. A me non piace il circuito. Io dico al pilota qual è il suo punto debole, dove deve lavorare"

Cosa guardi per primo quando arriva un bambino?

"La prima cosa è la tecnica. Il pilota sopra la moto ha due tipo di movimenti: della mano e dei piedi, per attivare l'acceleratore, il freno, la direzione, e dopo il movimento del corpo. Il corpo è un aiuto alla moto, aiuta a fare il lavoro che il pilota le dice che deve fare. E dopo la testa è molto importante, è il carattere del pilota, e anche su questo si lavora"

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Quanti piloti hai portato al Mondiale?

"Nel 2007 ho creato la prima scuola per bambini del mondo, a Mallorca. Hanno iniziato Mir, Augusto Fernandez e Guevara. Dopo abbiamo fatto la Liga Interescuolas e da questa competizione sono arrivati al Mondiale 26 piloti su circa 200"

Il talento è decisivo?

"Io penso che è molto importante il lavoro, è molto importante il carattere del pilota, l'attitudine, l'intelligenza. Tutto questo è molto importante"

Quanto conta la figura del padre?

"La figura del papà è vitale, determinante. La fiducia del padre, della famiglia, è necessaria, sennò non si può fare questo lavoro"

Cosa accomuna Jorge, Maverick e Martin?

"La loro fiducia in se stessi. Questa è la base per arrivare lontano"

Qual è il limite di Maverick?

"Maverick ha dimostrato che ha un livello impressionante. Quando vince, vince in una maniera straordinaria. Però questa fiducia non è costante. Gli manca un po' di formazione, capire cosa fa il corpo sopra la moto"

Chi è il pilota più talentuoso degli ultimi 25 anni?

"Romano Fenati. La prima gara ha fatto secondo. La seconda ha vinto. Se tu non hai un talento eccezionale, tu non puoi fare questo. Aveva 16 anni. Però Romano non ha avuto la testa che l'ha aiutato"

Marquez è arrivato in cima grazie al talento?

"No, non è il talento. È il carattere, l'ambizione. Sa vivere per questo, vive 24 ore al giorno per la sua professione. In un sport così competitivo, vince uno e 20 non vincono, devi restare molto concentrato nella tua vita, sennò non funziona"

Marquez potrà continuare fino a 42 anni come Valentino?

"Penso di no. Penso che Marquez ha un obiettivo che è il decimo titolo, e penso che dopo... Marquez si è fatto male con Bezzecchi, dopo che aveva vinto il mondiale. Se la tua ambizione non sta sempre al massimo, è pericoloso"

Cosa pensi di Toprak in MotoGP?

"Nessuno campione della Superbike ha fatto niente in MotoGP. Ha 30 anni, arriva tardi. Doveva arrivare a 20, 22 anni. Se tu vedi i suoi rivali in Superbike, Rea, Bautista, Bulega non sono rivali top. Comunque vederlo in MotoGP è una curiosità"

Come vivi il ritorno di Jorge nel mondo delle corse?

"Sono incantato. Quando si è ritirato non voleva saperne più nulla, nulla! E per me era un peccato perché ha una conoscienza, un'esperienza che può portare qua. È fantastico. È la sua vita, il suo mondo, la sua professione: può fare un gran lavoro"

Hai imparato più tu dall'esperienza di Jorge o lui da te?

"Ho imparato più io da mio figlio che mio figlio da me, e questo mi ha dato l'esperienza e la conoscenza per lavorare con altri bambini, con altre filosofie"